Agenda ambientalista 2018, 23 associazioni presentano 50 proposte alle forze politiche. “Benessere, efficienza e conservazione del nostro capitale naturale dovrebbero essere al centro del dibattito”

Agenda ambientalista 2018, 23 associazioni presentano 50 proposte alle forze politiche. “Benessere, efficienza e conservazione del nostro capitale naturale dovrebbero essere al centro del dibattito”

Alla vigilia delle elezioni politiche 2018, parte l’iniziativa di 23 Associazioni di protezione ambientale riconosciute: Accademia Kronos, AIIG, Associazione Ambiente e Lavoro, CTS, ENPA, Fare Verde, Federazione Pro Natura, Federazione Italiana Amici della Bicicletta – FIAB, Forum Ambientalista, Greenpeace Italia, Gruppo di Intervento Giuridica Onlus, Gruppi di Ricerca Ecologica, Italia Nostra, Legambiente, LIPU, Marevivo, Mountain Wilderness, Rangers d’Italia, SIGEA, Slow Food Italia, TCI, VAS, WWF, che decidono di fare fronte comune a difesa del territorio e degli habitat naturali, cercando sostegno e risposte nelle maggiori forze politiche.

Già nel 2013 alcune associazioni si erano mosse in questa direzione, presentando delle bozze di documento alle forze politiche candidate alle elezioni nazionali, con il risultato di una convocazione a Palazzo Chigi. Ci riprovano anche stavolta poiché ritengono che “fare scelte sostenibili nei processi produttivi e nei consumi, per aumentare l’efficacia e l’efficienza del sistema, contribuendo al nostro benessere e alla conservazione del nostro capitale naturale, dovrebbero essere argomenti al centro del dibattito pubblico”, hanno affermato i rappresentanti in un comunicato ufficiale.

Dalla loro parte, milioni di cittadini preoccupati nel constatare la gravità dei cambiamenti climatici (51,9% secondo i dati ISTAT), che si aspettano forti prese di posizione nei riguardi del delicato argomento, oltre che cambiamenti radicali. “Nella società civile maturano iniziative ben più dinamiche e avanzate della politica – ricordano gli ambientalisti – infatti, sono 355 mila le imprese italiane dell’industria e dei servizi che hanno investito nel periodo 2011-2016, o hanno previsto di farlo entro il 2017, in prodotti e tecnologie green”, come risulta dal Rapporto Green Italia 2017 – Fondazione Symbola e Unioncamere. Alla base delle proposte, è l’Agenda Ambientalista 2018 per la ri-conversione ecologica del Paese a tracciare le linee guida, che è stata sottoposta in questa settimana ai rappresentanti di FI, Lega – Salvini Premier e FdI; nei giorni scorsi a quelli di M5S, PD, LEU e +Europa, in modo tale da costruire dei presupposti per un confronto aperto con il futuro Presidente del Consiglio.

L’Agenda ambientalista 2018 si compone di 50 proposte che portano alla luce le tematiche care alle associazioni, le quali si aspettano che il governo le tramuti presto in “impegni ineludibili”: energia e clima, con l’Obiettivo 100% rinnovabili al 2050, raggiungibile mediante la redazione del Piano Nazionale Clima e Energia da seguire e una Roadmap per la decarbonizzazione entro il 2025; mobilità pulita, trasporti e infrastrutture mediante il varo di Piano Nazionale della mobilità con automobili e biciclette elettriche, per iniziare ad abbassare i livelli dell’inquinamento e dei gas serra; biodiversità e aree protette da difendere da bracconaggio e speculazione con la definizione della nuova Strategia Nazionale per la Biodiversità, nel pieno rispetto delle Direttive europee “Habitat” e “Uccelli”; settore agricolo che va rivisto nell’ottica di una Politica Agricola Comune; beni culturali e paesaggistici, dando piena attuazione alla Strategia Marina per l’Ambiente Marino (Direttiva europea del 2008), tutela delle aree interne e delle montagne, nel rispetto della Convenzione internazionale delle Alpi e per il rilancio della Convenzione degli Appennini. E ancora, si chiede di pensare allo smaltimento dei rifiuti, alle opere di bonifica, al corretto consumo di suolo; al turismo; alla struttura organizzativa del Ministero dell’Ambiente.

È necessario a monte un intervento di sistema per garantire delle condizioni tali che portino in essere le decisioni maturate, come una legge efficace contro il consumo del suolo e la rigenerazione urbana, partendo dal disegno di legge discusso nella XVII legislatura, con le necessarie modifiche; l’aggiunta nel Codice Penale degli ecoreati di nuovi “delitti ambientali” per la tutela della fauna protetta con unificazione sul territorio dei proventi delle sanzioni contravvenzionali minori; la convocazione entro il 2020 della III Conferenza nazionale sulle aree protette per ridefinire e rilanciare il ruolo dei parchi nella tutela e valorizzazione del patrimonio naturale; completare la stagione dei nuovi Piani paesaggistici (sinora approvati da 3 Regioni: Puglia, Sardegna e Toscana); la realizzazione di una carta nazionale delle terre civiche e un censimento dei demani civici illegittimamente occupati da soggetti senza titoli validi e/o destinate a utilizzi impropri; istituire un Fondo nazionale per le bonifiche dei siti inquinati orfani (senza più proprietario), sul modello del Superfund USA; introdurre una cauzione sugli imballaggi monouso, per ridurre la produzione dei rifiuti, e un programma di prevenzione degli sprechi, come richiesto dall’Europa.

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