Gentiloni come Renzi: Boschi non si tocca. Basta con i “bisticci” fra banche. Esplode a scoppio ritardato la crisi del credito. Un sistema melmoso, complici silenzi. Epicentro ad Arezzo. La maledizione di Gelli. Governo e potere

Gentiloni come Renzi: Boschi non si tocca. Basta con i “bisticci” fra banche. Esplode a scoppio ritardato la crisi del credito. Un sistema melmoso, complici  silenzi. Epicentro ad Arezzo. La maledizione di Gelli. Governo e potere

Parla Gentiloni al termine dei lavori del Consiglio europeo che si è svolto a Bruxelles. Ancora una volta il nostro presidente del Consiglio deve far buon viso a cattiva sorte e torna a casa a mani vuote per quanto riguarda i migranti, i rapporti con la Libia, la revisione degli accordi di Dublino, la ricollocazione e la redistribuzione dei profughi. Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia, il gruppo di Visegrad, fanno orecchie da mercante, vedetevela  voi italiani. Gentiloni incassa e passa  a rispondere alle domande dei giornalisti molto interessati alla “vicenda” banche, al ruolo svolto dalla  ex ministra Boschi, ora sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio, insediamento voluto da Renzi ed accettato da Gentiloni, sulla richiesta di dimissioni arrivata dalle opposizioni. Il presidente del Consiglio non si è discostato di un millimetro dalla difesa  della Boschi subito messa in atto da Renzi Matteo. Anzi è andato più in là con una dichiarazione in cui auspica che “le prossime settimane non siano dominate da bisticci sulle banche”. Ancora: “Non sono il giudice del valore aggiunto o non aggiunto, penso che Maria Elena abbia chiarito tutto quello che c’era da chiarire, quindi sarà candidata del Pd e mi auguro che abbia successo”.

Storie di banche storiche, insediate in territori importanti

C’è da restar basiti che il presidente del Consiglio consideri la crisi che sta vivendo il nostro sistema del credito un “bisticcio”. Siamo solo all’inizio e si sta scoprendo un terreno paludoso, melmoso. Si dirà: ma si tratta di piccole banche. Non è cosi, si tratta di banche storiche, insediate in territori importanti che hanno messo sul lastrico centinaia di migliaia di cittadini, i risparmi di una vita. Mentre se la sono goduta e continuano a godersela personaggi come Zonin e  Zamparini i il proprietario del Palermo Calcio, tanti big del mondo dell’edilizia ai quali le banche hanno dato credito illimitato e se ne guardano bene dal restituire il mal tolto. Nella vicenda che vede in primo piano Banca Etruria, Banca Marche, Carichieti, Carife, la Popolare di Vicenza, sono coinvolte, chiamate in causa, perlomeno, Consob, Banca Italia. Quest’ultima in particolare contro la quale si  è scatenato Renzi Matteo cercando di impedire la conferma di Visco, dando il via ad una pericolosa guerra contro le banche, senza distinguere il grano dal loglio. Una guerra che si combatte fra l’altro proprio a partire da un territorio, quello di Arezzo, terra di conquista e di potere da parte di Gelli, della massoneria la cui storia si è intrecciata con la banca Etruria di cui è stato vicepresidente il padre di Maria Elena Boschi.

