Laura Boldrini di nuovo oltraggiata con violenza su Fb. A Macerata, manifestazione antirazzista e antifascista sabato 10. Il Guardian: allarme diffusione dei fascisti

Laura Boldrini di nuovo oltraggiata con violenza su Fb. A Macerata, manifestazione antirazzista e antifascista sabato 10. Il Guardian: allarme diffusione dei fascisti

La presidente della Camera, Laura Boldrini, di nuovo nel mirino dell’odio social. Gli attacchi degli avversari politici che la dipingono come “amica degli immigrati” trovano terreno fertile in Rete, dove l’esponente di Liberi e Uguali, complice la sua battaglia contro le fake news sul web, è diventata uno dei principali bersagli. L’ultimo caso, segnalato dal gruppo Facebook ‘I sentinelli di Milano’, è un fotomontaggio con il suo volto stretto in una cesoia nelle mani di un uomo col viso insanguinato, accompagnato dal messaggio: “Giustizia per Pamela Mastropietro, barbaramente uccisa e fatta a pezzi da una risorsa nigeriana amica della Boldrini”. Il riferimento è alla morte della 18enne il cui cadavere è stato trovato a Macerata in due valigie. Sul caso sono ancora in corso le indagini per appurare il ruolo di Innocent Oseghale, pusher nigeriano col permesso di soggiorno scaduto che a casa aveva indumenti, sporchi di sangue, della ragazza. ‘I sentinelli’ hanno reso visibile anche il nome usato dall’autore del post, Giovanni Corsi, lo stesso cognome, ma potrebbe trattarsi di una coincidenza, del 58enne della provincia di Cosenza che solo pochi giorni fa ha diffuso un’altra immagine choc della Boldrini col messaggio ‘Sgozzata da un nigeriano infeoricito. Questa è la fine che devi fare così per apprezzare le usanze dei tuoi amici’. Boldrini ha reagito decidendo di andare in visita in città, ricevendo come risposta la minaccia del sindaco di farle pagare le spese per il rafforzamento delle attività di sicurezza. La candidata di LeU tira dritto, ha parlato con la mamma di Pamela, “che con grande senso di responsabilità chiede giustizia, non vendetta”, e rivendica le proprie posizioni su immigrazione e Ius soli, senza risparmiare una stoccata a uno dei suoi principali avversari politici: “La dose di veleno che Salvini riversa nel dibattito per suscitare le reazioni più rabbiose degli italiani è andata, negli anni, sempre aumentando. Anziché impegnarsi per risolvere i problemi lui li alimenta. Solo così pensa di creare consenso”.

Le reazioni di solidarietà a Laura Boldrini: Pietro Grasso, Nicola Fratoianni, Enrico Rossi

“Gli attacchi a Laura Boldrini sono da esecrare – commenta il leader di LeU Pietro Grasso – e dimostrano l’impegno che c’è stato da parte sua e di Liberi e Uguali su questi temi. E proprio su questi temi noi riceviamo queste reazioni. Siamo gli unici – aggiunge Grasso – che difendono in modo concreto, forte e chiaro Laura Boldrini da questo attacco razzista e fascista”. A sua volta, Nicola Fratoianni, segretario nazionale di Sinistra Italiana rivolge “un grande abbraccio a @lauraboldrini non soltanto perché è un’esponente di Liberi e uguali ma perché è una persona coraggiosa che in questi anni ha messo il suo volto in prima linea per una battaglia di civiltà. Contro di lei una campagna violenta e disgustosa”. Il governatore della Toscana, Enrico Rossi scrive: “Laura è una donna forte e autorevole e non si fa intimidire. Ma è possibile che Facebook consenta la pubblicazione di foto così violente? Perché è consentito di violare il rispetto dovuto a ogni persona? L’Europa dei diritti umani che fa? E l’Italia? E Facebook non si ritiene responsabile di ospitare tanta violenza nel linguaggio? Perché non si dà un codice morale? Perché non esclude le foto e le parole violente e offensive? Forse dovrebbe occupare più persone per tutelare i suoi milioni di utenti”.

