Protesta di migliaia di maestre e maestri contro la sentenza del Consiglio di Stato, che ha messo fuori graduatoria i diplomati magistrali

Protesta di migliaia di maestre e maestri contro la sentenza del Consiglio di Stato, che ha messo fuori graduatoria i diplomati magistrali

Primo sciopero dell’anno nella scuola: diverse migliaia di maestre e maestri delle scuole dell’infanzia e primaria di tutta Italia hanno protestato davanti alla sede del ministero della Pubblica Istruzione (Miur) a Roma. La protesta è stata organizzata contro la discussa sentenza prenatalizia dell’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato, che ha messo fuori dalle Graduatorie ad esaurimento (GaE) i docenti con diploma magistrale, “condannandoli alla precarietà”, ha spiegato il sindacato Anief. Secondo i sindacati (tra i quali non figurano i confederali) hanno partecipato allo sciopero in tutta Italia circa 20.000 precari. L’obiettivo dello sciopero è quello di “confermare nei ruoli dello Stato i seimila neoassunti con riserva che hanno superato o stanno superando l’anno di prova e assumere i 44mila colleghi inseriti con riserva nelle GaE, i quali da molti anni insegnano ormai nelle nostre scuole”. I manifestanti hanno protestato con cori e striscioni contro la sentenza, e hanno cercato di dare vita a un corteo su Viale Trastevere, tentativo che però è stato impedito da polizia e carabinieri schierati sui due lati del ministero. Sit-in si sono svolti anche davanti agli uffici scolastici regionali di Torino, Milano, Bologna, Palermo, Cagliari, Catanzaro e Bari.

La posizione della ministra Fedeli: “appena l’Avvocatura dello stato di risponderà, convocheremo le parti”

“Rispetto le persone che oggi sono mobilitate, ma la scelta che il Miur ha fatto immediatamente dopo la sentenza del Consiglio di Stato è stata quella di chiedere all’Avvocatura generale dello Stato la corretta interpretazione e attuazione di quella sentenza, perché se sicuramente quella sentenza parla al futuro delle sentenze che riguardano i diplomati magistrali, bisogna saper distinguere le diverse tipologie pregresse in essere”, ha affermato la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli, in merito allo sciopero delle maestre. “Appena l’Avvocatura dello Stato ci risponderà convocheremo le parti e troveremo le soluzioni equilibrate per i diversi interessi in campo e per le diverse situazioni in essere. Il Miur – conclude la Fedeli – si muove con grande equilibrio, con grande attenzione e con una scelta già fatta: continuità educativa in questo anno scolastico”.

Per il Miur adesione allo sciopero del 2,94%. Per il Garante, sciopero illegittimo

Secondo le prime stime, l’adesione allo sciopero di oggi del personale scolastico è stata del 2,94%. Secondo quanto si apprende, il dato provvisorio è relativo alla rilevazione fatta dal Miur sul 64,7% delle istituzioni scolastiche. Da parte sua, l’Autorità garante per gli scioperi ha evidenziato come la proclamazione da parte dei Cobas dello sciopero “non sia conforme alla legge, come già segnalato in due occasioni a tale organizzazione sindacale il 28 dicembre ed il 3 gennaio”. In particolare, risulta “violata la regola del preavviso di 15 giorni e il mancato tentativo di conciliazione presso il Ministero, trattandosi di motivazioni (la recente pronuncia del Consiglio di Stato in materia di titoli per l’insegnamento) diverse da quelle avanzate dalla sigla Saese, che per prima ha proclamato lo sciopero”. Infine, il Codacons ha definito “assurda e del tutto sbagliata” la protesta, che ha creato “pesanti disagi alle famiglie”, con un “ingiusto danno” ai cittadini.

Fassina e Pratelli, Liberi e Uguali: “vicenda surreale per la quale occorre una soluzione politica”

“Sono decine di migliaia i diplomati magistrali nelle Gae che dopo la recente sentenza del Consiglio di Stato – che contraddice sette sentenze precedenti – sono stati risucchiati nella precarietà o addirittura rischiano di vedersi licenziati. Insegnanti che tengono in piedi le nostre scuole dell’infanzia e primarie da anni, persone di cui i nostri bambini non possono fare a meno. Si tratta di una vicenda surreale”. Lo affermano Stefano Fassina e la responsabile nazionale scuola di Sinistra Italiana Claudia Pratelli, oggi presenti alla manifestazione davanti al Miur. “Una vicenda surreale – proseguono gli esponenti di Liberi e Uguali – un regalo di Natale tossico, precipitato addosso a 50.000 persone il 20 dicembre scorso. E’ evidente che occorra una soluzione politica da troppi anni rimandata, in ultimo da questo Governo nonostante più volte sollecitato da sindacati e movimenti oltre che dagli interventi di Sinistra Italiana sul tema”. “Occorre intervenire subito per superare di fatto gli effetti della sentenza – concludono Fassina e Pratelli – e garantire un piano pluriennale di stabilizzazioni e assunzioni che dia certezze a questi docenti e alla scuola tutta”.

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