Il presidente Pietro Grasso presenta in televisione, a “Che tempo che fa”, il simbolo di Liberi e Uguali. Oltre 4 milioni gli spettatori

Il presidente Pietro Grasso presenta in televisione, a “Che tempo che fa”, il simbolo di Liberi e Uguali. Oltre 4 milioni gli spettatori

Quattro milioni di spettatori e il 14,6% di share in prime time su RaiUno per ‘Che tempo che fa’ di Fabio Fazio, che ieri ha ospitato il presidente del Senato Pietro Grasso, che ha anche presentato il simbolo di Liberi e Uguali.

Nel corso dell’intervista con Fabio Fazio, il presidente Grasso ha voluto affermare alcune delle ragioni che lo hanno indotto a decidere sulla leadership della lista Liberi e Uguali. E’ stato il voto di fiducia al Senato, quando “si è votato senza neanche discutere la legge elettorale” ad innescare in Pietro Grasso la decisione di scendere apertamente in campo. “Ha provocato in me una reazione e convinto di non poter restare, e fatto il primo atto politico”. Grasso nel corso di ‘Che tempo che fa’, ha sottolineato che “ho sempre avuto un ruolo istituzionale, solo che è successo qualcosa, nel senso che ho dato le dimissioni dal gruppo Pd dopo aver visto cambiare il ruolo della politica di questo partito su lavoro, sanità, scuola” e poi per l’appunto “l’ultimo momento della legge elettorale”, quel voto di fiducia. Da lì “si è innescato un meccanismo particolare, perché in diversi sono venuti a parlare con me e dato possibilità di soluzioni al mio futuro politico”.

Grasso ha spiegato che “Civati, Speranza, Fratoianni mi hanno prospettato l’idea di riunione di alcune forze di sinistra. Hanno fatto centinaia di assemblee sul territorio, hanno votato in 42 mila, e sono tornati da me rinforzando il gradimento e alla fine ho pensato, dopo questo periodo di ascolto e riflessione, a tanta gente che è nel disagio sociale, quello che vivono le persone che dormono sotto i portici delle chiese, a quel lavoratore che è precario e sta per essere licenziato, ed ho compreso che quei ragazzi volevano rifare la sinistra. Ma si tratta di rifare il Paese, dove 18 milioni di persone a rischio povertà è un problema del Paese e non di destra, di centro o di sinistra”. Grasso ha aggiunto “mi sono trovato dinanzi ad un scelta identica a quella fatta in occasione del maxiprocesso alla mafia: una scelta di vita. Potevo fare il nonno ed ho pensato però a tutti i nipoti della generazione del mio di undici anni. Il nostro programma politico sono le persone”.

E contemporaneamente si è acceso il primo scontro dialettico con il segretario dem, Matteo Renzi, di cui prevede “forse un futuro poco roseo”. Pensa che sarà D’Alema a guidare Leu?, ha chiesto Fazio. “E’ una vita che guido giudici e processi. Posso guidare un partito. E ve ne accorgerete”. Nello studio di Fabio Fazio presenta il simbolo di LeU, un cerchio color amaranto, con il suo nome e quello del partito. “Per i romani era il colore della protezione”, spiega. Quindi decritta la E, a forma di foglioline, che a suo dire indica “il valore delle donne nel movimento”, auspicando che presto la presidente della Camera, Laura Boldrini, sarà con lui. “Non volevo che ci fosse il mio nome nel simbolo, ma mi hanno detto – quasi si giustifica – che è come il braccialetto che si mette al polso dei neonati, e noi siamo appena nati…”.

Il leader di Liberi e Uguali ha sottolineato che “c’è un mondo fatto di individualità, che non è ascoltato. Le vecchie categorie destra, centro, sinistra sono superate”. Ha quindi riferito che oggi si è costituito il primo comitato per Grasso e “si registra entusiasmo nel Paese”, e, infine, ha rivolto un saluto a tutti gli italiani all’estero, penalizzati – in fatto di possiblità di candidarsi – proprio da una norma della nuova legge elettorale.

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