Corruzione, sequestrato il patrimonio all’ex direttore Uoc dell’ospedale San Camillo-Forlanini

Corruzione, sequestrato il patrimonio all’ex direttore Uoc dell’ospedale San Camillo-Forlanini

I carabinieri della Compagnia Roma Trastevere hanno eseguito un decreto di estensione del sequestro preventivo emesso dal Tribunale di Roma – Sezione specializzata delle misure di prevenzione – nei confronti dell’ex Direttore dell’U.O.C. dell’Ospedale “San Camillo-Forlanini” arrestato il 3 novembre del 2016 insieme ad altre 9 persone con le accuse di corruzione, peculato e turbativa d’asta. I militari hanno apposto i sigilli a 3 immobili ad uso commerciale ubicati in via Casilina nel Comune di Anagni (FR) e sequestrato 6 conti correnti – cinque dei quali aperti presso una filiale di Anagni del valore di 145.500 euro e uno a Roma – un pacchetto azionario del valore complessivo di 58.020 euro e 11 veicoli. Le attività traggono origine dagli sviluppi patrimoniali dell’indagine “Piramide” dei Carabinieri della Compagnia Roma Trastevere, nel corso della quale emersero rilevanti irregolarità nella gestione dei lavori pubblici eseguiti nell’azienda ospedaliera “San Camillo – Forlanini” lucrando sui fondi stanziati per adeguare l’accoglienza dell’azienda ospedaliera al Giubileo Straordinario, e l’indebito vantaggio patrimoniale acquisito dal destinatario della misura che sfruttò la sua posizione di pubblico ufficiale in qualità di direttore della “U.O.C. ingegneria” del citato plesso ospedaliero. Nell’inchiesta erano state indagate complessivamente, a vario titolo, 26 persone per reati che vanno dalla corruzione e il falso, alla turbata libertà degli incanti, fino all’estorsione, la falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, il peculato, e la truffa ai danni di ente pubblico. La corruzione riguarderebbe un appalto da 62 milioni di euro, sul quale una ‘tangente’, da 65mila euro, sarebbe stata recepita dagli indagati non attraverso denaro contante, ma tramite lavori di subappalto assegnati a un’azienda che faceva riferimento al direttore dell’epoca della Uoc Ingegneria del San Camillo, ritenuto il vertice della cosiddetta ‘piramide’. A ciò si aggiunge l’ipotesi di peculato legata a 145mila euro di cui si sarebbe appropriato indebitamente l’uomo per lavori non eseguiti da lui.

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