Assemblea LeU. Per i molti e non per i pochi. Lo slogan di Jeremy Corbyn diventa la parola d’ordine di Liberi e Uguali, che avvia da oggi la campagna elettorale

Assemblea LeU. Per i molti e non per i pochi. Lo slogan di Jeremy Corbyn diventa la parola d’ordine di Liberi e Uguali, che avvia da oggi la campagna elettorale

L’assemblea nazionale di Liberi e uguali, convocata domenica 7 gennaio a Roma, ha approvato, con un solo astenuto, la relazione di Rossella Muroni con le linee programmatiche e i criteri per la definizione delle candidature alle elezioni. Lunedì e martedì saranno le assemblee regionali, aperte al contributo di tutti gli iscritti, a discutere dei programmi e a definire i primi nomi dei candidati, espressione dei territori, che saranno portati poi al vaglio di una commissione nazionale, che li giudicherà e troverà gli equilibri anche nella definizione dei posti nelle liste circoscrizionali e nei collegi uninominali alla Camera e al Senato. Si è conclusa dunque la prima fase della lista Liberi e Uguali, nata ufficialmente lo scorso 3 dicembre 2017. Ora, finalmente, si parte per la campagna elettorale, come ha rilanciato fin dall’inizio del suo intervento Rossella Muroni. “La nostra”, ha detto l’ex presidente di Legambiente e oggi coordinatrice della campagna elettorale di LeU, “sarà una campagna elettorale in velocità e con pochi mezzi. Parleremo ai giovani e lo faremo sui social certo ma soprattutto andandoli ad incontrare nelle piazze e nei luoghi che riempiono la loro vita. Lo avete visto: il nostro primo slogan lo abbiamo preso da Corbyn. Ci piaceva l’idea di collegarci ad un’esperienza che è riuscita a innestare i valori della sinistra con nuove e moderne culture: l’ecologismo, l’economia civile, i nuovi diritti. Per i molti e non per i pochi. Noi siamo la maggioranza: portiamola a votare per noi”. Rossella Muroni, coordinatrice della campagna elettorale di LeU, ha dunque illustrato le proposte programmatiche emerse in un lavoro intenso di confronto sui diversi temi. E tra questi ci sono la cultura, l’ambiente, la scuola (“Rivedere completamente l’alternanza scuola-lavoro”), il lavoro (“Abolire il Jobs act” e introdurre un contratto a tutele crescenti), la sanità, i diritti (“Un unico matrimonio, accessibile a tutti”), l’immigrazione (“Abolizione della Bossi-Fini”), il welfare. Ma anche il fisco, con la “redistribuzione della ricchezza e del sostegno ai redditi da lavoro”. “Siamo – ha affermato – per una distribuzione più equa del carico fiscale, anche attraverso una migliore progressività dell’imposta che chieda un contributo più elevato alle persone con più redditi e patrimoni (il contrario dell’imposta piatta, flat tax), per una riforma delle aliquote Irpef che vada a beneficio di chi guadagna fino a 35mila euro all’anno, e per una lotta senza tregua all’evasione fiscale a favore di chi le tassa le paga fino all’ultimo centesimo”.

Il discorso del leader di LeU Pietro Grasso: “creare lavoro è la sfida, cha abbia dignirà e garanzie”

Con puntualità quasi elvetica, poco dopo mezzogiorno ha preso la parola il presidente Pietro Grasso (al quale uno degli intervenuti all’assemblea si è rivolto chiamandolo “compagno Grasso”, rimarcando la necessità di uscire ormai dall’impaludamento anche linguisticio del galateo istituzionale). Il leader di LeU ha voluto subito chiarire che “la nostra sfida è proprio questa: creare lavoro. Un lavoro che abbia dignità e garanzie. Lotteremo per i molti, non per i pochi. Molti vivono alle soglie della povertà, molti sono costretti a rinunciare ad adeguate cure mediche, molti non possono proseguire gli studi, molti chiudono attività che mantengono decine di famiglie, molti si barcamenano tra contratti senza tutele e lavori pagati a cottimo, molti hanno paura del futuro. Lo dico senza giri di parole: noi siamo dalla loro parte, senza se e senza ma”.

Grasso: Aboliamo le tasse universitarie!

