Patrizia ha scelto di salutare questo mondo. Prima in Italia dopo l’approvazione della legge sul biotestamento

Patrizia ha scelto di salutare questo mondo. Prima in Italia dopo l’approvazione della legge sul biotestamento

Ha combattuto, con tenacia, per cinque anni la sua battaglia contro la Sla, poi ha scelto di dire basta e di staccare la spina. E’ la storia di Patrizia Cocco, nuorese di 49 anni, che ha scelto di andarsene con un sorriso, sabato scorso, stringendo la mano della madre e dei suoi cari, come riporta il quotidiano L’Unione Sarda. E’ stata la prima in Italia dopo l’entrata in vigore della legge sul biotestamento, dopo aver dato il suo assenso ai medici per la rinuncia alla ventilazione meccanica e per l’inizio della sedazione palliativa profonda. E’ stata la prima paziente in Italia a poterlo fare, dopo l’approvazione della legge sul testamento biologico.

A confermare la fermezza della sua volontà arrivano, dopo la celebrazione dei funerali, le dichiarazioni di Marco Cappato. “Patrizia mi aveva contattato, quest’estate, chiedendomi aiuto, perché non aveva le risorse per andare in Svizzera”, ha rivelato il tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni. Finito sotto processo proprio per aver accompagnato un altro ammalato, Fabiano Antoniani, alias Dj Fabo, a sottoporsi a suicidio assistito in una clinica elvetica. Così voleva fare Patrizia. E così forse avrebbe fatto, se nel frattempo non fosse stata approvata la legge sul biotestamento, entrata in vigore il 31 gennaio scorso.

Spiega Cappato: “A Patrizia spiegai che, nelle sue condizioni, avrebbe potuto chiedere e ottenere l’interruzione delle terapie, ma non c’era certezza di questo. Infatti, finché non è entrata in vigore la legge sul biotestamento comunque non c’era la garanzia di ottenerlo, in caso di rifiuto da parte della Asl e di una pronuncia negativa del tribunale”.

“Immagino – prosegue Cappato, che è anche esponente dei Radicali italiani – che la signora Cocco avesse fatto la richiesta di interruzione delle terapie prima dell’entrata in vigore della legge sul biotestamento e credo che la Asl, una volta che è diventata vigente, si sia sentita tutelata. Questa vicenda – commenta – dimostra l’utilità pratica della legge che sull’interruzione delle terapie non introduce una nuova possibilità, ma la garanzia di vedere ora rispettata la propria volontà”.

“Esprimo – conclude Cappato – il mio cordoglio alla famiglia. Quella di Patrizia, come sempre in questi casi, è stata una scelta difficile e dolorosa. Alla luce di questa vicenda c’è comunque la presa d’atto positiva che la volontà della donna, ferma e determinata, sia stata rispettata. Come lei voleva”.

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