Stati Uniti. La proposta di Trump contro i massacri nelle scuole: armare i docenti, insegnando loro a sparare. Americani infuriati

Stati Uniti. La proposta di Trump contro i massacri nelle scuole: armare i docenti, insegnando loro a sparare. Americani infuriati

Armare gli insegnanti per contrastare il pericolo di nuove stragi nelle scuole americane: il presidente Usa ha presentato la sua idea direttamente agli studenti sopravvissuti alla strage nel liceo di Parkland, Florida, incontrati assieme ai loro familiari. Un confronto drammatico, tra lacrime e richieste di fare qualcosa contro le armi troppo facilmente in mano a persone squilibrate, mentre le televisioni trasmettevano da più parti negli Usa le azioni di protesta organizzate dai giovani della “generazione basta armi!” a favore di leggi più dure sul controllo delle armi.

Trump ascolta i parenti delle vittime del liceo di Parkland in Florida, ma riesce solo a dire ai docenti “nascondetevi le armi”

“Se avessimo un insegnante capace di usare armi da fuoco, sarebbe possibile porre fine molto velocemente all’attacco”, ha detto il presidente, suggerendo che il 20% degli insegnanti potrebbero essere addestrati a portare con sé armi “nascoste”. Secondo Trump, “questo sarebbe ovviamente solo per chi è bravo ad usare le armi”. Il presidente ha ascoltati i sopravvissuti che tra lacrime, commozione e rabbia hanno raccontato la follia omicida del killer 19enne. “Abbiamo fallito come paese, non doveva accadere. Se vai in aeroporto non puoi portare una bottiglia d’acqua ma permettiamo che alcuni animali entrino armati nelle scuole e uccidano i nostri figli”, ha detto Andrew Pollack padre di una delle vittime. La commozione stride con l’attegiamento di Trump che si è presentato all’incontro con un foglietto in mano, come raccontato dal Washington Post. Su carta intestata della Casa Bianca scritti a mano cinque concetti da ricordare tra cui: io vi ascolto, ma anche domande come: Cosa vorreste raccontarmi di più della vostra esperienza? Cosa posso fare per farvi sentire al sicuro? Intanto lo sceriffo della contea della Florida dove si è verificata la sparatoria con 17 morti la settimana scorsa ha ordinato che “gli autorizzati” si muniscano di pistole e fucili da tenere nel compound del liceo.

E i parenti delle vittime criticano aspramente la proposta di Trump, come la maggioranza dell’opinione pubblica. La presidente della Federazione docenti: “vogliono una corsa agli armamenti”

La proposta del presidente americano Donald Trump di armare gli insegnanti contro il pericolo di nuove stragi nelle scuole americane ha sollevato forti critiche. La prima obiezione è stata subito mossa da Nicole Hockley, madre di un bambino di sei anni ucciso nel 2012 nella scuola Sandy Hook e presente all’incontro di ieri alla Casa Bianca: “Parliamo di prevenzione. C’è così tanto che possiamo fare prima di arrivare a questo punto”. Quindi è stata la presidente della Federazione americana degli insegnanti, Randi Weingarten, a condannare la proposta: “Sono disgustata da quelli che eseguono gli ordini della lobby delle armi, e da quelli come il presidente Trump e il segretario all’istruzione Betsy DeVos che vogliono una corsa agli armamenti, trasformando le scuole in fortezze militarizzate con insegnanti armati. Chiunque voglia portare le armi nelle scuole non capisce cosa succede dentro le scuole, o peggio non gli importa”. Anche la presidente della National Education Association, Lily Eskelsen Garcia, ha dichiarato che portare armi nelle scuole non le renderebbe più sicure: “I nostri studenti hanno bisogno di più libri, più programmi artistici e musicali, più infermieri e consulenti, non hanno bisogno di più pistole nelle loro classi – ha detto in un comunicato riportato dalla Cnn – i genitori e gli educatori respingono a grande maggioranza l’idea di armare il personale scolastico”. L’idea di Trump è stata attaccata anche sui social media. “La proposta di Trump durante la sua ‘sessione di ascolto’ di armare gli insegnanti e portare più armi nelle nostre scuole va oltre l’assurdo. È come dire che la soluzione al cancro ai polmoni è fumare più sigarette”, ha scritto Eugene Gu, che si vanta di aver avuto il proprio account Twitter bloccato da @realDonaldTrump. Contattata dalla Cnn, una sopravvissuta al massacro della scorsa settimana, Isabela Barry, ha detto di non essere d’accordo con Trump: “Credo che armare gli insegnanti sia come combattere il fuoco con il fuoco. Credo che non arriveremo a nulla se continuiamo ad accumulare armi da fuoco”.

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