Durante il suo intervento, centrato sui temi del lavoro, dei giovani, della cultura e dell’ambiente, Grasso ha avanzato la proposta di rendere l’Università pubblica italiana gratuita (come d’altro canto accade in altri paesi europei, come ad esempio la Germania, dove nessuno si sogna di dire che “è un regalo ai ricchi”, come hanno subito detto alcuni esponenti del Pd replicando alla proposta lanciata da Grasso). “Scuola e ricerca – ha detto – sono il miglior intervento che si possa fare”. Poi ha ricordato un suo recente incontro a Pavia: “ho incontrato una ragazza che stava uscendo dall’università, quasi piangendo. Mi son fermato e ho detto cosa succedeva. Mi ha detto: non ce la faccio più, devo abbandonare gli studi, i miei non mi possono più mantenere, devo andarmi a trovare un lavoro. Sono nell’elenco degli idonei per avere l’esenzione delle tasse, ma mi rispondono: non ci sono risorse”. Vale la pena qui rammentare che secondo gli ultimi dati del Miur, su 540mila maturati alle superiori, riescono ormai iscriversi all’università ormai poco meno della metà di loro ogni anno, sui 220mila. Di questi ultimi, la gran parte non si iscrive per ragioni economiche, perché le famiglie non hanno la possibilità di sostenere un carico di costi elevati (basterebbero questi dati per sconfessare la trita e banale replica del responsabile università del Pd che rilancia la no tax area – sapendo che sono i figli dei ceti medi a rinunciare ad iscriversi). Ecco perché la proposta di Grasso è “concreta, vera, realizzabile: ci chiedono sempre i costi? Ecco i costi. Ci costa 1,6 miliardi di euro, un decimo dei 16 miliardi di euro che il nostro Paese spreca ad esempio per sgravi fiscali e sussidi indiretti ad attività dannose per l’ambiente, secondo dati ufficiali del ministero dell’Ambiente. Aboliamo le tasse universitarie!”.

Grasso: ecco i settori dove investire per creare nuovo lavoro, turismo, ecosistema, ricerca

“Le tutele – ha affermato Grasso in un altro passaggio del suo discorso – non servono a nulla se non c’è il lavoro. E allora dobbiamo investire lì dove il lavoro possiamo davvero crearlo: abbiamo una cultura millenaria, una biodiversità unica al mondo, e non siamo capaci di tradurre questi patrimoni in prospettive, in lavoro, in futuro. E allora dobbiamo cambiare passo. Il turismo ad esempio in Italia occupa 2,7 milioni di persone e vale il 10,7% del nostro Pil. Un settore che arrira i giovani e dove l’innovazione tecnologica gioca un fattore determinante. Ma tutti noi appena andiamo all’estero ci rendiamo conto di quanto di più si potrebbe fare nel nostro Paese”. Un altro settore nel cuore del leader di Leu è la green economy “che dà lavoro a 3 milioni di persone. E anche qui l’innovazione porta sviluppo, nel rispetto della nostra terra, del nostro ambiente. Pensiamo che solo a questa occupazione si potrebbe dare risalto riconvertendo ad esempio l’edilizia all’efficienza energetica, alle scuole sicure, al mondo delle rinnovabili che non dev’essere solo un affare”. E poi c’è “il mondo delle imprese culturali e creative: vale il 6% del Pil e un altro milione e mezzo di occupati. Con la cultura – sottolinea Grasso – non solo si mangia, ma si crea benessere e occupazione, valorizzando i nostri talenti, la nostra storia, le nostre tradizioni. E questo è un modo di creare lavoro generando bellezza: non è utopia ma la strada piu sicura su cui investire”.

Grasso: rimettiamo le garanzie sul lavoro eliminate dal Jobs act

Grasso ha anche dedicato una parte del suo discorso al lavoro giovanile, con la richiesta del ripristino delle garanzie eliminate dal jobs act. “Ad ogni statistica sui giovani che ancora stanno a casa coi genitori -ha detto – c’è un coro di indignazione, ma per il motivo sbagliato: non è tutta colpa loro se non possono farsi una vita autonoma, comprare una casa o avere dei figli. Troppo facile dire che non fanno sacrifici, ne fanno eccome. Le loro vite precarie rendono precario il futuro di tutti noi”. Inoltre, “La nostra battaglia, come avete sentito dalle linee programmatiche – ha annunciato il leader di Leu – sarà far tornare prevalenti i contratti a tempo indeterminato, attraverso una nuova forma di contratto a tutele crescenti che reintroduca le garanzie eliminate dal Jobs Act. Dobbiamo rendere più costoso il lavoro precario di quello stabile. Questo potrà dare il giusto equilibrio ad una nazione che vuole crescere. Solo se hai fiducia nel tuo futuro lo puoi costruire davvero”.

Laura Boldrini: “il tradimento dem verso 800mila ragazzi” per non aver votato la legge sullo ius culturae

