Dell’Utri, solo lunedì si deciderà sulla scarcerazione. Nuovo rinvio dei giudici

Dell’Utri, solo lunedì si deciderà sulla scarcerazione. Nuovo rinvio dei giudici

Parere negativo da parte del procuratore generale sulla nuova istanza con cui i difensori di Marcello Dell’Utri hanno chiesto al tribunale di sorveglianza gli arresti domiciliari ospedalieri per il loro assistito. Al termine dell’udienza, tenutasi a porte aperte con il consenso dell’ex senatore – collegato in video – conferenza dal carcere di Rebibbia – i giudici si sono riservati sulla decisione. Già lo scorso 5 dicembre, a fronte dell’istanza di incompatibilità con il regime penitenziario inoltrata dai penalisti Allessandro De Federicis e Simona Filippi, i magistrati della “Sorveglianza” avevano negato la scarcerazione del settantaseienne, indicando nell’ordinanza delle soluzioni rivelatesi non concretamente percorribili per il paziente. Anche sulla base delle relazioni stilate dai medici di Rebibbia e data l’oggettiva impossibilità di dare seguito alla prima ordinanza, i giudici della Sorveglianza avevano aperto un nuovo procedimento d’ufficio, conclusosi in un nulla di fatto per Dell’Utri, che ha già scontato 5 dei sette anni di reclusione ai quali è stato condannato. “Anche il garante dei detenuti sostiene che sia il carcere che le strutture protette siano inadeguate per le cure di cui ha bisogno Marcello Dell’Utri”.

E’ quanto affermato da Alessandro De Federicis, difensore di Dell’Utri, nel corso dell’udienza tenutasi questa mattina davanti ai giudici del tribunale di Sorveglianza. “Oggi – ha proseguito il penalista – ci offrite ancora una ipotesi impraticabile: il ricovero nel Campus Bio-Medico”. Una soluzione che, ha sottolineato De Federicis, richiederebbe uno sforzo enorme per il Dap. “L’amministrazione penitenziaria avrebbe difficoltà a garantire 8 agenti al giorno per 3 mesi per piantonare Dell’Utri in una struttura pubblica”, ha spiegato l’avvocato, che per il suo assistito ha sollecitato gli arresti domiciliari ospedalieri presso l’istituto Humanitas di Milano. Al di là degli aspetti tecnici relativi a un eventuale piantonamento in ospedale, De Federicis ha ribadito che gli arresti domiciliari ospedalieri consentirebbero all’ex senatore di potersi sottoporre alla radioterapia di cui ha bisogno e, allo stesso tempo, di usufruire di tutti gli spazi della struttura sanitaria in cui verrebbe ospitato. Al contrario, piantonato in ospedale, il 76enne sarebbe costretto a rimanere in stanza, senza possibilità di camminare o stare all’aperto, attività che secondo i medici sono assolutamente necessarie per un paziente cardiopatico.

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