‘Ndrangheta, blitz del Ros dei Carabinieri. Oltre 160 tra arrestati ed indagati, tra loro anche tre sindaci

‘Ndrangheta, blitz del Ros dei Carabinieri. Oltre 160 tra arrestati ed indagati, tra loro anche tre sindaci

I carabinieri del Ros e del comando provinciale di Crotone hanno eseguito 169 provvedimenti restrittivi nei confronti di appartenenti alla ‘ndrangheta e loro favoreggiatori. Al centro delle indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, le attività criminali della cosca Farao-Narincola, una delle più potenti cosche calabresi con ramificazioni anche nel nord Italia (in particolare Emilia Romagna, Veneto, Lazio, Lombardia) e in Germania. E’ stata più che documentata l’infiltrazione mafiosa in diversi settori economici e imprenditoriali, sia in Italia sia all’estero, nella gran parte dei casi in Germania, che ha consentito al sodalizio di strutturarsi come una vera e propria holding criminale capace di gestire affari economici per milioni di euro. Tra i provvedimenti restrittivi spiccano quello nei confronti del presidente della Provincia di Crotone Nicodemo Parrilla, che ha anche la carica di sindaco di Cirò Marina. Per lui l’accusa è di associazione mafiosa ed è ritenuto dagli inquirenti il rappresentante della cosca nelle istituzioni locali. Complessivamente sono tre i sindaci arrestati. Oltre a Parrilla, infatti, sono coinvolti il sindaco di Strongoli Michele Laurenzano e quello di Mandatoriccio Angelo Donnici.

Complessivamente sono una decina gli amministratori locali coinvolti, tra i quali figurano anche il vice sindaco di Casabona Domenico Cerrelli e il presidente del Consiglio comunale di Cirò Marina Giancarlo Fuscaldo. Le accuse rivolte ai 169 indagati sono associazione mafiosa, estorsione, peculato, turbata libertà degli incanti, corruzione e danneggiamento, reati tutti aggravati dal metodo mafioso. Secondo quanto emerso dall’indagine, curata dal procuratore Nicola Gratteri, dall’aggiunto Vincenzo Luberto e dai pm Domenico Guarascio, Fabiana Rapino e Alessandro Prontera, la cosca Farao si sarebbe infiltrata in tutti i settori della vita economica locale: dal porto di Cirò al commercio del pescato, dalla raccolta dei rifiuti al business dei migranti oltre che il settore turistico e le slot machine.

Imponevano ai ristoratori di origine italiana della zona di Stoccarda, in Germania, l’acquisto di vino, prodotti di pasticceria e semilavorati per la pizza prodotti da imprese legate alla cosca. Tredici persone sono state arrestate per estorsione in Germania. Secondo l’accusa, gli emissari della cosca Farao-Marincola erano anche divenuti i referenti dei ristoratori per la composizione di eventuali controversie che si venivano a creare.

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