Elezioni. Come la stampa internazionale interpreta la campagna elettorale e il voto di domenica. Lo Spiegel: “Nel Pd litigano e gli elettori scappano”

Elezioni. Come la stampa internazionale interpreta la campagna elettorale e il voto di domenica. Lo Spiegel: “Nel Pd litigano e gli elettori scappano”

Il 28 febbraio Le Monde è stato il primo ad aprire le danze degli editoriali sulle elezioni italiane con il titolo “Europa: la minaccia italiana”. Secondo il quotidiano francese, “tra una Germania alla ricerca di se stessa e un Regno Unito che se ne va, l’ultima cosa di cui l’Europa ha bisogno è un’Italia che si annebbi. Le elezioni politiche del 4 marzo, il cui risultato si annuncia particolarmente incerto, rappresentano una nuova minaccia per la coesione dell’Ue”. Un altro quotidiano francese, Le Figaro, ha definito l’Italia “anello debole” della zona euro, in particolare per il suo debito pubblico che rende il paese particolarmente fragile alla prossima crisi. Meno pessimista è il Financial Times: “Il futuro post-elezioni dell’Italia attanaglierà il centro dell’Ue”, ha scritto il quotidiano della City in un editoriale del 2 marzo: le elezioni “sono causa di preoccupazione, ma non di panico”. Per il Wall Street Journal, l’Italia è “il nuovo malato d’Europa” – questo il titolo dell’editoriale del 1 marzo – e la cattiva notizia è che “alla fine qualcuno vincerà le elezioni” portando al potere partiti e leader politici “non all’altezza delle sfide”.

“Povera Italia”, è invece il titolo dell’editoriale dell’Economist uscito nelle edicole il 2 marzo, che esprime il suo voto a favore della permanenza di Paolo Gentiloni e Pier Carlo Padoan, senza fare un “endorsement” chiaro a favore del Partito Democratico e Matteo Renzi. In un articolo di analisi, lo stesso settimanale britannico sottolinea che l’Italia è “indebitata e indecisa”, dove “una maggioranza stabile appare altamente improbabile” accentuando i “rischi di confusione politica”.

Il Guardian racconta del sostegno dell’ex consigliere politico di Donald Trump, Steve Bannon, volato a Roma in sopporto dei candidati di estrema destra. La sfida tra Matteo Salvini e Silvio Berlusconi per la leadership nel centrodestra è stata seguita da Le Figaro e altri. Gran parte della stampa internazionale ha seguito da vicino “il ritorno del Cavaliere”, così come i fatti di Macerata e la riemersione di partiti e movimenti neofascisti durante la campagna elettorale. La sorpresa è stata Emma Bonino. Il Guardian ha definito la leader di +Europa come la “coscienza pro-migranti e pro-europea” del paese. A Bonino ha dedicato un lungo ritratto il New York Times all’inizio della campagna elettorale. “Ha conquistato il cuore degli italiani. Può conquistare i loro voti?”, la domanda nel titolo del pezzo uscito il 10 febbraio e firmato da Elisabetta Povoledo: “Emma Bonino è una delle protagoniste più apprezzate della politica italiana. Ma il consenso non sempre si è tradotto in voti”, ricorda il New York Times, che negli ultimi giorni ha spostato la sua attenzione sul Movimento 5 Stelle.

“Il mistero dell’uomo che guida nell’ombra i 5 Stelle”, ha scritto il quotidiano di area liberal il primo marzo. “Davide Casaleggio, il figlio del cofondatore del M5S Gianroberto Casaleggio, non ha alcun ruolo ufficiale nel partito. Ma i critici dicono che lo controlla da dietro le quinte”. Secondo l’articolo del New York Times, firmato da Jason Horowitz, Casaleggio e la sua società vengono definiti un “Grande Fratello di un partito Orwelliano che potrebbe destabilizzare tutta l’Europa”. Nell’ultima analisi il quotidiano newyorkese è preoccupato dei tentativi di influenza della Russia, ipotizzando addirittura che Mosca possa essere la vera vincitrice della competizione elettorale. Nel suo ultimo editoriale, il settimanale tedesco Der Spiegel si concentra sul Pd e sulle sue divisioni: “Litigano finché gli elettori scappano”, titola, e conclude: la sinistra italiana è frammentata, il partito di governo arriva al voto senza possibilità. Il loro miglior candidato, Matteo Renzi, ha perso consenso e si guarda attorno alla ricerca di partner della coalizione di centrodestra. Il sorprendente vincitore delle elezioni potrebbe essere il primo ministro Paolo Gentiloni.

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