Un altro scandalo di questo governo denunciato da Flc Cgil, Cisl, Uil Rua e Fgu: mancano risorse per i conservatori musicali e le accademie storiche di belle arti. Ora, a rischio chiusura. Un enorme danno per la cultura italiana

Un altro scandalo di questo governo denunciato da Flc Cgil, Cisl, Uil Rua e Fgu: mancano risorse per i conservatori musicali e le accademie storiche di belle arti. Ora, a rischio chiusura. Un enorme danno per la cultura italiana

“La nostra mobilitazione non si fermerà qui e saranno adottate tutte le forme di lotta per uscire da questo stato di stagnazione che dura da troppi anni”. Lo annunciano i sindacati di settore dopo aver appreso da indiscrezioni che le risorse previste nella legge di bilancio per il settore dell’alta formazione artistica e musicale verrebbero dirottate altrove. Lo scorso 7 novembre Flc Cgil, Cisl Università, Uil Scuola Rua e Fgu (dipartimento Afam Unams) hanno proclamato lo stato di agitazione per i lavoratori del settore perché nella Legge di bilancio l’Afam, “uno dei fiori all’occhiello del nostro Paese, risulta del tutto ignorata”.

Avrebbe dovuto prevedere, come più volte annunciato nei giorni scorsi, le risorse atte alla statizzazione degli ex Istituti musicali pareggiati e le Accademie di belle arti storiche e la definizione dei processi di stabilizzazione dei precari. “Da indiscrezioni delle ultime ore è emerso che tali finanziamenti potrebbero essere dirottati verso altri interventi. Senza la statizzazione – denunciano i sindacati – quasi tutti questi istituti rischiano di chiudere, con perdita importante di posti di lavoro e di prestigio della nostra formazione a livello internazionale”.

“Tutto questo è scandaloso” hanno affermato oggi in una conferenza stampa unitaria. Hanno quindi richiamato Governo e Parlamento “all’esercizio delle proprie responsabilità” mettendo in evidenza le “drammatiche conseguenze che scaturirebbero dalla mancata approvazione delle norme: sulla statizzazione degli Istituti Superiori di Studi Musicali non statali, che porterebbe di fatto alla chiusura di 18 istituti musicali, dislocati su tutto il territorio nazionale, con conseguenti ripercussioni dal punto di vista occupazionale e soprattutto dell’impoverimento dei territori di altrettanti presidi culturali oltre che formativi, visto che i suddetti istituti assicurano anche una ampia attività di produzione musicale rivolta al pubblico; sulla stabilizzazione dei precari, va disposta l’immediata e non più procrastinabile attivazione delle procedure di stabilizzazione per il precariato storico per consentire il reclutamento a tempo indeterminato di circa 1200 docenti e 170 tecnici amministrativi, partendo da un’eventuale trasformazione delle graduatorie esistenti in Gae”.

“A più di due settimane dalla proclamazione dello stato di agitazione non abbiamo ricevuto la prevista convocazione per il raffreddamento delle procedure che, per legge, deve avvenire dopo un massimo di 5 giorni. Si fa presto a lodare la nostra Alta Formazione nei discorsi pubblici e dimenticarsene, nei fatti, quando è in atto una vera e propria emergenza. Il Ministero – chiedono – convochi immediatamente le organizzazioni sindacali e si preveda nel Disegno di Legge in discussione un investimento serio e mirato per i lavoratori dell’Afam”.

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