8 marzo, scioperi e manifestazioni in tutta Italia per i diritti delle donne. Tola (Udi): “Ecco che incrociare le braccia può essere un modo per sovvertire il mondo”

8 marzo, scioperi e manifestazioni in tutta Italia per i diritti delle donne. Tola (Udi): “Ecco che incrociare le braccia può essere un modo per sovvertire il mondo”

“L’8 marzo, ben lungi dall’essere soltanto una festa commerciale per regalare mimose e cioccolatini, deve diventare oggi più che mai spunto di riflessione contro le discriminazioni e verso una effettiva parità – ha affermato in una nota il Coordinamento Nazionale Donne del sindacato di polizia Silp Cgil e continua – Il recente caso del femminicidio di Latina, col carabiniere che ha ucciso le proprie figlie e massacrato la propria moglie, è il paradigma peggiore delle tante battaglie che ancora dobbiamo vincere”.

L’8 marzo si rinnova come una data dal grande valore simbolico  per le donne. Discriminazioni di genere sul luogo di lavoro, soprusi e violenze all’interno delle mura domestiche sono oramai, di fatto, all’ordine del giorno. Le statistiche ISTAT parlano da sole: il 43,6% delle donne intervistate ha subito delle molestie almeno una volta nella vita. Se si contano gli episodi di femminicidio, i dati si configurano ancor più drastici: se ne registra uno ogni tre giorni.

In questa giornata di sciopero generale, promosso in tutta Italia dai sindacati tra cui in prima linea Cgil, Fiom, e da associazioni quali l’Udi (Unione donne in Italia), le donne sono scese in piazza per rompere il silenzio. “Mai stare zitte! Mai state zitte! Contro la violenza maschile, insieme” è lo slogan dell’Udi, insieme all’hashtag #meetoo che esorta le vittime alla denuncia.

A Roma, la Fiom, insieme alle associazioni e ai movimenti tra cui la rete “Non una di meno”, è scesa in piazza con una mega manifestazione partita alle ore 17 da Piazza Vittorio e diretta fino a piazza Madonna di Loreto che ha visto un’attiva partecipazione da parte della cittadinanza. “#Wetoogether. 8 Marzo Sciopero Globale delle Donne” è uno degli striscioni di testa del corteo esposti nei pressi di Piazza Venezia, sulla cui parete esterna sono stati proiettati messaggi e immagini contro la violenza di genere, accompagnati da canti, suono di tamburi, balli, esibizioni e performance di intrattenimento. In aggiunta alla piaga delle violenze nel privato e delle molestie sul lavoro, si parla anche della precarietà, del divario salariale e dei tassi di occupazione femminile. Tra i diritti fondamentali da salvaguardare, in cima alla lista c’è anche quello per l’interruzione volontaria di gravidanza. A 40 anni dall’applicazione per mezzo della legge 194, la Cgil, al grido dello slogan “Lotto Insieme, come ieri, per domani” ha scelto di riportare tale diritto all’attenzione pubblica con decine di iniziative che attraversano l’Italia da nord a sud. “Dopo tante importanti conquiste civili, sociali e culturali delle donne – si legge in una nota del sindacatosiamo ancora costrette a lottare per difenderne l’esistenza e a pretenderne la concreta applicazione”.

“Da oltre 40 anni – ha affermato nei giorni scorsi la responsabile nazionale Udi, Vittoria Tola – stiamo sostenendo che la violenza maschile contro le donne non è un’emergenza, è una violenza strutturale e sistemica. Prevenzione, aiuti immediati e concreti alle donne in difficoltà e sulla punizione dei colpevoli. Forze di polizia, assistenti sociali, operatori e operatrici sanitarie, che entrano in contatto con la donna abusata e che devono fare i conti anche con i loro pregiudizi. Le donne vanno ascoltate e credute in primis”. E conclude: “Ecco che lo sciopero delle donne può avere un ruolo significativo. Incrociare le braccia può essere un modo per sovvertire il mondo.  Noi speriamo di arrivare un giorno a realizzare lo sciopero globale delle donne dal lavoro produttivo e riproduttivo, lo trasformi in un gesto di sottrazione che rende visibili tutti i lavori invisibili e sfruttati in cui sonno ancora confinate moltissime donne”.

A Palermo, Anpi Sicilia, Cgil, Spi, Flc e Udi Palermo si sono dati appuntamento al teatro Rouge et Noir, preceduto dalla deposizione di una corona di fiori presso la lapide ai caduti della Resistenza, a Palazzo delle Aquile, dove la presidente dell’Anpi nazionale Carla Nespolo ha ricevuto la cittadinanza onoraria dal sindaco Leoluca Orlando. Presente anche il segretario della Cgil Sicilia Michele Pagliaro. “La memoria è utile se è un cammino che ci impegna a diventare partigiani dei partigiani, trasmettendo con l’esempio quotidiano i valori della democrazia. I diritti delle donne sono la cartina di tornasole della democrazia” ha affermato Carla Nespolo. Nell’esprimere preoccupazione per il susseguirsi di episodi di violenza sulle donne e a sfondo razziale, ha proseguito: “C’è qualcosa di corrotto e parte della responsabilità è di quelle forze politiche che hanno contribuito a fare crescere il razzismo”.

Parallelamente, attraverso campagne di informazione e formazione, anche con attività didattiche nelle scuole, promosse da associazioni che operano sul territorio, si stanno compiendo dei piccoli passi avanti nel percorso di sensibilizzazione dell’opinione pubblica alla causa. “È particolarmente importante concretizzare queste attività nelle scuole – afferma Federconsumatori –  poiché è proprio formando le coscienze e la mentalità dei giovanissimi che si inizia a combattere una cultura maschilista e patriarcale che identifica la donna come oggetto e che costituisce la prima base di comportamenti violenti e pericolosi”.

In Spagna, manifestazioni a Barcellona, a Valencia e a Madrid, che ha accolto centinaia di migliaia di persone, soprattutto donne, per le strade tra Atocha e la fontana di Cibeles, mandando in tilt il traffico. Sul web, tra le iniziative più rilevanti ci sono quelle lanciate da Google che, in vista dell’8 marzo, ha messo in evidenza già da qualche giorno le app e i giochi sviluppati dalle donne programmatrici e designer sul suo Play Store, piattaforma per gli acquisti: da Zen Koi 2 a Race for the Galaxy, con tanto di note biografiche e curiosità sulle creatrici al seguito; un’altra sezione è invece dedicata alle eroine protagoniste dei giochi più famosi, come Lara Croft nella saga di Tomb Raider.

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