Il dittatore nordcoreano Kim e il dittatore americano Donald giocano a fare i bulli coi “bottoni nucleari”. Cina e Russia invitano alla moderazione

Il dittatore nordcoreano Kim e il dittatore americano Donald giocano a fare i bulli coi “bottoni nucleari”. Cina e Russia invitano alla moderazione

Il leader nordcoreano, Kim Jong Un, ha dichiarato durante il suo discorso di inizio anno, che il “pulsante” del deterrente nucleare nazionale è costantemente sulla sua scrivania, pronto ad essere premuto in risposta a eventuali minacce da parte degli Stati Uniti. Il dittatore nordcoreano, però, ha rivolto una inattesa apertura diplomatica alla Corea del Sud, annunciando l’invio di una delegazione nordcoreana alle olimpiadi di Pyeonchang del mese prossimo. La priorità del paese, ha avvertito Kim, rimarrà “la produzione di massa di testate nucleari e missili balistici” in vista dello “schieramento operativo”, oltre all’indipendenza economica e al miglioramento delle condizioni di vita del popolo. Il dittatore ha affermato che “gli Stati Uniti non possono combattere una guerra contro di me o contro il nostro Stato”, perché il deterrente atomico nordcoreano “è una realtà, non una minaccia”. La bellicosa retorica riservata da Kim Jong Un agli Stati Uniti, però, è in netto contrasto con la disponibilità al dialogo professata nei confronti di Seul. Kim ha auspicato il successo delle Olimpiadi sudcoreane di Pyeongchang, ed ha aggiunto che le due Coree dovrebbero lavorare affinché il 2018 divenga un “anno significativo” per le relazioni diplomatiche tra i due paesi. Kim ha ricordato che quest’anno si terranno anche le celebrazioni per il 70mo anniversario della fondazione del paese, che si terrà il 9 settembre e che il leader nordcoreano ha definito “un evento di grande auspicio”. Insomma, Kim conferma la nuova strategia nel quadro geopolitico del sud este asiatico: pugno di ferro e bullismo nei confronti degli Stati Uniti, con relative minacce di riarmo nucleare, e mano tesa verso Seul, con l’auspicio di aperture diplomatiche, proprio allo scopo di isolare gli Stati Uniti.

La replica celodurista di Donald a Kim: “il mio bottone è più grosso del tuo”

Ora, invece che adottare una strategia diplomatica più raffinata e soprattutto più accorta, soprattutto con Seul, la Casa Bianca risponde con altrettanta durezza bullistica alla Corea del Nord. Così, nei fatti, Kim Jong Un continua a essere il protagonista assoluto della geopolitica mondiale di questo inizio 2018, con Donald Trump che però non molla di un centimetro. E proprio di centimetri è il caso di parlare, visto che la sfida tra il presidente americano e il dittatore nordcoreano si gioca proprio sul ‘chi ce l’ha più grosso’ (come nelle sfide tra adolescenti che scoprono per la prima volta di essere dotati sessualmente). Se Kim Jong Un nel suo messaggio di fine anno aveva minacciato gli Usa ricordando di “di avere il pulsante del nucleare sulla mia scrivania”, Trump ha twittato rispondendo con analoga quanto inutile vanteria: “Qualcuno nel suo regime lo informi che anche io ho il pulsante del nucleare, ma il mio è più grande e più potente del suo, e il mio funziona!”. Un botta e risposta che vede costretta nientemeno che la Cina a interpretare il ruolo di paciere: Pechino infatti invita le due parti, e in particolare Trump “a mostrare misura e cercare di alleviare la tensione”.

La Cina invita a maggiore moderazione

Il portavoce del ministero degli Esteri, infatti, Geng Shuang ha rinnovato l’appello a tutte le parti coinvolte nella crisi nordcoreana a “mantenere la moderazione” e di dire cose che “portino ad alleviare la situazione” di tensione nella penisola. “Tutte le parti coinvolte dovrebbero aggrapparsi a questo trend positivo nella penisola coreana e muoversi nella stessa direzione”, ha aggiunto

La Russia: piuttosto che competere sul bottone nucleare, Usa e NordCorea competano su chi è più ragionevole

Piuttosto che su chi ha il bottone nucleare più grande, gli Stati Uniti dovrebbero competere con la Corea del Nord su chi è più ragionevole. E’ il monito rivolto dal senatore russo Frants Klintsevich, presidente della commissione Difesa della Camera alta del Parlamento di Mosca, commentando l’ultimo tweet del presidente americano Donald Trump in risposta alle minacce del leader nordcoreano Kim Jong Un. “La mia opinione è che non è dignitoso che gli Stati Uniti, in quanto grande Paese, siano in competizione con la Corea del Nord sulle dimensioni dei bottoni nucleari – ha sottolineato – e inoltre questo non è un argomento che possa convincere Kim” nelle sue ambizioni nucleari. “Stiamo aspettando – ha concluso il senatore russo – che gli Stati Uniti mettano sul tavolo argomenti più forti, buon senso e responsabilità”.

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