Centomila a Roma in corteo per gridare Mai più fascismi, mai più razzismi. Una manifestazione straordinaria, per far rivivere la Costituzione e la democrazia

Centomila a Roma in corteo per gridare Mai più fascismi, mai più razzismi. Una manifestazione straordinaria, per far rivivere la Costituzione e la democrazia

“Siamo tanti,proprio tanti, malgrado la pioggia, il freddo – dice Carlo Ghezzi, uno dei dirigenti dell’Anpi – ancora è presto per fare una valutazione compiuta, ma la presenza in Piazza della Repubblica, la piazza storica dalla quale partono i cortei ci dice che la manifestazione promossa dalle ventitre associazioni è pienamente riuscita”. Poche ore dopo l’organizzazione comunica che sono centomila le persone al corteo.

“Libertà, democrazia, partecipazione: questa è la nostra rivoluzione”

È lo slogan scandito dal furgoncino rosso messo a disposizione dalla CGIL: una frase semplice ma significativa che accompagna un corteo che si snoda lungo le vie del centro di Roma al grido di “Mai più fascismi, mai più razzismi” e del ripudio di ogni barbarie. Un corteo variegato, variopinto, capace di unire la sinistra come era accaduto tre mesi fa a Como, in questa Roma plumbea e piovosa che assiste sonnacchiosa ad una delle sue tante giornate campali. Almeno in questo corteo non succede nulla, anche perché il servizio d’ordine funziona a meraviglia, e la partecipazione popolare è assicurata dalla presenza congiunta di CGIL, CISL, UIL, ANPI, ARCI, dal PD e da Liberi e Uguali, dai presidenti delle Camere e da numerosi ministri che si ritrovano direttamente in piazza del Popolo. Ci sono Francesca Chiavacci, presidente nazionale Arci, Boldrini, Grasso, Bersani, Roberto Speranza, D’Attorre, Fratoianni, Orlando e Orfini, Camusso, Barbagallo, segreterio generale della Uil. La Cisl invia un messaggio, impossibilitata la segretaria generale Furlan a partecipare, in cui si afferma che la manifestazione “deve servire a rafforzare le ragioni di una alleanza forte e coerente tra le istituzioni, i partiti e la società civile, per mettere al bando tutte le forme di violenza da qualsiasi parte essa vengano, le intimidazione fisiche e verbali, le provocazioni che si richiamano al fascismo o al nazismo”. Ci sono i ministri, Pinotti, Fedeli e Finocchiaro, il ministro dell’agricoltura e vicesegretario del Pd Maurizio Martina, nonché le istituzioni locali: il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti e il vicesindaco di Roma, Luca Bergamo. Più tardi, nel retropalco di piazza del Popolo arrivano anche il presidente del Consiglio, Gentiloni, e il segretario del Pd, Matteo Renzi (che andranno via poco dopo). C’è anche Cécile Kyenge, profondamente colpita da ciò che è successo in quel di Macerata e interessata anche al futuro di un’Europa mai come oggi in cerca di prospettive e identità.

Camusso: “manifestazione bella e importante”

Il corteo scandisce Bella ciao, procede pacifico e festoso, riunendo componenti per il resto in guerra fra loro e ricomponendo, almeno per qualche ora, il tessuto sfiancato di una sinistra in frantumi.  L’antifascismo come valore unificante, dunque, e tanti comuni che sfilano con i propri gonfaloni, tra cui quello di Marzabotto, sconvolto da una delle peggiori stragi nazifasciste nel ’44 e quello di Macerata. Il corteo si muove. Da Piazza del Popolo dove la manifestazione si concluderà fanno sapere che ci sono già persone in arrivo. Alla testa del corteo  la presidente dell’Anpi, Carla Nespolo e il presidente emerito Carlo Smuraglia, Susanna Camusso con la segreteria della Cgil, don Ciotti, un mare di bandiere e di striscioni. Dice Susanna Camusso: “Una manifestazione bella e importante, è un bel segno che tante associazioni l’abbiano promossa. È anche importante cogliere il legame tra il no al fascismo e il no al razzismo per proporre una risposta diversa dalla paura e dalla guerra tra poveri. È una sana iniziativa di applicazione della nostra Costituzione”.

Carlo Smuraglia: “dimostrare come si fa fronte comune contro un fascismo che risorge”

Carla Nespolo, intervistata dalle agenzie di stampa, ribadisce la richiesta di messa al bando delle associazioni fasciste e ricorda che già in passato ciò è avvenuto nel rispetto della Costituzione. Carlo Smuraglia, oggi presidente emerito, che per tanti anni ha guidato l’organizzazione, sottolinea: “Bisogna dimostrare come si fa fronte comune contro un fascismo che risorge e contro un’indifferenza generale..Un gruppo consistente di 23 tra associazioni, partiti e movimenti si uniscono per dire basta e per chiedere con forza al governo che vengano sciolte le organizzazioni dichiaratamente fasciste e che sia impedito loro di presentare liste”.

