Il pollo dell’Istat

Il pollo dell’Istat

Secondo gli ultimi dati Istat, nel 2016 c’è stata “una significativa e diffusa crescita del reddito disponibile e del potere d’acquisto delle famiglie (riferito al 2015), ma anche un aumento della disuguaglianza economica e del rischio di povertà o esclusione sociale”. Quasi uno su tre, il 30%, delle persone residenti in Italia, è a rischio di povertà. Un peggioramento rispetto all’anno precedente quando tale quota era pari al 28,7%. Per l’istituto “aumentano sia l’incidenza di individui a rischio di povertà (20,6%, dal 19,9%) sia la quota di quanti vivono in famiglie gravemente deprivate (12,1% da 11,5%), così come quella delle persone che vivono in famiglie a bassa intensità lavorativa (12,8%, da 11,7%)”. Secondo l’Istat, nel 2016 erano 18,136 milioni le persone a rischio povertà o esclusione sociale.

Come si spiegano un aumento complessivo del reddito e il contemporaneo aumento della povertà?

L’arcano l’ha rivelato bene non un economista ma un poeta: Trilussa.

La Statistica

Sai ched’è la statistica? È ’na cosa
che serve pe’ fa’ un conto in generale
de la gente che nasce, che sta male,
che more, che va in carcere e che sposa.
Ma pe’ me la statistica curiosa
è dove c’entra la percentuale,
pe’ via che, lì, la media è sempre eguale
puro co’ la persona bisognosa.
Me spiego: da li conti che se fanno
secondo le statistiche d’adesso
risurta che te tocca un pollo all’anno:
e, se nun entra ne le spese tue,
t’entra ne la statistica lo stesso
perché c’è un antro che ne magna due.

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