Berlinale 2018, “Touch Me Not” Orso d’Oro. Wes Anderson miglior regista in “Isle of Dogs”. Italia ok, ma non abbastanza. A Dafoe Orso alla Carriera

Berlinale 2018, “Touch Me Not” Orso d’Oro. Wes Anderson miglior regista in “Isle of Dogs”. Italia ok, ma non abbastanza. A Dafoe Orso alla Carriera

La 68esima edizione della Berlinale si è chiusa con l’attesissima cerimonia di premiazione nel segno di una continuità tutta al femminile, evidenziata sin dal primo momento della kermesse. La giuria, presieduta da Tom Tykwer, ha assegnato l’Orso d’Oro alla regista rumena Adina Pintillie con “Touch Me Not”, film vincitore anche del premio come miglior opera prima che porta il delicato tema della violenza e delle ripercussioni sulla vita affettiva di chi ne subisce.

Un’altra donna si è distinta, aggiudicandosi l’Orso d’Argento Gran Premio della Giuria: si tratta della regista polacca Maldorzata Szumowska che in “Mug” affronta il tema dell’ipocrisia che affligge i nostri tempi. Il terzetto rosa, accomunato inoltre dalla provenienza est-europea delle vincitrici, è completato da Elena Okopnaya con l’Orso d’Argento per il contributo artistico sui costumi e la scenografia in “Dovlatov” del regista russo Alexey German jr.

Le donne italiane, Laura Bispuri e le attrici Valeria Golino e Alba Rohrwacher, non ce l’hanno fatta. Restano comunque apprezzati “Figlia mia”, uscito in concomitanza anche nelle sale italiane il 22 febbraio, e l’altro film italiano “La terra dell’abbastanza” dei fratelli D’Innocenzo, che concorreva nella sezione Panorama, dove ha trionfato “Profile” di Timur Bekmambetov, e come opera prima.

Il titolo di Miglior Regista alla Berlinale 2018 è stato assegnato a Wes Anderson che con il cartoon “Isle Of Dogs” ha incantato e convinto pubblico e critica sin dalla prima visione, in apertura d’edizione. Per il ritiro dell’Orso d’Argento è stato delegato l’attore Bill Murray. Anthony Bajon è il Miglior Attore, premiato per l’interpretazione in “The Prayer” diretto dal regista francese Cedrick Kahn, nei panni di un ex tossico che sostituisce la preghiera al metadone.

A Marcelo Martinessi, che ha diretto “The Heiresses”, va il merito di aver portato sul grande schermo un bel colpo d’occhio sul Paraguay, paese d’origine del regista quasi del tutto assente negli ultimi anni nelle manifestazioni cinematografiche, premiato con l’Orso d’Argento Alfred Bauer. Il riconoscimento è arrivato anche grazie alla sapiente recitazione della protagonista, l’attrice Ana Brun, alla quale è andato l’Orso d’Argento come Miglior Attrice.

Rimanendo in America Latina, chiude il cerchio l’Orso d’Argento per la Migliore Sceneggiatura assegnato a “The Museum” del regista messicano Alonso Ruizpalacios. Il Premio al Miglior Documentario è andato a “The Silence Of Others” degli spagnoli Almudena Carracedo e Robert Bahar; il Premio al Miglior Film delle sezioni Generation 14Plus a “Fortuna” del regista svizzero Romand Germinale Roaux e il premio Generation Kplus a “Sekala Niskala” della regista indonesiana Kamila Andini.

L’attore statunitense, naturalizzato italiano, Willem Dafoe è stato omaggiato dell’Orso alla Carriera in una città alla quale egli stesso ha ammesso di sentirsi molto legato: “È un grandissimo onore – ha affermato Dafoe alla notizia del riconoscimento – e sono molto contento di essere proprio qui, ci tengo molto. Sono venuto qua prima e dopo la caduta del muro, ho girato dei film, ho fatto teatro, ho conosciuto Wim Wenders tanti anni fa, e sarà proprio lui a consegnarmi l’Orso d’Oro alla carriera. Penso che i festival di cinema siano molto importanti, è un’occasione per incontrarsi e per sviluppare progetti”.

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