Crack delle Ferrovie Sud Est, manager della Bnl interdetto per bancarotta. Spunta anche una pista per Atac?

Crack delle Ferrovie Sud Est, manager della Bnl interdetto per bancarotta. Spunta anche una pista per Atac?

Oltre che al crack delle ferrovie del Sud Est pugliesi, potrebbe arrivare anche allo stato di crisi Atac, la municipalizzata dei trasporti di Roma Capitale, l’inchiesta portata avanti dalla Procura di Bari e che mercoledì ha segnato un nuovo passo in avanti, dopo i sequestri e gli arresti dei primi di febbraio, con il provvedimento di interdizione di 12 mesi disposto nei confronti di Giuseppe Maria Pignataro, Responsabile Mercato Pubblica Amministrazione Direzione Centrale di BNL di Roma, nell’ambito dell’indagine della Procura di Bari proprio sul crac della società Ferrovie Sud Est. Dopo Fse, Atac sarebbe entrata nel mirino degli stessi personaggi coinvolti nel crack pugliese e su questo potrebbero esserci sviluppi. Pignataro risponde di bancarotta fraudolenta in concorso con l’ex amministratore unico di Fse, Luigi Fiorillo, e altri due funzionari Bnl in servizio presso la filiale di Bari, Fabio Ferretti, responsabile dei rapporti con Fse, Vito Colaprico, responsabile dei rapporti con la pubblica amministrazione. Secondo la ricostruzione fatta dai militari della Guardia di Finanza, nell’indagine coordinata dal procuratore aggiunto Roberto Rossi e dai pm Francesco Bretone, Luciana Silvestris e Bruna Manganelli, le condotte dei funzionari dell’istituto di credito avrebbero aggravato la situazione debitoria della società di trasporto pugliese attraverso la concessione di finanziamenti a fronte di una serie di garanzie praticamente illimitate, il mantenimento di linee di credito in favore della società oramai in fase di dissesto e l’assenza di qualunque tipo di controllo sulla destinazione delle somme erogate.

In particolare agli indagati si contestano i reati di bancarotta fraudolenta impropria, per effetto di operazioni dolose, ai danni della società Fse e bancarotta fraudolenta preferenziale in favore di Bnl. I funzionari, cioè, avrebbero continuato ad erogare credito che l’ex amministratore Fiorillo avrebbe usato per sostenere ingenti e sproporzionate spese indebitando ulteriormente la società, contribuendo così a causare un grave impoverimento finanziario di Fse. A partire dal 2012, poi, avrebbero rimodulato i rapporti bancari a proprio favore, determinando il rientro della propria posizione creditori a scapito della massa degli altri creditori. Per Giuseppe Pignataro la Procura di Bari aveva chiesto il carcere mentre il gip, Alessandra Susca, ha ritenuto sufficiente ad evitare il rischio di inquinamento probatorio e reiterazione del reato il divieto per un anno di esercitare gli uffici direttivi dell’istituto di credito Bnl ovvero di alta persona giuridica o impresa operante nel settore.

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