Roma, la sfida del M5S passa anche dai rifiuti. Respinta, per ora, la disponibilità dell’Emilia Romagna

Roma, la sfida del M5S passa anche dai rifiuti. Respinta, per ora, la disponibilità dell’Emilia Romagna

Roma, per volontà dell’Amministrazione Raggi, sceglie di non smaltire, almeno per ora, nessun chilo di rifiuti fuori dalla città. Una scelta molto politica e poco tecnica, viste le emergenze che già si registrano in molti quartieri e l’enorme quantitativo stipato e già pronto a partire verso quello che sembrava essere la soluzione temporanea di tutti i problemi, ovvero i termovalorizzatori dell’Emilia Romagna. Tutto naturalmente a pagamento, questo va necessariamente chiarito. Quella dell’Amministrazione Raggi è una scelta tutta politica, ma assolutamente rischiosa, se non risolta nelle prossime ore. Secondo alcune previsioni, fatte dal quotidiano romano il Messaggero, i rifiuti non raccolti potrebbero arrivare a quota 1600 tonnellate, quantitativi che vanno a sommarsi ai residui non ancora smaltiti delle feste di fine d’anno e della settimana che si è conclusa con il ponte dell’Epifania.

Ma chi sembra non tener conto degli attuali problemi e di quelli possibili è proprio la titolare all’ambiente, Pinuccia Montanari: “A Roma il sistema di raccolta ha tenuto, pur di fronte all’impennata di produzione dei rifiuti del periodo natalizio. Siamo intervenuti riportando le situazioni di criticità alla normalità. Le polemiche non ci interessano e soprattutto non interessano ai cittadini. Le dichiarazioni di politici e rappresentanti delle istituzioni, del tipo ‘Abbiamo salvato Roma invasa dai rifiuti’, fanno sorridere perché sono una sorta di autoaccusa. Coloro che oggi puntano il dito hanno delle gravi responsabilità per la situazione impiantistica di Roma. Noi stiamo lavorando in silenzio ed abbiamo invertito la rotta. Sono pronti tre progetti, per le cui aree abbiamo avviato l’iter. Confidiamo di depositare in Regione tutto entro gennaio 2018”, spiega. “Stiamo dando in Ama risposte strutturali per rilanciare l’azienda. Noi porteremo la raccolta differenziata porta a porta a 490.000 abitanti e arriveremo nel corso del 2018 a 1,2 ,milioni di cittadini. Il primo test con il quale ci siamo misurati, il porta a porta nel quartiere ebraico, ha portato ottimi risultati: l’85% di raccolta differenziata e nessun rifiuto a terra. E stiamo procedendo in quella direzione. Quindi le accuse di inefficienza le rispediamo al mittente”, aggiunge Montanari. “In questa necessaria fase di transizione speriamo finisca l’era dei presunti ricatti o delle pressioni indebite. Nel rispetto della normativa abbiamo attivato tutte le azioni necessarie a mantenere in sicurezza Roma, a partire dall’accordo con diverse regioni nel rispetto dei principi di prossimità ed economicità come vuole la legge. L’Emilia Romagna è rientrata in un profilo di misura cautelativa.E di certo la sottoscritta non ha mai contattato aziende, tanto meno in Emilia Romagna, perché non rientra nei miei compiti istituzionali, come invece falsamente ha dichiarato qualcuno. In pochi mesi stiamo recuperando anni persi, decenni di ritardi. La vera risposta ai problemi di Roma sta nella programmazione che stiamo attuando sia per quanto riguarda la raccolta che l’impiantistica. Sulla raccolta stiamo procedendo a tambur battente, sull’impiantistica anche”, conclude.

Ma su quanto detto dall’assessore capitolino, non è assolutamente d’accordo Lorenza Bonaccorsi, presidente del Pd del Lazio: “Roma affoga nei rifiuti per non disturbare la campagna elettorale di Luigi Di Maio e del Movimento 5 stelle. E’ questo il quadro che emerge dalla retromarcia decisa da Virginia Raggi sull’invio di rifiuti in Emilia. Come possono vedere tutti i romani da settimane – prosegue Bonaccorsi – i cassonetti sono stracolmi, ci sono 1.000 tonnellate di monnezza per strada che non vengono raccolte perché non si sa dove smaltirli, ma l’Amministrazione M5s preferisce tenerli a marcire sui marciapiede piuttosto che trovare una soluzione, perché la priorità per Virginia Raggi è non far pagare un prezzo politico al suo partito. Dei romani non gliene importa nulla. Erano stati loro a chiedere aiuto all’Emilia, con una lettera dei vertici Ama nominati proprio dalla Raggi. Ora hanno deciso la marcia indietro: non possono accettare di dover chiedere aiuto ad una Regione amministrata (e bene) dal Pd e dal presidente Stefano Bonaccini”. “Governano da 20 mesi la Capitale – scrive ancora la deputata dem – ma a parte aver regalato una girandola di assessori all’Ambiente e amministratori Ama, che cambiano ormai a cadenza mensile, non sono stati in grado di mettere in campo alcuna soluzione per evitare che Roma vada in emergenza rifiuti. Dopo quasi due anni in Campidoglio, ancora vogliono andare avanti col ritornello della colpa a chi c’era prima? La verità è che di Roma non gli importa nulla, per loro conta solo assecondare i diktat di Casaleggio per la campagna elettorale nazionale. #Raggiri”.

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