Pavia, domate le fiamme nel capannone dismesso. L’Arpa ha installato dei campionatori per monitorare lo stato dell’aria e le ricadute a terra delle sostanze inquinanti

Pavia, domate le fiamme nel capannone dismesso. L’Arpa ha installato dei campionatori per monitorare lo stato dell’aria e le ricadute a terra delle sostanze inquinanti

Sono state domate le fiamme del vasto incendio scoppiato poco prima delle 20 di mercoledì 3 gennaio, in un capannone dismesso tra Corteolona e Genzone nella bassa Pavese. A darne notizia è l’Arpa Lombardia. Dopo lo stato d’allerta sui possibili rischi di inquinamento e contaminazioni, soprattutto sui prodotti agricoli, la stessa Agenzia regionale per la protezione ambientale della Lombardia ha installato dei dispositivi nei territori attigui alla struttura industriale distrutta dal rogo.

In particolare è stato installato il campionatore ad alto volume nella zona della Cascina San Giuseppe per poter misurare l’eventuale presenza di microinquinanti cioè Ipa e diossine. I primi filtri saranno prelevati in giornata e inviati al laboratorio. I tecnici dell’Agenzia sono sul posto, ma solo nelle prossime 24-48 ore sarà possibile avere delle indicazioni precise su quali ricadute si sono registrate e si stanno registrando in quei territori.

Sembrerebbe comunque confermato che il rogo sia di origine dolosa. L’allarme è scattato alle 19: una lunga colonna di fumo si è alzata su buona parte della Bassa pavese, soprattutto tra Belgioioso e Miradolo Terme, l’odore di bruciato era chiaramente percepibile in tutta l’area. Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco di Pavia, Broni, Voghera, Sant’Angelo Lodigiano e Milano, al lavoro sei mezzi e oltre venti pompieri. Sono arrivati anche i carabinieri e l’Arpa.

Nella tarda serata di mercoledì i sindaci del territorio, in prima linea il primo cittadino di Corteolona e Genzone Angelo Della Valle e il sindaco di Inverno e Monteleone Enrico Vignati hanno raccomandato di non uscire di casa se non strettamente necessario, di non sostare all’aperto e non aprire le finestre in attesa di capire che cosa stia bruciando, anche se sembrerebbe che all’interno del manufatto ci sia anche plastica.

“Siamo in allarme per la nube, ovviamente tossica, visto che stanno bruciando pneumatici e plastica, che si è sprigionata dall’incendio ” dice il sindaco di Inverno e Monteleone Enrico Vignati, che racconta: “Noi sindaci della zona siamo stati contattati a due ore dall’inizio dell’incendio da un funzionario dell’Arpa il quale, considerato il rischio ambientale, ci ha chiesto di monitorare il paese. Questa, quindi, per noi sarà una notte di veglia per escludere che i nostri concittadini abbiamo problemi seri e, nel caso, per segnalare immediatamente all’Arpa quanto accade. Proprio per questo abbiamo subito indicato ai cittadini di sbarrare le finestre e di non uscire di casa se non per estreme urgenze”. Il capannone risulta essere in disuso da tempo, ma i residenti raccontano di aver visto, negli ultimi mesi, camion entrare e uscire scaricando materiale. Nel vertice convocato in piena notte in Comune a Corteolona tra i sindaci e gli enti preposti all’ambiente e alla sicurezza, si è discusso anche del fatto che, almeno per ora, non sono stati trovati i documenti di legge relativi a questo capannone e al suo contenuto. Tra questi documenti, anche i classamenti per gli eventuali rischi o un piano per eventuali incidenti rilevanti. Qualche politico locale aveva segnalato a più riprese la situazione ‘anomala’ del capannone, in disuso, ma in cui i cittadini continuavano a vedere un viavai di camion.

Mentre i vigili del fuoco e l’Arpa stanno valutando l’eventuale pericolo ambientale, le indagini non escludono l’ipotesi di un gesto doloso alla base del rogo, che i pompieri stanno faticando a domare anche per problemi di approvvigionamento idrico. I vigili del fuoco devono anche affrontare l’eventualità che il tetto del capannone, di lamiera, possa crollare da un momento all’altro, a causa dell’intensissimo calore cui è sottoposto da ore.

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