Affuenza parziale alle ore 23 del 73,7%, ma con enormi differenze tra Nord e Sud. Dati Viminale a 2/3 dello spoglio al Senato:M5S trionfa, Lega supera Fi, Pd affonda, LeU insoddisfacente

Affuenza parziale alle ore 23 del 73,7%, ma con enormi differenze tra Nord e Sud. Dati Viminale a 2/3 dello spoglio al Senato:M5S trionfa, Lega supera Fi, Pd affonda, LeU insoddisfacente

Secondo i dati del Viminale, alle ore 23 aveva votato il 73,7% degli aventi diritto, in 6530 comuni su 7958. Superata dunque la soglia critica del 70% di partecipazione al voto considerata dal Presidente Mattarella. La serata ha avuto inizio con il consueto profluvio di exit polls e di instant polls, e poi è giunta la prima proiezione. I dati sono sostanzialmente omogenei: il M5S diventa il primo partito italiano con quasi un terzo dei voti, la sconfitta del Pd è una vera e propria Caporetto, a destra la Lega di Salvini supera e di parecchio Forza Italia, molto insoddisfacente il risultato di Liberi e Uguali.

Secondo i dati del Viminali quando sono state scrutinate  45.412  sezioni su 61.401, al Senato il centrodestra ottiene il 37,46%, con la Lega (18,48%) che supera Forza Italia (14,17) e Fratelli d’Italia al 4,24%; il Movimento 5Stelle ottiene il 31,25%; la coalizione di centrosinistra è al 23,85%, col Pd al 19,78; e infine Liberi e Uguali al 3,36%.

Alla Camera, quando sono stati scritunate  35.246  su 61.401, il centrodestra è  al 36,94% (Lega al 19,59), il Movimento 5 Stelle al 31,14, il centrosinistra è al 24,18 (Pd al 19,70%) e Liberi e Uguali al 3,54%.

 

Giornata elettorale, tra code, caos schede e un’attivista femen che contesta Berlusconi

La giornata elettorale, com’era facile attendersi, ha vissuto momenti di enorme caos e di precoccupazione. Code lunghissime ovunque, per effetto del nuovo sistema antifrode, che costringe i presidenti a staccare il bollino numerico dalle schede elettorali e a dettarne il numero agli scrutatori. Molti comuni, soprattutto delle grandi città, invitano gli elettori a recarsi alle urne almeno un’ora prima delle 23, della chiusura prevista dei seggi. In ogni caso, la palma dell’incidente più curioso, come già accadde nel 2013, è la provocazione di una donna, membro delle Femen, che ha nuovamente “molestato” e contestato Berlusconi fin dentro il seggio. E’ cittadina francese e ha 30 anni l’attivista del movimento, che si è mostrata a seno scoperto e ha urlato “Sei scaduto”. La donna è stata prelevata dalle forze dell’ordine e portata in questura dove si trova ancora e dove verrà denunciata.

A Palermo, ritardo di due ore per 200 seggi. Caos in provincia di Mantova. Lentezze ovunque

A Palermo c’è stata l’apertura ritardata di 200 seggi  per la ristampa delle schede. “Mi preoccupa molto la situazione di Palermo, il mancato rispetto della  mappa dei collegi, ha provocato una errata consegna di schede in oltre 200 sezioni e un ritardo nella apertura dei seggi che spero non abbia influenza sul voto”, ha detto il presidente del Senato e leader di LeU Pietro Grasso recatosi a Roma a votare. Errori anche nella vicenda schede nella capitale.  Disagi in un seggio del quartiere romano dei Parioli dove c’è stato un problema nella consegna delle schede, quelle del collegio 1 finite al collegio 2, con un rallentamento del voto che ha creato ampie file di elettori. In provincia di Mantova il contrassegno della lista ‘Partito Democratico’ presente nella scheda per le elezioni regionali lombarde  – comunica la Regione – “è per mero errore di stampa, parzialmente difforme rispetto al contrassegno della stessa lista depositato e riportato sul manifesto con le liste e i nomi dei candidati, in quanto non compare nella parte inferiore del simbolo la lunetta verde con il nome del candidato Presidente”. Il Pirellone ha precisato che il contrassegno è comunque correttamente collocato nell’ambito del riquadro della coalizione di appartenenza, evidenziando inequivocabilmente il collegamento tra la lista in questione e il candidato alla carica di presidente della Regione. In molte sedi di votazione sia a Roma che a Milano si sono formate file per la rilevante affluenza di cittadini che hanno come conseguenza per gli elettori lunghe attese, come nella capitale a Settecamini.

Enorme confusione nell’hangar di Castelnuovo di Porto, dove avrà luogo lo scrutinio dei voti degli elettori all’estero

Infine il gran caos di Castelnuovo di Porto, dove sarà effettuato lo scrutinio dei voti espressi dai cittadini italiani all’estero. Procedono ancora a rilento le operazioni elettorali dei seggi per i voti dall’estero a Castelnuovo di Porto. Dei 1.700 seggi raccolti nel centro polifunzionale della Protezione civile alle porte di Roma, almeno un’ottantina non erano ancora operativi alle 19, perché mancano i presidenti di seggio, come accaduto in più parti d’Italia. Come per gli altri seggi sul territorio nazionale, le operazioni di spoglio inizieranno alle 23, ma dalle 11 di questa mattina a Castelnuovo erano previste tutte le fasi che precedono lo spoglio, cioè quelle di verifica dei nominativi delle buste con gli elenchi dell’Aire, l’Anagrafe degli italiani residenti all’estero. “Ci sono scrutatori con le mani in mano da stamattina – racconta un presidente di seggio ad askanwes – perché nominati a un seggio dove non c’è il presidente. Oppure ci sono presidenti fermi che non possono lavorare perché non ci sono gli scrutatori nominati a quel seggio”. La possibilità di unire presidenti e scrutatori di seggi diversi non è prevista. “Si stanno cercando presidenti supplenti, stanno nominando d’ufficio vigili urbani”, è la voce che circola nei capannoni di Castelnuovo.

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