A Macerata, sabato 10, manfestazione democratica, antirazzista e antifascista promossa dall’Anpi

Intanto, a Macerata, l’Anpi lancia un manifestazione antifascista e antirazzista per sabato 10 febbraio, contro il gesto del fascioleghista Traini, che ha cercato di uccidere sei migranti di colore, evidentemente spinto da un clima già pesante, ma che di ora in ora si fa sempre più critico. Alla manifestazione, tra gli altri, ha aderito anche la Cgil, con una folta delegazione guidata dal segretario generale Susanna Camusso. Lo ha fatto sapere la stessa Camusso a margine di una iniziativa del sindacato. “Siamo promotori di un appello contro i fascismi, quindi certamente ci saremo, ci saranno i lavoratori e le lavoratrici, ci saranno le strutture della Regione e la segreteria nazionale della Cgil”, ha spiegato Camusso. Come sempre, quando c’è pericolo, il mondo del lavoro si mobilita per la democrazia e la Costituzione. In un comunicato in cui annuncia la presenza in massa a Macerata degli operai, la Fiom Cgil scrive: “Non è possibile trattare quanto successo a Macerata come l’ennesimo caso di cronaca in cui un folle si fa giustizia da solo. Un potenziale assassino per odio razziale e fascismo dichiarato, che usa il pretesto della tragica morte violenta di una ragazza per il suo sfogo di sangue, non è un delinquente come gli altri. Chi ha sparato per le strade della città ha un profilo politico chiaro: candidato della Lega alle amministrative, tatuaggio che richiama la Terza Posizione in fronte, frequentazioni in vari ambienti di estrema destra; e al momento dell’arresto ha fatto il saluto romano con il tricolore legato al collo”. La questione di un pericoloso rigurgito fascista in Italia preoccupa anche all’estero. L’edizione online del ‘Guardian’ pubblica la mappa delle aggressioni fasciste in Italia, redatta da ‘Infoantifa Ecn’. La mappa elenca 142 aggressioni dal 2014. “Nel 2001 – scrive il ‘Guardian’ – Forza Nuova aveva appena 1500 membri. Oggi ne ha 13mila e la pagina Facebook ha 241mila followers, circa 20mila in più del Partito Democratico. Casapound ha quasi 234mila followers”. Intervistata dal quotidiano inglese, la presidente dell’Anpi, Carla Nespolo afferma: “Siamo molto preoccupati, abbiamo chiesto al Governo di non far partecipare alle elezioni i partiti di ispirazione fascista, ma non abbiamo ricevuto risposta”.

Per il capo della polizia, Gabrielli, la vicenda di Macerata è “di gravità estrema”, mentre Renzi punta a silenziarla. Ma anche il Guardian lancia l’allarme sulla diffusione dei fascisti in Italia

E infine, mentre il capo della polizia Gabrielli sostiene che “a Macerata è successo un fatto di una gravità estrema. Il primo episodio che ha questi connotati nel nostro Paese”, il leader del Pd prova a gettare acqua sul fuoco, e scrive: “dal minuto numero uno io ho sempre invitato tutti a tenere bassi i toni e ho chiesto al PD di non rilanciare la polemica. Nei momenti di difficoltà, la prima responsabilità è ricordarsi che noi siamo l’Italia. E che quindi i toni alti non aiutano nessuno”. Eppure, il capo della polizia continua invece con toni da allarme sociale: “al di là della gravità del gesto, che per fortuna ha avuto anche effetti minori di quelli che avrebbe potuto avere, questo per me è un criminale, non so come definirlo. Ha sparato 30 colpi e molto più pesante poteva essere il bilancio. Credo che su queste cose non ci debbano essere interpretazioni e giustificazioni”. Infatti, né interpretazioni né giustificazioni può avere l’enorme striscione che i neofascisti romani hanno appeso a Ponte Milvio questa notte in solidarietà a Luca Traini. L’Italia non è un paese razzista, e ha gli anticorpi giusti per rigettare la cultura della violenza fascista, ma occorre fare attenzione a non sotovalutare i “singoli episodi” e neppure l’eventualità di gesti di emulatori: Anche in questo caso ha ragione la presidente dell’Anpi, Carla Nespoli:  “C’è un clima estremamente preoccupante. Per anni si è troppo sottovalutato il problema del razzismo. Adesso esplode in tutta la sua forza anche perché ci sono forze politiche che ne fanno strumento di consenso elettorale. Il razzismo dilaga purtroppo grazie all’indifferenza e alla crisi sociale”. Infine, “noi come Anpi, ma anche tante altre associazioni democratiche”, conclude Nespolo, “siamo un’altra Italia, quella che non vuole che si faccia vendetta da soli perché sarebbe il far west. Vogliamo rispetto per le persone e non giudicarle in base al colore della loro pelle ma su quello che commettono. Siamo molto preoccupati, serve una risposta forte dello stato e dei cittadini”. Siamo quell’altra Italia, è vero, per questo è importante che la manifestazione di sabato a Macerata parli a tutti con la forza della democrazia e della Costituzione.

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