Doping nel ciclismo, provvedimenti restrittivi per i vertici di una big della federazione dilettanti toscana

Doping nel ciclismo, provvedimenti restrittivi per i vertici di una big della federazione dilettanti toscana

Ancora doping nel mondo del ciclismo. Non sono bastate le decine di operazioni per contrastare il fenomeno, a far arrendere gli specialisti che cercano di inquinare il mondo dello sport dilettantistico, questa volta è stata la volta della Toscana, dove la Polizia di Stato ha messo a segno una operazione, insieme alle donne ed agli uomini della Questura di Lucca e del Servizio Centrale Operativo. Eseguiti numerosi provvedimenti di custodia cautelare nei confronti della dirigenza della “Altopack Eppela”, una delle maggiori squadre del ciclismo dilettantistico italiano.

Ai domiciliari sono finiti il presidente dell’associazione sportiva Luca Franceschi, l’ex preparatore atletico della società Elso Frediani e un farmacista, Andrea Bianchi, che li riforniva delle sostanze dopanti. Indagati anche tre ciclisti del team e un avvocato vicino alla società. Secondo gli inquirenti, gli atleti, alcuni giovanissimi, venivano incoraggiati dal presidente della squadra a fare uso di sostanze dopanti. Tra i farmaci: epo in microdosi, ormoni per la crescita e antidolorifici a base oppiacea.

Numerose le perquisizioni effettuate a Lucca e in altre province della Toscana. Perquisito anche lo studio legale di un avvocato del foro lucchese. L’indagine è partita dalla morte di Linas Rumsas, giovane promessa del ciclismo, deceduto improvvisamente il 2 maggio scorso. Linas Rumsas era il figlio di Raimondas, ex ciclista lituano di fama internazionale.

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