Destra. Gianni Letta vede Boschi e la indica come prossimo premier. Berlusconi alla caccia dei delusi dem e 5stelle. Bonino e Lorenzin tifano per le larghe intese

Destra. Gianni Letta vede Boschi e la indica come prossimo premier. Berlusconi alla caccia dei delusi dem e 5stelle. Bonino e Lorenzin tifano per le larghe intese

“Maria Elena, si comincia a fare il sottosegretario alla presidenza e si finisce a fare il presidente del Consiglio…”. Gianni Letta, ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio con Silvio Berlusconi, si rivolge con una battuta a Maria Elena Boschi, seduta in prima fila alla Luiss, l’università di Confindustria, per il convegno ‘La presidenza del Consiglio dei ministri a trent’anni dalla legge n. 400 del 1988’. Prima di Letta, Boschi è intervenuta dal palco. Poi è toccato a Giuliano Amato, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con Bettino Craxi, e infine a Letta. Che all’esponente del Pd, “a cui facciamo molti auguri” dice: “Maria Elena, si comincia a fare il sottosegretario alla presidenza e si finisce a fare il presidente del Consiglio…”. La notizia dell’investitura di Gianni Letta sulla Boschi non poteva naturalmente restare celata. La leader della terza gamba del centrodestra, Giorgia Meloni, commenta: “non penso che la Boschi rischi di fare il presidente del Consiglio, la Boschi per fare la parlamentare è dovuta scappare a Bolzano… Dove parlano italiano a Maria Elena Boschi non la votano”. Poi però, la stessa Meloni salva l’ex sottosegretario di Berlusconi: “Non voglio commentare frasi di Gianni Letta, è cordiale e disponibile, può essere solo una battuta, non ne farei un caso politico”, ha concluso la Meloni.

E Berlusconi? Punta ad accaparrarsi i delusi di Pd e M5S

“Se il mio ruolo di regista funziona, e io credo di sì, non c’è bisogno che io ritorni in Parlamento…”, dice l’ex presidente del Consiglio intervistato oggi dal ‘Corriere.it’. Berlusconi insomma non vuol essere ricordato per il ‘bunga bunga’ e gli scandali giudiziari, ma come l’uomo del fare che ha salvato il Paese dal pericolo comunista e in circa dieci anni di buon governo ha cambiato l’Italia lavorando sempre per il suo bene. Ora che Fi è tornata ad essere polo di attrazione per i moderati e ago della bilancia politico, il leader azzurro non accetta di sentirsi un’anatra zoppa a causa della condanna per frode fiscale la cui pena è stata espiata il 14 aprile 2015, anche grazie all’indulto. “Renzi e Grillo sono due cose diverse” afferma Berlusconi. “Su Renzi avevamo riposto speranze ma ci ha deluso”. Secondo Berlusconi, il “merito storico” che ha avuto il segretario del Pd è stato quello “di aver tagliato definitivamente i rapporti con i comunisti, ma poi con il suo governo ha portato l’Italia ad essere la maglia nera dell’Unione Europea. Altri Paesi crescono di più, da noi ci sono molti più immigrati, disoccupati e debito più alto”. Berlusconi apre dunque alla possibilità di accogliere per formare una maggioranza di governo i parlamentari che dovessero uscire dal Movimento 5 Stelle e confluire nel Gruppo Misto, magari in relazione alla questione rimborsi: “Non si dice mai di no a chi dice sottoscrivo il vostro programma, incasserebbero l’indennità nella loro totalità”. “Tuttavia – aggiunge – io credo che non ne avremo bisogno perché avremo la maggioranza. E comunque se non c’è la maggioranza si torna alle urne con questa legge elettorale”.

Bonino: “Larghe intese ok, ma senza Lega e M5S”. Lorenzin: “le larghe intese non sono uno scandalo”

Emma Bonino guarda a Paolo Gentiloni, oggi presidente del Consiglio, anche per il futuro che nascerà dalle urne del 4 marzo e apre alle larghe intese, senza però populisti e sovranisti. Lo fa in una lunga intervista che scatena grande polemica a sinistra, con Liberi e Uguali all’attacco della leader di +Europa, che grida all’inciucio Pd e Forza Italia. “Penso che dopo tre anni in cui abbiamo rottamato, a parole o nei fatti quasi tutto, l’Italia abbia bisogno di essere rassicurata. E Gentiloni è un premier che potrebbe restare”, dice Bonino. Larghe intese? Ok per Bonino, ma senza “i populisti, i violenti e il blocco sovranista, da Fratelli d’Italia alla Lega. Ma anche il M5S il cui leader, Di Maio, ha opinioni ‘geografiche’: cambiano a seconda di dove parla”. Anche la ministra Lorenzin non si risparmia e rilancia le larghe intese: in un’intervista al Corriere della Sera, circa una possibile intesa con Forza Italia, ha spiegato che “il centrosinistra ha l’ambizione di governare con una maggioranza autonoma anche perché abbiamo di fronte un centrodestra che cede alla deriva lepenista e antiscientifica di Salvini. Ma c’è di più. Perché un governo M5S-Lega non è più fantascienza…». In ogni caso “con il proporzionale non sarebbe uno scandalo” andare verso le larghe intese.

Laura Boldrini: “Bonino e Lorenzin vogliono le larghe intese. Il voto al pd è il voto utile per Berlusconi”

Alle sue parole arriva a stretto giro la replica di Roberto Speranza: “E’ ormai chiaro a tutti che Renzi e Berlusconi preparano un governo insieme. Le loro agende si somigliano. Noi non ci stiamo. Siamo alternativi. Ogni voto dato al Pd e ai suoi alleati porta a questa prospettiva che Emma Bonino ammette candidamente”, osserva il coordinatore nazionale di Leu. Intanto, su Twitter Laura Boldrini risponde alla leader di +Europa Emma Bonino. Secondo quanto scrive su Twitter la presidente della Camera ed esponente di Leu, “Bonino e Lorenzin, alleate del Partito democratico, vogliono le larghe intese. E Renzi tace. Quello al Pd e ai suoi alleati è il voto utile per riabilitare Berlusconi”.

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