All’assemblea dei delegati è intervenuta anche Laura Boldrini, la presidente uscente della Camera, che ha aderito alla lista e al suo progetto politico. Per Boldrini, “questa legislatura si è conclusa con un grande tradimento: il tramonto della legge sulla cittadinanza. Sono stati traditi 800mila ragazzi e ragazze che ci avevano creduto perché glielo avevano promesso, ragazzi che sono italiani a tutti gli effetti”. Laura Boldrini ha poi stigmatizzato il comportamento dei dem: “ha vinto una sconcertante subalternità politica: inseguire la destra sul proprio terreno vuol dire rafforzarla, è stata una decisione miope”. Inoltre, riferendosi al futuro progetto di Liberi e Uguali, Boldrini ha precisato che “il programma è identità, non una serie di promesse campate in aria. Ce ne sono tante di promesse che è difficile anche ricordarsele tutte. Ma i cittadini non sono sprovveduti e sono in grado di distinguere chi dice la qualunque e chi invece cerca voti per realizzare qualcosa di concreto, costruire il Paese e la visione che si ha in mente”. Per questa ragione, “mantenere gli impegni – ha proseguito – è fare ciò che si promette, è il secondo punto. Il Paese ha bisogno di fare le cose giuste. Siamo tutti bravi a fare una riforma al mese – ha concluso – ma poi va messa in atto per essere credibili”. Infine, l’orizzonte politico: “Al Paese non manca un’area progressista, ma chi la rappresenta e chi l’ha rappresentata. Vogliamo riempire il vuoto. Vogliamo restituire speranza e fiducia a tutte le persone deluse da una sinistra che ha smesso di essere sinistra, si è persa per strada”. Per questa ragione, ha concluso, “noi abbiamo molto da fare nei posti di lavoro, nelle periferie, non nei palazzi o nei quartieri agiati. Combattere le diseguaglianze vuol dire volere una società democratica, andiamo avanti. Mettiamocela tutta, noi possiamo e dobbiamo farcela per il Paese. Buon viaggio”.

Enrico Rossi: “costruire un grande partito di sinistra che si ispira agli ideali del socialismo”

Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, uno dei fondatori di Articolo 1-Mdp, ha voluto rilanciare il valore dell’orizzonte politico: “il nostro compito è quello di costruire un grande partito della sinistra a servizio del paese. Vorrei che fosse un partito che si ispira agli ideali del socialismo. Non per pensare a esperienze fatte ma ad un’idea a cui noi, che poniamo la questione sociale in questo secolo nuovo, ci riferiamo come idea motivante. Un socialismo che è un umanesimo e che si coniuga con la democrazia economica e rimuove gli ostacoli che “impediscono la piena liberazione e realizzazione della persona come ci ha ricordato Piero Grasso”. Secondo il presidente della Regione Toscana, in questi anni “c’è stata la più grande operazione di trasferimento di rapporti di potere di forza e di ricchezza dal mondo del lavoro al capitale. E noi nasciamo per riequilibrare questa operazione”. Nel corso del suo intervento il presidente della Regione Toscana ha ribadito che “Liberi e Uguali è la vera novità del panorama politico italiano” e che è una proposta alternativa “di fronte a partiti e dirigenti che hanno tutti quanti fallito. Da Berlusconi, a Renzi al Movimento 5 Stelle che non sa amministrare le nostre città”. Rivolgendosi al Partito Democratico Rossi ha affermato: “Con il Pd siamo davvero in competizione. Vorrei chiedere ad un elettore del Pd e a tanti compagni: ma avete visto che dice Berlusconi? Cosa rispondete voi? Siete disposti a riallearvi con Berlusconi un’altra volta? Non abbiamo sentito parole chiare da parte vostra”. Rispetto al Movimento 5 Stelle, invece, Rossi sottolinea: “Di Maio mi pare uno Zelig che ogni volta che si avvicina a qualcuno come un camaleonte cambia pelle e assume le idee e gli obiettivi di chi ha davanti. E vorrei porre una pregiudiziale costituzionale. Cari amici del Movimento 5 Stelle, i deputati non sono portavoce e qui c’è un discrimine democratico che differenzia le forze democratiche dalle forze che hanno una curvatura di carattere autoritario”.

Nicola Fratoianni chiarisce il senso dell’università gratuita e dice no ad alleanze con Zingaretti nel Lazio

Dinanzi all’irrompere di note e comunicati stampa da parte di esponenti del Pd e del centrodestra, che hanno bocciato l’università gratuita per tutti, giudicandola un “regalo ai ricchi” (detto da forze che hanno regalato decine di miliardi agli imprenditori e distrutto il sistema universalistico del welfare pare un paradosso ridicolo), il leader di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, ha dovuto fare qualche specificazione pubblica. La proposta lanciata da Pietro Grasso sull’abolizione delle tasse universitarie per tutti “non c’entra niente con la progressività. Bisogna ricordare che per garantire che l’università sia un diritto per tutti e tutte in un paese che non investe più sulla formazione, è necessario che tutti possano accedervi e tutti paghino l’università in modo progressivo, non semplicemente quando la si usa”.  Nicola Fratoianni, a margine dell’assemblea nazionale di Liberi e Uguali, aggiunge: “Questa è una proposta che prova a rimettersi in connessione con una parte di popolo, quello che in questi anni ha smesso di studiare perché non se lo può permettere”. Quanto alle alleanze di Liberi e Uguali in vista delle elezioni regionali nel Lazio, Fratoianni è stato esplicito: “Alleanza con il Pd nel Lazio? Il nostro giudizio sull’esperienza di Zingaretti non è positivo, oggi non vedo proprio le condizioni per un’alleanza. Penso sia necessario avere un profilo chiaro e alternativo: ci confrontiamo ma non c’è alcuna decisione presa”.

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