Gaza, al confine con Israele. La furia omicida dei soldati di Tel Aviv dà avvio a una strage pianificata, nel silenzio dell’Onu, e dell’Occidente

Gaza, al confine con Israele. La furia omicida dei soldati di Tel Aviv dà avvio a una strage pianificata, nel silenzio dell’Onu, e dell’Occidente

Almeno sette palestinesi sono stati uccisi e centinaia feriti dalle forze armate israeliane a Gaza, venerdì, giorno considerato sacro dall’islam, secondo i dispacci delle autorità mediche palestinesi. L’attacco israeliano è stato sferrato nel corso delle manifestazioni dei palestinesi che chiedevano il diritto al ritorno in patria dei rifugiati. L’esercito israeliano si è difeso sostenendo che 17mila palestinesi avrebbero messo in atto una rivolta in sei località della Striscia di Gaza, lanciando verso i soldati copertoni bruciati. Secondo gli israeliani, si è trattato “di una risposta per disperdere i rivoltosi”. La realtà naturalmente è diversa: l’esercito israeliano controlla una enorme zona di “reclusione”, dove ai palestinesi non viene concesso l’attraversamento, e chi lo fa diventa bersaglio dei militari.

La Grande Marcia del Ritorno palestinese pacifica e con un programma di eventi culturali. Poi è arrivato l’ordine di uccidere da Tel Aviv 

La versione palestinese è di altro segno. Gli organizzatori della “Grande Marcia del Ritorno” sostengono che tendeva ad essere pacifica, e al suo interno vi partecipavano famglie con donne e bambini, che si sarebbero poi accampati nelle tende disposte lungo il confine che separa Gaza da Israele. Nel programma delle manifestazioni non c’era certo una nuova versione dell’Intifada, ma danze tradizionali, eventi culturali e politici. Su questa gente pacifica si è abbattuta la potenza di fuoco israeliana, e per tutta risposta i palestinesi hanno cominciato a tirare sassi. Così sono morti almeno in sette palestinesi, e centinaia sono stati colpiti soprattutto alle gambe, dalle pallottole dei militari di Tel Aviv. La beffa: dalla capitale israeliana giunge perfino l’ipotesi di un complotto di Hamas, che avrebbe voluto la manifestazione proprio per scatenare gli eventi che poi drammaticamente si sono verificati. Ma non ha detto alla comunità internazionale che nei dintorni di Gaza, Israele dispone di uno spiegamento massiccio di forze speciali, cecchini, unità di polizia di frontiera. La dichiarazione del generale comandante delle forze armate israeliane nella zona di Gaza, Eyal Zamir, sfiora il ridicolo: “stiamo identificando i tentativi di portare attacchi terroristici nascosti nella rivolta”, proprio mentre dagli ospedali palestinesi veniva diffuso il macabro bilancio delle centinaia di persone ferite da armi da fuoco, pallottole di gomma, gas lacrimogeni.

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