Un sabato antifascista in tante città italiane. A Milano manganellate per gli studenti antifascisti, mentre a Palermo in 2000 contro il comizio di Forza Nuova

Un sabato antifascista in tante città italiane. A Milano manganellate per gli studenti antifascisti, mentre a Palermo in 2000 contro il comizio di Forza Nuova

Il maltempo non ha fermato le migliaia di persone che hanno sfilato in corteo in numerose città italiane, per motivi opposti. Tanta preoccupazione – soprattutto dopo gli scontri di giovedì a Torino – ma nessun problema significativo di ordine pubblico (solo a Milano si sono registrati momenti di tensione tra poliziotti e manifestanti antifascisti che cercavano di muoversi in corteo verso la manifestazione di CasaPound). A Roma, Milano, Palermo, Trieste e Bologna in migliaia hanno sfilato in diversi cortei di colori e tendenze spesso anche opposti: antifascisti, anti-immigrati, antigovernativi, per eliminare il Jobs Act, per la sicurezza, per la Lega al Governo.

Se a Roma tutto si è svolto pacificamente, a Milano si sono vissuti momenti di forte tensione tra manifestanti antifascisti e Forze dell’ordine che hanno impedito al corteo di raggiungere quello di CasaPound. Due manifestazioni con poche centinaia di persone che hanno però costretto le forze dell’ordine e i mezzi della polizia a un superlavoro per impedire che i due gruppi venissero a contatto. La polizia, posizionatasi all’imbocco di via Varese, ha bloccato il corteo antifascista e, quando i manifestanti hanno tentato di forzare il blocco, li hanno respinti con le manganellate. E’ stato quindi lanciato un petardo e dei fumogeni.

Ben più numerosi e meno problematici per le forze dell’ordine i manifestanti che hanno preso parte al corteo organizzato dalla Lega prima della manifestazione in piazza Duomo, a chiusura della campagna elettorale del partito in vista del voto del 4 marzo. Alla testa del corteo il governatore veneto Luca Zaia e diversi esponenti leghisti, dietro a uno striscione con scritto ‘Salvini premier. Prima gli italiani’. Diverse le bandiere ‘Salvini premier’ ma anche molti vessilli ‘Lega nord’, ‘Lega lombarda’, ‘Lega Piemont’, col Sole delle Alpi, o il leone di Venezia (simbolo caro agli indipendentisti veneti). Presente anche qualche bandiera sarda.

Oltre a Roma e Milano anche a Palermo si è svolto un corteo antifascista, organizzato dal popolo dei centri sociali, dalle associazioni e dai movimenti di sinistra e dall’Anpi partito nel pomeriggio da Piazza Verdi, davanti al Teatro Massimo. Si è trattato della contromanifestazione che si opponeva al comizio di Forza Nuova di Roberto Fiore in programma a un chilometro di distanza. Malgrado la tensione sia cresciuta nei giorni scorsi dopo che il responsabile cittadino di FN è stato aggredito e picchiato, il corteo si è svolto senza incidenti con i centri sociali e gli antagonisti che hanno sfilato con fumogeni rossi e scotch da imballaggio, messaggio beffardo a Forza Nuova e al dirigente Massimo Ursino aggredito nei giorni scorsi e legato con lo scotch ai polsi. I due attivisti arrestati sono stati scarcerati (caduta l’accusa di tentato omicidio) e per i centri sociali questa è la dimostrazione che il caso è stato gonfiato.

Share