Speranza, Fratoianni e Civati in una lettera danno appuntamento al 2 dicembre a Roma. Pisapia dovrà scegliere da che parte stare. E i grillini scelgono Confindustria sull’art.18

Speranza, Fratoianni e Civati in una lettera danno appuntamento al 2 dicembre a Roma. Pisapia dovrà scegliere da che parte stare. E i grillini scelgono Confindustria sull’art.18

A sinistra, gli appuntamenti decisivi sembrano due. Il primo è quello del 2 dicembre lanciato da Fratoianni, Speranza e Civati, i tre leader che hanno siglato insieme a Falcone e Montanari il documento unitario per dare avvio alla fase di costruzione del soggetto politico, tanto atteso e preteso da centinaia di migliaia di italiani. “Care italiane e cari italiani, vi diamo appuntamento sabato 2 dicembre a Roma per una grande assemblea popolare insieme ai delegati e alle delegate che verranno eletti/e democraticamente i prossimi 25 e 26 di novembre.Vogliamo costruire una nuova proposta politica capace di fronteggiare le emergenze del nostro tempo, contrastare le disuguaglianze e lo sfruttamento, restituire centralità e dignità al lavoro, dare attenzione ai molti che faticano e non ai pochi che contano”. Questo l’incipit della lettera di convocazione. Si tratta, è scritto nella lettera, di “una proposta chiara e credibile nelle scelte di campo, radicale e di governo, coerente nei programmi e innovativa nel metodo, nella forma e nei profili che dovranno rappresentarla, rigorosamente costituzionale nelle intenzioni e nelle finalità. Vogliamo costruire una comunità di donne e di uomini, rispettosa delle persone e delle Istituzioni, che non si affidi a slogan, inganni e scorciatoie ma a soluzioni utili, lungimiranti e sostenibili per un cambiamento concreto”. Insomma, “un progetto che ricostruisca la trama di un patto democratico e di solidarietà in grado di non lasciare indietro nessuno, perché tutte e tutti hanno diritto a un futuro – concludono Civati, Fratoianni e Speranza – Un progetto in grado di guardare all’Europa e al mondo, capace di valorizzare la partecipazione e le proposte che si affacciano nella società e sulla scena politica. Il 2 dicembre daremo vita a qualcosa che ancora non c’è e di cui l’Italia ha davvero bisogno. Vi aspettiamo”. Quel qualcosa che non c’è, e che speriamo nasca e viva e lotti insieme a noi è quel partito della sinistra unitaria, che anche dopo le elezioni di marzo 2018, qualunque sia il risultato, creda nel conflitto sociale, si riconosca nei soggetti più deboli della società, “nelle vite di scarto”, e riprenda il cammino verso il ritorno di tanti elettori e tante elettrici a sinistra.

Giuliano Pisapia e Campo Progressista domenica a Roma con Diversa, l’iniziativa con la quale, forse, si assumerà una decisione e una scelta di campo, dopo il documento delle forze di sinistra e l’indizione della manifestazione del 2 dicembre

Intanto, domenica Giuliano Pisapia riunisce a Roma Campo progressista in una iniziativa che servirà, o dovrebbe farlo, a presentare una serie di idee programmatiche, a dialogare con chi ha già manifestato una affinità politica e a lanciare l’ultimo appello per una alleanza di tutto il centrosinistra. Se anche quest’appello cadrà nel vuoto, resterà solo l’opzione di una lista autonoma. Ma per domenica Cp non intende pensare già al piano B e mette in campo un dialogo con diverse anime dei progressisti per un programma e un obiettivo comune: non lasciare il Paese a destre e populismi. Insomma Campo progressista non demorde: di fronte alla avanzata della destra serve un centrosinistra che segni discontinuità con le politiche portate avanti fino ad ora. Prende atto che Renzi non sta seguendo questa strada e dice no a ridotte minoritarie. E dunque, come abbiamo visto, mentre Mdp, Sinistra Italiana e Possibile danno appuntamento al 2 dicembre per dar vita a una assemblea unitaria, base della futura lista, Campo Progressista presenta le sue idee programmatiche e il titolo della kermesse sarà Diversa. Cp vuole proporre una Italia diversa, con proposte di governo attente al lavoro, alla lotta alle diseguaglianze, alla cultura e alla società. Per questa legislatura chiede come passaggio imprescindibile il varo di ius soli e biotestamento. Poi avanza proposte di governo per il Paese per la prossima legislatura. All’Auditorium Antonianum “ci sarà una coalizione di persone”, spiegano: oltre a Pisapia interverranno: Laura Boldrini, Gianni Cuperlo e Cesare Damiano dal Pd, Monica Frassoni, presidente dei Verdi Europei, Riccardo Magi, segretario di Radicali italiani, Luigi Manconi, Rossella Muroni, presidente di Legambiente, Giulio Santagata già ministro del governo Prodi, Roberto Speranza, Bruno Tabacci.

La polemica tra Sinistra Italiana e Cinquestelle sulla reintroduzione dell’articolo 18

Intanto si acutizza la polemica tra Sinistra Italiana e i grillini, in vista del dibattito alla Camera sulla proposta di reintroduzione dell’articolo 18, inopinatamente cancellato dalla maggioranza di governo. Il capogruppo alla Camera di Sinistra Italiana, Giulio Marcon scrive su twitter: “Grillo e il M5S annunciando ieri il voto contrario alla proposta di Sinistra italiana, Possibile e Mdp per la reintroduzione dell’articolo 18 dimostrano nei fatti di stare dalla parte della Confindustria e non dalla parte dei lavoratori. ‘Ce ne dispiace -conclude- noi continueremo a difendere i diritti di chi è ingiustamente licenziato, non di chi vuole licenziare”. In effetti, sul blog di Beppe Grillo era comparso un commento durissimo, ingiusto e ingeneroso nei confronti di Mdp e Sinistra, a tal punto che Nicola Fratoianni era sbottato in un commento del tipo: “utili idioti, sono in buona compagnia: sui diritti dei lavoratori hanno la stessa posizione di Renzi e Berlusconi. Di fatto, propongono la stessa idea di società liberista, basata sul mito del più forte”. Sul blog di Grillo, qualcuno aveva scritto che Fornero, Renzi, Pd, Mdp, Sinistra per il M5S sono “nomi diversi per lo stesso gruppo che ha sfilacciato il campo dei diritti dei lavoratori”, nonostante se ne facciano i portabandiera. Sarebbe interessante sapere cosa ne pensino i lavoratori dipendenti di questa posizione, tutta demagogica, dei grillini.

La manifestazione di Eurostop a Roma

 C’è infine da registrare la manifestazione romana Eurostop di sabato pomeriggio. “In questi due giorni di lotta, oggi e lo sciopero di ieri, abbiamo dimostrato che c’è un mondo del lavoro e un popolo che non è rappresentato né dai sindacati confederali né da quella che ufficialmente si chiama sinistra. C’è lotta e si farà sentire sempre di più”, ha detto l’ex sindacalista della CGIL Giorgio Cremaschi durante la manifestazione promossa da Unione Sindacale di Base (Usb) e altri movimenti e organizzazioni politiche. Cremaschi ha poi aggiunto “Chiediamo immediatamente l’abolizione di quelle che definiamo le 4 leggi canaglia ovvero legge Fornero, Jobs act, buona scuola e decreto Minniti”.

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