Teatro di Roma. Proclamato da Slc Cgil e Fistel Cisl lo stato di agitazione per condizioni insostenibili di lavoro

Teatro di Roma. Proclamato da Slc Cgil e Fistel Cisl lo stato di agitazione per condizioni insostenibili di lavoro

“Condizioni di lavoro insostenibili che perdurano da anni”, con queste motivazioni i lavoratori del Teatro di Roma hanno proclamato, riuniti in assemblea alla presenza dei rappresentanti territoriali Slc-Cgil e Fistel-Cisl, lo “stato di agitazione”. Lo comunicano gli stessi lavoratori in una nota post assemblea nella quale denunciano “sgomenti l’insostenibilità delle condizioni di lavoro che perdurano da anni” sottolineando inoltre che “la dirigenza trascura la crescita interna e lo sviluppo della struttura”.

Nel dettaglio, spiegano i lavoratori, “in un quadro organizzativo non adeguato all’enorme mole di lavoro, aumentata con l’arrivo di nuovi spazi e con il moltiplicarsi dei progetti, la dirigenza trascura la crescita interna e lo sviluppo della struttura, operando un depotenziamento delle professionalità attraverso la costante mortificazione e attacchi deliberati. Un’azione sistematica volta a indurre un allontanamento volontario ovvero a precostituire emarginazione e disfavore rispetto a percorsi di crescita professionale”.

Nel corso degli ultimi quattro anni, ricordano i lavoratori, “sono stati ripetutamente denunciati i carichi di lavoro eccessivi; mancanza di chiarezza su ruoli e responsabilità; indicazioni contraddittorie da parte della Direzione; aggressioni personali; scarso coinvolgimento nei processi decisionali che riguardano i lavoratori; gestione inadeguata dei cambiamenti organizzativi; comunicazione assente o inefficace; mancanza di aggiornamento professionale; strumenti di lavoro obsoleti”. Per questi motivi, concludono quindi i lavoratori, “preoccupati per il futuro del teatro, stressati e demotivati dalle condizioni di lavoro insostenibili, proclamiamo lo stato di agitazione”.

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