Rifiuti, Di Maio irrompe a Roma e alimenta la guerra con il Pd. Il candidato premier: “Stiamo costruendo tre impianti”. Ma nessuno sa dove

Rifiuti, Di Maio irrompe a Roma e alimenta la guerra con il Pd. Il candidato premier: “Stiamo costruendo tre impianti”. Ma nessuno sa dove

E’ ormai senza esclusione di colpi la guerra tra M5S e Pd sui rifiuti di Roma, in questo mercoledì di metà gennaio, le lame si sono ancora una volta incrociate, mentre dentro e fuori dai cassonetti della Capitale, le buste dell’immondizia si moltiplicavano. Un improbabile Di Maio affondava le sue esternazioni su tre impianti in costruzione. Il candidato premier sembrava decisamente serio quando lo ha annunciato a Tgcom 24, ecco le sue parole: “Obiettivo è non far più mandare i rifiuti fuori Roma – ha detto Di Maio – Stiamo costruendo tre impianti. Uno di riciclo e due di tritovagliatore. Questo significa che da qui fino ai prossimi anni con la costruzione dei tre impianti avremo risolto il problema di portare i rifiuti fuori Regione. Si è strumentalizzata questa cosa. La differenziata è aumentata. Stiamo lavorando ma dateci il tempo”. Queste le parole del candidato a Palazzo Chigi alle quali è seguita, immediata ed a stretto giro di posta la replica delle opposizioni, con il Pd, naturalmente in testa. Tra i primi a bacchettare l’esternazione del leader M5S l’assessore all’Ambiente della Regione Lazio, Buschini, che sul punto qualcosa dovrebbe sapere: “Totalmente infondata l’affermazione di Di Maio secondo la quale Roma “sta costruendo 3 impianti“. Probabilmente si riferisce ai tanto decantati impianti di compostaggio, dei quali in Regione non vi è traccia delle richieste di autorizzazione. La stessa assessora Montanari ha dichiarato mattina che si tratta di impianti in fase di progettazione. Difficile che in una mattinata siano diventati impianti in fase di costruzione. Gli unici atti presenti in Regione, nel merito degli impianti, Roma li ha presentati per bloccare l’ecocentro a Roccacencia, progettato e presentato da Ama nell’aprile del 2015”.

Poi il segretario dei radicali italiani, Riccardo Magi: “Da due giorni il leader del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, cerca di difendere l’operato di Virginia Raggi sulla gestione dei rifiuti a Roma. Purtroppo l’attuale sindaca è indifendibile poiché, in diciotto mesi, della rivoluzione promessa neanche l’ombra. Infatti il ciclo dei rifiuti di oggi è identico a quello conseguente alla chiusura (sacrosanta) della discarica di Malagrotta. Per questo ci chiediamo: Di Maio è a conoscenza del fatto che i rifiuti di Roma vanno nelle discariche ed inceneritori di mezza Italia nonostante il suo Movimento continua a dire di essere contrario a queste forme di smaltimento? Di Maio sa che dei conclamati tre impianti di compostaggio non c’è neanche l’individuazione dei luoghi dove dovranno essere costruiti e quindi non è iniziato neppure l’iter per avere le autorizzazioni? Di Maio sa che nel programma della Raggi c’era la conversione degli impianti TMB al fine di recuperare più materiale secco possibile e quindi allo scopo di non produrre più Cdr, invece i macchinari di Ama continuano a produrre combustibile da rifiuti? Ecco, Di Maio sa veramente poco, ma forse è meglio visto i disastri della Raggi”.

E ultima, ma non ultima, dobbiamo anche registrare la risposta della sindaca di Roma alle richieste di chiarificazioni del Presidente della Regione Abruzzo, proprio su come Roma vorrebbe instaurare il rapporto con la regione confinante. Facciamo chiarezza sui rifiuti. Dal 2013 – anno di chiusura della discarica di Malagrotta con il Pd che aveva al governo Letta-Renzi, in Regione Zingaretti e al Comune Marino e si ‘dimenticò’ di pianificare una alternativa – il piano regionale del Lazio non è stato ancora aggiornato: di conseguenza, la Regione dichiara di non riuscire ad accogliere le tonnellate di indifferenziato prodotte da cittadini e imprese”. Lo scrive su Facebook il sindaco di Roma Virginia Raggi. “Al momento Roma raccoglie i propri rifiuti e prova a conferirli nelle poche strutture della Regione – prosegue Raggi – che, però, pare che siano insufficienti. Si tratta in tal caso di un sistema fragile che stiamo rendendo forte e stabile con la richiesta di autorizzazioni per costruire impianti di compostaggio e di riciclo; con l’estensione della raccolta differenziata spinta a oltre 1 milione di abitanti nel 2018. Da anni sappiamo che il ciclo dei rifiuti registra una sovrapproduzione: a Natale, Pasqua e a luglio durante la manutenzione degli impianti. Per questo lo scorso 22 ottobre Ama, in vista del picco di produzione dei rifiuti a Natale, l’azienda partecipata di Roma che raccoglie i rifiuti ha chiesto alla Regione Lazio l’autorizzazione a conferire al di fuori della regione. Zingaretti ha sbloccato la richiesta soltanto dopo un mese: gli uffici regionali hanno giustificato il ritardo con un ‘mancato funzionamento del sistema informatico’. Quindi un asserito guasto dei pc della Regione avrebbe messo in crisi il sistema Regionale creando difficoltà a milioni di romani. A quel punto senza sollevare alcuna polemica (ma inviando con una nota di sollecito alla Regione) abbiamo iniziato a lavorare in silenzio all’individuazione di soluzioni alternative pensando al bene dei romani.

Ieri, Ama ha sottoscritto un accordo con un’azienda laziale che consente sia di contribuire a rinforzare il sistema di smaltimento di Ama, sia di superare le criticità legate alla sovrapproduzione di rifiuti del periodo natalizio (più consumi determinano più rifiuti). Gli accordi di Ama con altre aziende servono proprio a superare il deficit infrastrutturale della Regione Lazio. Noi diciamo no a chi vuole speculare – politicamente ed economicamente – sulle spalle dei cittadini, magari proponendo tariffe fuori mercato per mettere in difficoltà le amministrazioni e gli abitanti di Roma. Ho risposto al governatore della Regione Abruzzo, che ha offerto la propria disponibilità ad accogliere i rifiuti della Regione Lazio, e l’ho tranquillizzato sulla validità del Piano per la gestione dei materiali post consumo che abbiamo approvato lo scorso marzo e che contribuirà alla drastica riduzione dei rifiuti indifferenziati”.

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