Macerata, caccia al nero. Sparatoria nel centro della città. Sei feriti, quattro sono gravi. I carabinieri hanno fermato e portato in caserma il presunto killer, Luca Traini, 28 anni, marchigiano

Macerata, caccia al nero. Sparatoria nel centro della città. Sei feriti, quattro sono gravi. I carabinieri hanno fermato e portato in caserma il presunto killer, Luca Traini, 28 anni, marchigiano

Si tratterebbe di veri e propri agguati contro uomini e donne di colore, quelli che questa mattina sono stati messi a segno a Macerata. In una vettura, probabilmente una Alfa Romeo 147 nera, una persona a bordo ha sparato contro capannelli di extracomunitari. Al momento ci sarebbero 6 feriti, quattro dei quali colpiti in maniera grave. Tre gli agguati, uno davanti ad una pasticceria, il secondo davanti ad un supermercato ed il terzo in una strada del centro della cittadina marchigiana. Poco dopo le dodici, l’auto è stata intercettata dai carabinieri che l’hanno bloccata ed hanno fermato l’uomo che era a bordo.  L’uomo, bloccato nei pressi del Monumento ai Caduti, è sceso dall’auto, si è tolto il giubbetto, ha indossato una bandiera tricolore sulle spalle, salendo sui gradini del Monumento. Si è poi girato verso la piazza, ha fatto il saluto fascista. Lo ha constatato l’agenzia ANSA sul posto. Poi sono arrivati i carabinieri e non ha opposto resistenza. Il fermato si chiama Luca Traini, 28 anni, ed è incensurato e originario delle Marche. A bordo dell’auto la pistola, una tuta mimetica, sul cruscotto piume bianche, appunti a penna e bottiglie d’acqua. E’ alto circa 1,80, fisico atletico, calvo. Ora è in caserma e viene interrogato. Secondo diversi media locali Traini in passato ha avuto un legame con la Lega ed è stato candidato alle elezioni amministrative del 2017 a Corridonia.

Il sindaco di Macerata aveva chiesto a tutti i cittadini di restare in casa, all’interno delle scuole e dentro gli edifici pubblici o comunque in luoghi chiusi.  Il sindaco ha poi postato su Fb la notizia: “Allarme rientrato – la persona che stamattina ha seminato il panico nella nostra Città è stato catturato. Potete uscire dalle abitazioni e andare a prendere i bambini a scuola!”. Anche sul profilo Fb del Comune, è stato comunicato il cessato allarme: “Rientrata la situazione di pericolo in città. L’uomo che fino a poche ora fa girava armato in città è stato arrestato”.

Le reazioni. Vertice a Palazzo Chigi. Minniti a Macerata in serata. Fratoianni, Grasso, Saviano stigmatizzano un atto razzista, il cui mandante morale è Salvini

Il premier Paolo Gentiloni e il ministro dell’Interno Marco Minniti hanno fatto il punto a palazzo Chigi sulla sparatoria avvenuta questa mattina a Macerata. Il ministro alle 17.30 sarà nel capoluogo marchigiano per presiedere il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza. Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, incontra il ministro dell’Interno Marco Minniti e si presenta davanti a microfoni e telecamere per chiarire che “odio e violenza non riusciranno a dividerci”. Il capo del governo avvisa con particolare incisività che “delitti efferati e comportamenti criminali saranno perseguiti e puniti. Confido nel senso di responsabilità di tutte le forze politiche, non c’è nessuna motivazione ideologica che tenga. I delinquenti sono delinquenti e lo Stato – è il monito del primo ministro – sarà particolarmente severo verso chiunque pensi di alimentare una spirale di violenza”. Gentiloni è comunque certo che “il popolo italiano saprà stringersi attorno alle istituzioni e ai comuni valori della Repubblica”.

“Devastante. Non ci sono altre parole per commentare la furia razzista e omicida del fascista che oggi a Macerata spara sui migranti da un auto e poi fa lo show con saluto romano e bandiera tricolore”, afferma il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni di Liberi e Uguali. “Il veleno dei rigurgiti del peggiore passato – prosegue l’esponente di Leu – striscia nelle vene di questo Paese”. Infine, “il 28enne, che risulta si sia candidato lo scorso anno con la Lega di Salvini, metta da parte il tricolore, non gli appartiene – conclude Fratoianni – L’Italia è altro”. Per Roberto Saviano, “il mandante morale dei fatti di Macerata è Matteo Salvini. Lui e le sue parole sconsiderate sono oramai un pericolo mortale per la tenuta democratica. Chi oggi, soprattutto ai massimi livelli istituzionali, non se ne rende conto, sta ipotecando il nostro futuro”. Su Facebook Pietro Grasso scrive: “Le notizie che arrivano da Macerata mi lasciano attonito e inorridito. Chi, come Salvini, strumentalizza fatti di cronaca e tragedie per scopi elettorali è tra i responsabili di questa spirale di odio e di violenza che dobbiamo fermare al più presto. Odio e violenza oggi hanno rischiato di trasformarsi in una strage razziale. Il nostro paese ha già conosciuto il fascismo e le sue leggi razziali. Non possiamo più voltarci dall’altra parte, non possiamo più minimizzare”.

Prosegue intanto l’indagine sull’omicidio della giovane romana Pamela Matropietro

Intanto va avanti l’inchiesta che ha portato all’arresto del nigeriano per l’omicidio della ragazza romana. Sarebbero tante le prove che inchioderebbero lo spacciatore nigeriano accusato dell’orribile omicidio della 18enne romana, Pamela Mastropietro. Nel suo appartamento in via Spalato, a Macerata, sarebbero stati trovati i vestiti insanguinati della giovane, tracce ematiche scoperte con il Luminol su un machete e sul pavimento di un terrazzino dell’abitazione. Questi, per ora, gli indizi che mettono con le spalle al muro Innocent Oseghale.

Oltre all’accusa di omicidio, per lui anche quella di vilipendio di cadavere. E’ stata una lunga notte quella degli investigatori, una notte che oltre che accertare ulteriori indizi di colpevolezza per l’unico indagato, potrebbe permettere all’indagine ulteriori passi in avanti, portando all’identificazione di eventuali complici del delitto. Ora, nella prossima settimana, ci saranno i risultati degli esami tossicologici sul corpo della giovane vittima che dovranno chiarire se la ragazza, prima di essere orrendamente assassinata, sia stata o si sia drogata.

La giovane aveva acquistato una siringa e lo scontrino è stato trovato in casa proprio del presunto omicida. La sera stessa Oseghale ha chiesto a un conoscente di accompagnarlo in auto ad abbandonare due trolley in campagna: solo il giorno successivo, con la scoperta del cadavere, il ‘tassista’ si sarebbe reso conto di quello che era successo. I carabinieri del Ris stanno ancora setacciando con il luminol l’appartamento. Anche per cercare gli attrezzi con i quali il corpo sarebbe stato fatto a pezzi. Nulla di elettrico o rumoroso: i vicini non hanno sentito nulla.

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