Don Luigi Ciotti: “assistiamo al tradimento della Costituzione”

“L’ondata montante di fascismi e razzismi deve essere femata” dice Nino Baseotto, segretario confederale della Cgil. Maurizio Landini, anch’egli segretario confederale Cgil, afferma: “Siamo qui per ribadire Mai più fascismi e per ricordare che la nostra è una Repubblica democratica proprio perché c’è stata la Liberazione”. Ci avviciniamo a don Ciotti con la sua associazione da sempre impegnato in tante battaglie sociali, contro il fascismo, la violenza. Lo ascoltiamo mentre registra una intervista con Radio Articolo1: “Purtroppo – dice – assistiamo a una degenerazione del linguaggio pubblico dei nostri tempi. Assistiamo al tradimento della Costituzione, si è dato campo libero a troppi disonesti e avventurieri. Oggi camminiamo insieme per dire che la nostra Costituzione è nata come risposta all’oppressione del fascismo, alle leggi razziali e alla guerra. Perché una società senza memoria è senza coscienza di sé. Dire di no al fascismo e al razzismo però vuol dire anche costruire un contesto di inclusione sociale dove i diritti non siano solo parole”.

Le dichiarazioni di Grasso, Boldrini, Bersani e Fratoianni con una matrice comune: “al bando le organizzazioni fasciste”

Il corteo  si dirige  verso Piazza del Popolo, ci dice Carlo Ghezzi che  nella  storica piazza delle grandi  manifestazioni ci sono già tanti romani. Dal grande palcoscenico le prime musiche. Il corteo  procede lentamente, occupa il centro di Roma e va con Bella ciao. Ancora interviste da parte delle agenzie di stampa. Pietro Grasso, leader di Liberi e uguali, afferma: “sulla messa fuori legge dei gruppi neofascisti si tratta di procedure che devono prendere il ministro degli Interni e gli organi competenti, la nostra è una valutazione politica. Il giudizio politico è che, da parte nostra, tutte le forze razziste vanno considerate fasciste”. A sua volta, Laura Boldrini specifica: “l’antifascismo ripudia la violenza, e se c’è chi vuole usare la violenza non si azzardi mai a farlo in nome dell’antifascismo. L’antifascismo è una cultura pacifista che ripudia la violenza”. Per Bersani: “se uno fa il saluto romano e ha quei simboli non può partecipare alle elezioni: bisogna dirlo con chiarezza”. E ancora, Nicola Fratoianni spiega: “Noi siamo qui oggi, come 15 giorni fa a Macerata, perché in ogni piazza dove si difende l’antifascismo, la religione civile della Repubblica italiana, noi ci saremo. Occorre una risposta di popolo contro le formazioni politiche esplicitamente razziste e di ispirazione neofascista, che stanno avvelenando questa campagna elettorale”.

In piazza del Popolo. Giulio Scarpati conduce. I Modena City Ramblers accompagnano. Carla Nespolo chiude

I centomila di piazza del Popolo assistono alla parte finale della manifestazione. Presentati da Giulio Scarpati, in gran forma nonostante il freddo, si alternano gli studenti che leggono passi dalle lettere dei partigiani condannati a morte, per ribadire il valore politico della memoria storica, e passi da tre aberranti articoli delle leggi razziali del 1938, la profuga che racconta la sua drammatica odissea attraverso l’Africa, il deserto libico, il Mediterraneo, per raggiungere le coste italiane. E infine, prima di cedere il palco all’esibizione dei Modena City Ramblers, Giulio Scarpati cede il microfono alla presidente dell’Anpi, Carla Nespolo.


“Non abbiamo paura dei fascisti, abbiamo paura degli indifferenti”, ha detto Carla Nespolo, che ha sollecitato l’applicazione delle norme, anche costituzionali, che vietano la riproposizione in qualsiasi modo di formazioni che si richiamano all’ideologia fascista, “e lo chiederemo al prossimo governo”. La presidente Anpi ha aggiunto che l’impegno a lottare contro il rischio fascismo e razzismo dev’essere continuo. Ha anche ricordato che di recente di fronte ad episodi gravissimi di intolleranza, “certa parte della politica ed anche della stampa si è soffermata sui rischi dell’immigrazione. Ma essere diverso non solo non è un male ma è un bene, è una risorsa del vivere civile. Ce l’hanno insegnato i partigiani”. Infine, ha concluso Carla Nespolo, “la voce del popolo, dei cittadini, di uomini e donne, giovani e anziani, di tutti, si è levata forte e alta per difendere la democrazia e la Costituzione nata dalla Liberazione”. Antifascismo “è anche avere cura della Memoria della nostra comunità”, ha detto ancora la presidente dell’Anpi.

La manifestazione è terminata, la piazza si svuota dopo aver intonato ancora una volta Bella ciao, nella versione dei Modena City Ramblers, la passione civile si perde nella pioggia e le strade del passeggio, tipico del sabato pomeriggio, vedono mescolarsi manifestanti e turisti, cittadini e consumatori. È Roma, con le sue caratteristiche e il suo modo di vivere ogni evento, a una settimana da un voto che si preannuncia più che mai pieno di sorprese.
A cura di Alessandro Cardulli, Roberto Bertoni e Pino Salerno
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