Il messaggio di fine anno del Presidente Mattarella: “elezioni pagina bianca”, “fiducia nei giovani del ’99” e “lavoro prima e più grave questione sociale”. Le reazioni di Camusso, Grasso, Boldrini, tra gli altri

Il messaggio di fine anno del Presidente Mattarella: “elezioni pagina bianca”, “fiducia nei giovani del ’99” e “lavoro prima e più grave questione sociale”. Le reazioni di Camusso, Grasso, Boldrini, tra gli altri

Come ogni 31 dicembre, il Presidente della Repubblica entra nelle case degli italiani per il consueto discorso di fine anno. Una tradizione che il Capo dello Stato Sergio Mattarella rispetta con estrema concisione. Dieci minuti di discorso, che pongono gli auguri di fine 2017 tra quelli più brevi della storia del Quirinale, con un linguaggio sobrio, diretto e molto caldo.

“Il 4 marzo prossimo voteremo per eleggere le nuove Camere. Le elezioni aprono, come sempre, una pagina bianca: a scriverla saranno gli elettori e, successivamente, i partiti e il Parlamento. A loro sono affidate le nostre speranze e le nostre attese. La democrazia vive di impegno nel presente, ma si alimenta di memoria e di visione del futuro. L’orizzonte del futuro costituisce, quindi, il vero oggetto dell’imminente confronto elettorale”, ha affermato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio di fine anno. “Si è parlato, di recente, di un’Italia quasi preda del risentimento. Conosco un Paese diverso, in larga misura generoso e solidale. Ho incontrato -ha ricordato il capo dello Stato- tante persone, orgogliose di compiere il proprio dovere e di aiutare chi ha bisogno. Donne e uomini che, giorno dopo giorno, affrontano, con tenacia e con coraggio, le difficoltà della vita e cercano di superarle. I problemi che abbiamo davanti sono superabili. Possiamo affrontarli con successo, facendo, ciascuno, interamente, la parte propria”.

La cassetta degli attrezzi della Costituzione

“Cambiano gli stili di vita, i consumi, i linguaggi. Mutano i mestieri, e la organizzazione della produzione. Scompaiono alcune professioni; altre ne appaiono. I cambiamenti, tuttavia, vanno governati per evitare che possano produrre ingiustizie e creare nuove marginalità”, dice il presidente della Repubblica. “L’autentica missione della politica consiste, proprio, nella capacità di misurarsi con queste novità, guidando i processi di mutamento. Per rendere più giusta e sostenibile la nuova stagione che si apre”, spiega il capo dello Stato, che aggiunge: “La cassetta degli attrezzi, per riuscire in questo lavoro, è la nostra Costituzione: ci indica la responsabilità nei confronti della Repubblica e ci sollecita a riconoscerci comunità di vita”.

“Tutti devono avvertire la responsabilità verso la Repubblica”

“Tutti, specialmente chi riveste un ruolo istituzionale – ha concluso Mattarella- deve avvertire, in modo particolare, la responsabilità nei confronti della Repubblica. Mi auguro un’ampia partecipazione al voto e che nessuno rinunzi al diritto di concorrere a decidere le sorti del nostro Paese. Ho fiducia nella partecipazione dei giovani nati nel 1999 che voteranno per la prima volta”. E’ l’auspicio espresso dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel discorso di fine anno, parlando delle elezioni del marzo prossimo. “Questo -ha proseguito il Capo dello Stato-mi induce a condividere con voi una riflessione. Nell’anno che si apre ricorderemo il centenario della vittoria nella Grande guerra e la fine delle immani sofferenze provocate da quel conflitto. In questi mesi di un secolo fa i diciottenni di allora -i ragazzi del ’99- vennero mandati in guerra, nelle trincee. Molti vi morirono. Oggi i nostri diciottenni vanno al voto, protagonisti della vita democratica”. “Propongo questa riflessione -ha concluso Mattarella- perché, talvolta, corriamo il rischio di dimenticare che, a differenza delle generazioni che ci hanno preceduto, viviamo nel più lungo periodo di pace del nostro Paese e dell’Europa”.  E infine: “Mi limito a sottolineare, ancora una volta, che il lavoro resta la prima, e la più grave, questione sociale. Anzitutto per i giovani, ma non soltanto per loro. E’ necessario che ve ne sia in ogni famiglia. Al tempo stesso va garantita la tutela dei diritti e la sicurezza, per tutti coloro che lavorano”.

Le reazioni al messaggio di Mattarella: Susanna Camusso, Pietro Grasso e Laura Boldrini 

“Un lavoro in ogni famiglia. Un lavoro dignitoso che abbia sempre diritti e sicurezza. Buon anno Presidente. Buon anno a chi lavora, a chi lo cerca, a chi sta studiando per il proprio e nostro futuro”. Così il segretario della Cgil Susanna Camusso, commentando il discorso del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “Dobbiamo affrontare le sfide del 2018 seguendo i consigli del presidente Mattarella, che ci esorta a tenere al centro la Costituzione e il lavoro, la memoria e la visione del futuro, facendo ciascuno la propria parte”, scrive il presidente del Senato Pietro Grasso su twitter. “Ancora una volta il PresidenteMattarella sa trovare parole che fanno bene alla nostra democrazia e nelle quali tutti possono riconoscersi e sentirsi coinvolti. Il suo appello al voto nelle imminenti elezioni ci ricorda che la vitalità delle istituzioni rappresentative non è garantita o scontata per sempre, ma dipende anche dalla partecipazione di ognuno”, ha affermato la presidente della Camera Laura Boldrini. “C’è da augurarsi dunque che, in vista delle urne, le forze politiche sappiano assumere un impegno comune contro il pericolo dell’astensionismo. Il Presidente della Repubblica – ha continuato Boldrini – sottolinea inoltre che la nostra Costituzione, a settant’anni dalla sua entrata in vigore, mantiene una pienissima attualità e fornisce alla politica la bussola per governare i cambiamenti ed impedire che essi producano nuove disuguaglianze. Per questo il Capo dello Stato ricorda che il lavoro è l’assoluta priorità sulla quale i partiti sono chiamati a confrontare le loro proposte in vista del voto. Il futuro è una sfida che non può essere mancata, bisogna prepararsi all’innovazione per garantire lo sviluppo del Paese. Uno sviluppo che non può fare a meno dell’Europa, che ha saputo garantirci 70 preziosi anni di pace”.

Le reazioni: Roberto Speranza, Loredana De Petris

“Il lavoro è la priorità assoluta per l’Italia. Senza lavoro non c’è cittadinanza. Ha ragione il Presidente #Mattarella. #LiberieUguali”. Così il coordinatore di Mdp Roberto Speranza su twitter. “Il presidente della Repubblica ha indicato con puntualità e precisione le sfide che attendono la politica dopo le prossime elezioni, dal lavoro e i diritti dei lavoratori a una cultura capace di assumere davvero le compatibilità ambientali. Mattarella ha anche giustamente chiarito che la nostra Costituzione è lo strumento per affrontare quei nodi epocali”. Loredana De Petris, esponente della Lista LiberieUguali prosegue: “Negli anni scorsi, purtroppo, la politica e i governi si sono dimostrati del tutto inadeguati a fronteggiare queste sfide e persino lo strumento della Costituzione ha rischiato di essere smantellato. Speriamo che ora l’agenda indicata dal Capo dello Stato sia davvero e seriamente al centro di una campagna elettorale nella quale dovrebbero confrontarsi progetti e programmi, non strilli e trovate propagandistiche”, conclude.

Share