Giulio Cesare Ricci. Candidato al Senato nel Collegio plurinominale Toscana 2

Giulio Cesare Ricci. Candidato al Senato nel Collegio plurinominale Toscana 2

Candidato al Senato nel Collegio plurinominale Toscana 2 (Pisa, Livorno, Grosseto, Siena e Arezzo), nella lista di Liberi e Uguali, Giulio Cesare Ricci ha deciso di portare il suo contributo, la sua passione e la sua esperienza a favore di un progetto politico di ricostruzione e rinascimento della sinistra in Italia. Per molti anni presidente del conservatorio non statale “Mascagni” di Livorno è fortemente impegnato nella diffusione della musica e della cultura, e non solo per le affinità legate alla sua professione di discografico. Ha elaborato la costituzione della Conferenza di tutti i 19 presidenti dei conservatori non statali, che gli hanno chiesto di presiederla, battendosi per un efficace e razionale processo di statizzazione, che fosse inclusivo e orizzontale. Il processo di statizzazione, purtroppo non ancora risolto, avrebbe consentito di risolvere i numerosi problemi in cui si dibattono i conservatori non statali, a partire dalla stabilizzazione dei precari, e da una maggiore solidità delle risorse.

Per Giulio Cesare Ricci, la politica è innanzitutto cultura, è passione e amore per le persone, è impegno civile per la bellezza, il talento, la creatività

“Cinque anni di politiche economiche, sociali e culturali messe in atto dai tre governi a guida Pd non sono riusciti a tirarci fuori dalla crisi più devastante dell’ultimo secolo, ma hanno approfondito fratture e disuguaglianze, tra ricchi e poveri, tra Nord e Sud, tra giovani e anziani. Occorre uno sforzo comune e collettivo, dunque, per cambiare il segno di quelle politiche. 

Occorre, insomma, più sinistra.

Ne sono convinto fin da quando, nel corso del 2016, ho voluto dare il mio contributo al Comitato per il No nel referendum sulla riforma costituzionale. Il 4 dicembre del 2016 venti milioni di italiani, e tra loro il 75% di giovani sotto i 30 anni, si opposero con successo a quello scellerato tentativo di cambiare la nostra Costituzione in senso più autoritario.

Molti di noi, ebbero la sensazione che si fosse entrati in una sorta di nuova Liberazione. Ma l’anno seguente fu fatto di tutto per affossare quel risultato e per riportare l’Italia nelle mani di quell’establishment pericoloso che potrebbe dar vita, dopo il 4 marzo 2018, ad un patto di governo sulla testa e la volontà degli italiani.  Per queste ragioni ho deciso, di dare il mio contributo anche questa volta, candidandomi nel collegio senatoriale Toscana 2 (Pisa, Livorno, Grosseto, Siena e Arezzo) nella lista di Liberi e Uguali, nata dalla confluenza di MDP, Possibile e Sinista Italiana, nel tentativo di rilanciare quel rinascimento della sinistra di cui l’Italia ha profondamente bisogno.

Di più sinistra avrebbero bisogno anche la Toscana, e il nostro territorio, dove, nonostante un benessere diffuso e un welfare che non è stato totalmente abbattuto come in altre regioni, il peso delle disuguaglianze si sente, eccome, in larghe fasce della popolazione. Guardo con particolare attenzione, al mondo degli umili e dei sofferenti, e per loro mi batterò fino alla fine e guardo con particolare attenzione e preoccupazione a tutti coloro, di qualunque età, impegnati nella produzione culturale, musicale, artistica, che in questi anni hanno subito scelte sbagliate da parte di ministri incompetenti. Penso al sistema dei conservatori, nazionale e toscano, lasciato colpevolmente al suo destino. Penso al sistema museale, costretto da una riforma sbagliata, a trasformarsi in tanti mercatini delle belle arti. E penso al sistema della diffusione della cultura, sempre più schiavo degli interessi della televisione. Insomma, la sinistra e il suo rinascimento possono certamente portare un enorme contributo anche al rilancio dei sistemi culturali, tanto nell’intero paese quanto nella nostra Toscana.

L’ho fatta un po’ lunga, ma so che mi perdonerete, conoscendomi.

Spero di poter condividere con voi una campagna elettorale che si annuncia durissima, ma piena di tante iniziative e di incontri con tantissime persone. E spero che dopo il 4 marzo potremo sorridere tutti, come abbiamo sorriso la sera del 4 dicembre del 2016″.

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