Roma. Acea, firmato l’accordo integrativo che ripristina l’articolo 18 e uccide finalmente il Jobs act renziano. Soddisfazione di Cgil e LeU

Roma. Acea, firmato l’accordo integrativo che ripristina l’articolo 18 e uccide finalmente il Jobs act renziano. Soddisfazione di Cgil e LeU

E’ stato siglato in Acea l’accordo integrativo con i sindacati che “prevede il ripristino dell’articolo 18 della legge 300 del 1970 in modo esplicito ed inequivocabile, com’era prima dell’entrata in vigore del Jobs Act”: lo rende noto il segretario generale della Filctem-Cgil Emilio Miceli. “L’accordo integrativo sottoscritto oggi in Acea – afferma – è qualificante per la sua concezione moderna nel governo di un servizio che vuole migliorare la vita dei cittadini scegliendo la strada della partecipazione, della innovazione organizzativa, di un approccio sobrio e non smisurato verso il welfare. In una fase storica come questa, che vede un’ingerenza pericolosa dell’innovazione tecnologica tendente a limitare la libertà soggettiva di ogni singolo lavoratore, mi sembra di grande valore aver concordato una gestione contrattuale dei controlli a distanza che si fondi sul rispetto della normativa sulla privacy. E’ un punto di equilibrio importante tra le esigenze di organizzazione e di innovazione aziendale e il rispetto della dignità dei lavoratori”, aggiunge Miceli. “E’ un atto di coraggio dei vertici aziendali a cui rivolgiamo il nostro plauso – prosegue il segretario generale della Filctem Cgil – e, insieme, il giusto premio nei confronti delle organizzazioni sindacali di categoria ed aziendali per la tenacia nel voler raggiungere un risultato che hanno fortemente voluto e per il quale si sono coerentemente battuti. Questo accordo dimostra che l’abolizione dell’articolo 18 non è strategica per l’impresa – conclude Miceli -, ma soltanto una rozza limitazione della libertà individuale dei lavoratori ed una conseguente rottura unilaterale dell’equilibrio tra imprenditore e lavoratore. Almeno in Acea possiamo affermare che, da oggi, il Diritto del Lavoro ha varcato nuovamente i cancelli di una Fabbrica!”.

Susanna Camusso: “ottima notizia che può segnare un punto di svolta”

“È un’ottima notizia l’abolizione in ACEA delle norme introdotte dal Jobs Act. Può segnare un punto di svolta che potrà consentire, anche a quell’azienda, di essere attenta non solo ai bisogni del management e della politica, ma a quelli ben più importanti dei cittadini e dei lavoratori”, commenta il segretario generale della Cgil Susanna Camusso. Per Camusso “quanto sottoscritto in ACEA apre una nuova fase della contrattazione. Abbiamo avuto come obiettivo il miglioramento delle condizioni di lavoro attraverso la riconquista di diritti che il legislatore, sbagliando, riteneva superati e inutili. Diritti – prosegue – la cui cancellazione ha provocato una ricaduta negativa non solo sull’insieme delle condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori, ma anche sui livelli qualitativi dei servizi erogati e della soddisfazione degli utenti e sui risultati economici dell’impresa”. “ACEA ha dimostrato coraggio, ma non è la sola che si sta muovendo in questa direzione. Finalmente – aggiunge il segretario generale della Cgil – anche le aziende si rendono conto della necessità di puntare su occupazione, produzione e investimenti di qualità, che non possono basarsi sul sistema di paura e ricatto introdotto dalle norme del Jobs Act”. “Un mondo del lavoro e dell’impresa cambiato – continua – che per competere non chiede più ordine e disciplina, ma creatività e collaborazione”. “Per questo – sostiene la leader della Cgil – servono nuovi diritti che sappiano tutelare al contempo il lavoro esistente e quello futuro. Noi – ricorda – abbiamo messo in campo una legge di iniziativa popolare, la ‘Carta universale dei diritti’, sulla quale abbiamo raccolto oltre 1.300.000 firme”. “L’accordo ACEA – conclude Camusso – si inserisce nella campagna per dare al mondo del lavoro nuove tutele e nuovi diritti, ed è subordinato al voto delle lavoratrici e dei lavoratori. Un atto di democrazia reale e concreto”.

Roberto Speranza, Liberi e Uguali: “evidentemente il Jobs act non funziona e non produce alcun beneficio”

“E’ un’ottima notizia l’accordo integrativo sottoscritto tra sindacati e Acea che prevede il superamento delle norme introdotte con il Jobs Act e reintroduce l’articolo 18”, dichiara in una nota Roberto Speranza di Liberi e Uguali, commentando l’accordo arrivato nella notte tra organizzazioni sindacali e la più grande multiutility d’Italia. “Se tante aziende stanno sconfessando il Jobs Act, una delle riforme più sbandierate dalla stagione renziana, evidentemente quella legge non funziona e non produce alcun beneficio. Non a caso il suo superamento, la riqualificazione del lavoro e dei suoi diritti sono tra i pilastri del nostro programma” ha concluso Speranza.

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