A Palermo antagonisti aggrediscono il segretario di Forza Nuova. E a Perugia una squadraccia di neofascisti si vendicano su due militanti di Potere al popolo

A Palermo antagonisti aggrediscono il segretario di Forza Nuova. E a Perugia una squadraccia di neofascisti si vendicano su due militanti di Potere al popolo

A Perugia, lo scontro tra militanti di destra e di sinistra è scoppiato nella notte davanti a una delle plance per l’affissione dei manifesti elettorali nella zona di Ponte Felcino. Due militanti di Potere al popolo hanno denunciato di essere stati aggrediti da alcune persone “travisate”, riportando uno quattro ferite da arma da taglio, un coltello o un taglierino, e l’altro un trauma cranico (medicati in ospedale entrambi sono stati subito dimessi). Cosa sia successo esattamente e di chi siano le responsabilità dovrà stabilirlo l’indagine condotta dalla Digos della questura. La polizia è intervenuta inizialmente per quella che era stata segnalata come una rissa non trovando però più alcuno sul posto. Gli investigatori mantengono il massimo riserbo sugli accertamenti ma sembra proprio che ad essere privilegiata sia l’ipotesi di uno scontro tra i militanti. Al vaglio del personale della questura ci sono le denunce sporte da uno degli attivisti di Potere al popolo, a carico di ignoti per lesioni gravi, e quella di Casapound, le testimonianze e gli elementi della scientifica. Ma anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza, visto che nell’area ci sono un supermercato, una banca e una farmacia. Il militante del movimento di sinistra ha fornito agli investigatori i suoi vestiti lacerati e insanguinati. “Ci hanno accerchiato in quattro. Coi bastoni. C’è stata una colluttazione. Quando sono scappati mi sono accorto che avevo i pantaloni imbrattati di sangue e la giacca squarciata. Mi hanno accoltellato alle gambe e alla schiena. Ho rischiato di essere ucciso”, ha detto prima di chiudersi nel silenzio. “Le modalità dell’aggressione sono inequivocabilmente quelle che caratterizzano i gruppi di estrema destra” hanno sostenuto Maurizio Acerbo e Andrea Ferroni, candidati di Potere al popolo alle politiche.

A Palermo, segretario provinciale di Forza Nuova aggredito brutalmente da alcuni giovani “antagonisti”

La Polizia di Stato, in relazione alla brutale aggressione perpetrata ieri sera da un gruppo di otto persone travisate nei confronti del segretario provinciale del Movimento Forza Nuova di Palermo, ha ricostruito le fasi dell’aggressione e ne ha individuati gli autori. Nel corso della notte, gli agenti della Digos hanno effettuato numerose perquisizioni presso le abitazioni di alcuni soggetti legati ad ambienti dell’antagonismo e presso lo studentato “Malarazza” di via Cavour. Gli esiti delle perquisizioni hanno consentito di rinvenire e sequestrare numerosi oggetti di interesse investigativo, quali indumenti e mazze. Determinanti, per la ricostruzione investigativa e per il buon esito delle indagini, le dichiarazioni testimoniali acquisite sul luogo dell’aggressione e la visione delle immagini riprese dai sistemi di videosorveglianza della zona, nonché la profonda conoscenza degli ambienti ìarea cittadini da parte della Digos. Le risultanze investigative, così prodotte dagli investigatori all´Autorità Giudiziaria, hanno consentito l’emissione di un provvedimento di fermo del P.M., con l’accusa di tentato omicidio, nei confronti di due soggetti, classe ’92 e ’90, entrambi gravati da numerosi precedenti di polizia. Nel medesimo contesto sono stati, invece, denunciati altri quattro giovani palermitani. Ulteriori indagini sono in corso per corroborare il quadro accusatorio e per giungere all’identificazione degli ultimi due componenti del commando criminale.

Per non farsi mancare nulla, militanti di Forza Nuova irrompono negli studi di La7 durante “DiMartedì”

Un gruppo di militanti di Forza Nuova ha fatto irruzione ieri negli studi televisivi di La7, a Roma, durante la registrazione della trasmissione “DiMartedì” chiedendo di partecipare alla puntata. “Dopo aver esposto le loro ragioni, i militanti si sono fatti accompagnare all’uscita. Il confronto si è svolto in un clima nonviolento”, ha comunque spiegato il conduttore Giovanni Floris. Ma per Fnsi e Consiglio dell’Ordine nazionale dei giornalisti quanto è successo “rappresenta un pessimo segnale per la tenuta democratica del Paese. Porteremo anche questo episodio all’attenzione del ministro dell’Interno nel corso della riunione del Comitato per la sicurezza dei giornalisti in programma oggi al Viminale”, affermano il segretario generale e il presidente della Fnsi, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, e Carlo Verna, presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti. In una nota la Fnsi e il Cnog rilevano che “non si tratta, peraltro, del primo episodio di intolleranza da parte di gruppi di estrema destra nei confronti di una redazione giornalistica o di singoli cronisti”.

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