Roma. Caso nomine, Raggi a giudizio il 21 giugno. Il processo ‘salta’ le elezioni e probabilmente il Comune non si costituirà neppure parte civile

Roma. Caso nomine, Raggi a giudizio il 21 giugno. Il processo ‘salta’ le elezioni e probabilmente il Comune non si costituirà neppure parte civile

Come avevamo scritto nella giornata di giovedì, dopo la richiesta degli avvocati della sindaca Raggi per il giudizio immediato della loro assistita, nella mattinata di venerdì, quello che proceduralmente era più che scritto, si è manifestato ed è stato ufficializzato: il processo al Virginia Raggi inizierà il 21 giugno. La decisione è del Tribunale di Roma che ha accolto quanto chiesto dai difensori della sindaca. Raggi dovrà rispondere di falso in relazione alla nomina di Renato Marra, fratello dell’ex braccio destro della Raggi, Raffaele.

La sindaca dovrà presentarsi davanti al giudice monocratico per difendersi dall’accusa di aver mentito all’ufficio anticorruzione del Comune di Roma, in relazione alla nomina di Marra senior, che, lo ricorderete, fu promosso da semplice funzionario dei Vigili Urbani a capo del dipartimento del turismo capitolino, con un aumento salariale pari a circa 20mila euro. Ma il procedimento giudiziario non si arresta al rito fissato per il 21 giugno, ineccepibile nella forma, e che vedrà protagonista la Raggi, ma proseguirà il prossimo 9 gennaio con l’udienza davanti al gip, chiamato a decidere se mandare a processo Renato Marra, che è accusato di abuso d’ufficio sempre nello stesso faldone giudiziario.

Dunque due destini processuali, che probabilmente non si riuniranno mai. La scelta della Raggi è decisamente molto politica, visto che permette, a lei ed al Movimento 5 Stelle che la esprime, di saltare oltre le prossime elezioni politiche ed amministrative regionali. Per i pentastellati, avere un fascicolo giudiziario aperto ed un processo in corso, soprattutto ad uno dei simboli delle recenti vittorie, avrebbe rappresentato più di un problema. C’è infine da dire, al netto delle polemiche che già si sono innescate sulla scelta della Raggi di chiedere il giudizio immediato, che probabilmente, secondo i rumors che trapelano dalle segrete stanze del colle capitolino, non ci sarà la costituzione di parte civile da parte di Roma Capitale e questo sarà motivo di altre prese di posizione delle opposizioni.

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