Macerie politiche nel Palazzo. Il danno potrebbe essere enorme

Scrive Massimo Giannini su Repubblica: “Abbiamo una sola fortuna, nel  grande falò delle verità acceso dalla Santa Inquisizione bancaria siamo ormai alla fine della legislatura e il rogo sul quale bruciare guardia e ladri, governanti  e governatori produce solo macerie politiche nel Palazzo”. “Se i lavori della Commissione d’inchiesta sul credito fossero iniziati davvero due anni fa – prosegue Giannini – il danno sarebbe stato enorme”. E Gentiloni parla di “bisticci fra le banche”. È in questo quadro melmoso che si colloca la “vicenda Boschi”. Si scopre che più volte ha incontrato il presidente uscente di Consob ma lo stesso Vegas presidente in scadenza conferma gli incontri ma dice che la Boschi non ha “fatto pressioni”. Afferma di averle detto che le “preoccupazioni” per Banca Etruria non facevano parte dei compiti della Consob. Boschi, avvocato , specializzato in queste materie non lo sapeva? E se lo sapeva perché si è rivolta a Vegas? Il quale, addirittura, l’avrebbe  anche invitata casa sua. La ex ministra insiste su questo particolare, non si sa perché, vuol farci capire, senza dire che poteva trattarsi di un invito, diciamo,equivoco. E perché ci insiste particolarmente? Così come non chiarisce, visto che Vegas le aveva detto che i problemi di cui le aveva parlato non erano di sua competenza, perché ha continuato ad incontrarlo.

Consoli, ex Veneto banca racconta il “vertice” a casa Boschi

Così come non chiarisce, anzi la Boschi non ne aveva mai parlato, perché proprio nella casa di famiglia si svolse un vertice, lo ha detto alla Commissione d’inchiesta l’ex ad di Veneto Banca, Vincenzo Consoli, dei dirigenti di Banca Etruria, vicepresidente il papà di Maria Elena. Era la Pasqua del 2014. Consoli ha spiegato che l’incontro “avvenne perché sapemmo che Etruria aveva ricevuto da Bankitalia una lettera simile alla nostra” nella quale si chiedeva l’aggregazione con un partner “di elevato standing”. E nella lettera veniva indicata proprio Banca Popolare di Vicenza. Sempre Consoli dice che all’incontro era presente Boschi. “Rimase un quarto d’ora – afferma – e non proferì parola. Poi si alzò e andò via”. In questo incontro fa scena muta mentre in quello con Vegas non fa “pressioni”. Coincidenze singolari. Ma perché quell’incontro? Sempre Consoli racconta che il presidente di Veneto Banca Flavio Trinca, conosceva l’allora presidente di Etruria Giuseppe Fornasari “perché avevano militato nello stesso partito (la Dc, ndr)” e, racconta, “mi disse andiamo ad Arezzo a cercare di capire, può darsi che ci sia anche il ministro Boschi, non ne siamo certi”.

Al vertice a casa di Pierluigi c’era anche la ministra, ma rimase muta

“Una volta ad Arezzo, il presidente ci portò a casa di Pier Luigi Boschi (vicepresidente dell’istituto) e a un certo punto arrivò anche il ministro Boschi la quale ci salutò, stette con noi un quarto d’ora nel quale non proferì parole dopo di che si alzò e se ne andò”. “Credo – aggiunge Consoli – che fosse la Pasqua del 2014″. È sperabile che abbia perlomeno salutato gli ospiti del padre. Sempre Consoli riferisce di aver ricevuto una telefonata da Pierluigi Boschi il quale “mi disse – afferma – di aver parlato con qualcuno della vigilanza romana di Banca d’Italia” in merito alla possibile fusione con Vicenza. Veniamo alla conclusione. Boschi ha pienamente ragione quando afferma sostenuta da Renzi e Gentiloni, fatti della stessa pasta, che non c’è motivo che possa indurla a dimettersi.

Io so io, voi non siete un c… diceva il Marchese del Grillo

È questa la logica del potere di cui l’attuale segretario del Pd ha fatto pieno uso durante e dopo i suoi mille giorni da presidente del Consiglio. Il potere  di governo non come esercizio democratico, nell’interesse del popolo, ma come comando cui tutti devono obbedire. I cittadini sono sudditi. Camera e  Senato procedono a voti di fiducia, guai a chi sgarra. I funzionari, coloro che costituiscono l’ossatura dello Stato, chi occupa posizioni rilevanti in Enti pubblici e privati a partire dalle banche, da chi dovrebbe controllare la regolarità del sistema, tutti agli ordini del governo, dei ministri dei “cerchi magici” che  emanano dal presidente, meglio dal capo. “Io so io voi non siete un c…” diceva il Marchese del Grillo.

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