Rosatellum. Mattarella, in gran fretta, firma proprio alla vigilia del voto in Sicilia. Besostri, avvocati Antitalikum: era opportuno rinviarla alle Camere. Terza legge incostituzionale, non c’è limite alla indecenza. Pronti i ricorsi alla Consulta

Rosatellum. Mattarella, in gran fretta, firma proprio alla vigilia del voto in Sicilia. Besostri, avvocati Antitalikum: era opportuno rinviarla alle Camere. Terza legge incostituzionale, non c’è limite alla indecenza. Pronti i ricorsi  alla Consulta

Sarà  un caso, ma  il presidente della Repubblica ha firmato la legge elettorale, il famigerato Rosatellum, proprio alla vigilia del voto in Sicilia, un appuntamento che Renzi Matteo teme  molto. Addirittura, per non essere coinvolto in prima persona nella campagna elettorale a sostegno del candidato Micari, il candidato suo e di Alfano, se ne è andato negli States a trovare Obama. Dicono i soliti  ambienti bene informati, o meglio suggeriscono agli scriba amici, che  il segretario del Pd ha smosso mari e monti perché quanto prima il Rosatellum venisse pubblicato sulla Gazzetta ufficiale e si chiudesse una polemica, non “gradita” al Pd, vedi in particolare il ricorso alla Corte costituzionale da parte dei Cinque stelle, le critiche di Articolo 1-Mdp, Sinistra italiana, i ricorsi che, di sicuro, verranno presentati alla Consulta come hanno annunciato giuristi, costituzionalisti già protagonisti della battaglia, vinta, contro Porcellum e Italicum..La speranza del segretario del Pd è che si vada al voto con questa legge, venga eletto il Parlamento poi si vedrà. Del resto, dicono i renziani incalliti, anche questo Parlamento è figlio di una legge dichiarata parzialmente incostituzionale. Ma già sono pronti i ricorsi alla Corte, sono in programma iniziative, dibattiti. Pressoché immediato l’intervento dell’avvocato Felice  Besostri, amministrativista, docente di Diritto pubblico comparato ed ex senatore dei Ds, socialista. Protagonista con un gruppo di avvocati dei ricorsi contro le leggi elettorali adottate per il Parlamento europeo e le regioni Lombardia, Campania, Umbria, Sardegna e Puglia. In prima fila nei ricorsi vinti contro il Porcellum e l’Italicum.

Le Camere avrebbero potuto apportare le modifiche necessarie

Fino a ieri aveva sperato, come ci aveva detto in una conversazione, che Mattarella prendesse tempo. Aggiungendo comunque,  “ma non lo scrivere ancora” che in caso contrario il gruppo di avvocati e giuristi era pronto a far scattare i ricorsi. La speranza di non dover continuare a fare il “mestiere” di chi organizza e presenta ricorsi, “una vita  più tranquilla, gli studi giuridici, la Costituzione” è rimasta una speranza. Lo dice con rammarico, parla di “terza legge incostituzionale”, annuncia che “gli avvocati sono pronti con ricorsi contro la legge Rosato, come è stato  per l’Italicum!”.

Si rivolge al Capo dello Stato che, dice “avrebbe potuto utilizzare, come prevede l’art. 73 della Costituzione, i 30 giorni a sua disposizione per promulgare una legge su cui era necessario riflettere molto”. Aggiunge: “Sarebbe stato opportuno rinviarla con un messaggio motivato alle Camere, come prevede l’art. 74 della Costituzione, ciò avrebbe consentito alle Camere nell’interesse della costituzionalità della legge di prevedere almeno il voto disgiunto e lo scorporo degli eletti nel maggioritario uninominale dal proporzionale. Già il fatto di essere stata approvata col voto di fiducia avrebbe dovuto spingere Mattarella a non firmarla”.

Sacrificata la rappresentanza senza neanche assicurare la stabilità di governo

Poi l’annuncio che  gli avvocati Antitalikum intendono promuovere ricorsi anche questa volta per l’accertamento del diritto del popolo italiano di votare in conformità alla Costituzione. “È stata sacrificata la rappresentanza – afferma – senza neanche assicurare la stabilità di governo”. Fa presente che “accanto ai ricorsi già radicati sulla procedura di approvazione della legge Rosato, di cui alcuni già fissati il prossimo 12 dicembre dinanzi alla Consulta per l’ammissibilità, gli avvocati Antitalikum prepareranno sul modello della iniziativa che ha avuto successo contro l’Italikum un ricorso per la maggioranza dei distretti di Corte d’appello da presentare a cominciare dalla prima settimana successiva alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge”. Besostri nel commento a caldo entra nel merito dei contenuti  del Rosatellum. Richiama la sentenza n. 1 del 2014, ovvero quella relativa al Porcellum, e la sentenza della Corte del Tribunale Costituzionale federale tedesco del 2012 sui cosiddetti mandati aggiuntivi – citata quasi per esteso come motivazione nella sentenza sul Porcellum –  e afferma come esse “dimostrino la incostituzionalità della terza legge elettorale”. “La sentenza -prosegue Besostri – riporta che quando il legislatore sceglie un sistema proporzionale, anche soltanto in parte, [è il caso del Rosatellum] si crea un’aspettativa nell’elettore di un rapporto tra i voti in entrata e i loro effetti in uscita: la nuova legge tradisce questa aspettativa per l’effetto distorsivo che ricade sulla parte proporzionale del voto che il cittadino dà al candidato uninominale, e per l’assenza di un voto personale – e non a pacchetto come prevede la legge – per i candidati maggioritari e proporzionali bloccati”.

La Costituzione brutalmente messa sotto i piedi

Infine il commento di Besostri sulla parte proporzionale della legge elettorale. “Le liste corte previste dalla legge Rosato, consentono di conoscere i candidati – afferma – ma in assenza di voto disgiunto dal voto uninominale gli elettori saranno costretti a votare tanto i candidati apprezzabili quanto quelli disprezzabili, o che non conoscono”. Questo  “accade – conclude – anche per la mancanza di preferenze per la lista proporzionale, che aggrava il voto obbligatoriamente congiunto tra candidati uninominali e candidati della parte proporzionale”. Concludiamo noi con una domanda. Come è possibile che la Costituzione venga messa così brutalmente sotto i piedi? Proprio in una intervista rilasciata al blog della Fondazione Nenni – ci risponde – “ho richiamato l’articolo 54 della Costituzione, quello che dice: ‘Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi. I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge’. Ebbene tutto nasce dalla violazione di questo articolo. Non c’è limite alla indecenza -.conclude – in nessun altro Paese d’Europa sarebbe consentita una cosa del genere. L’aspetto fondamentale è la violazione dell’art.48 della Costituzione che stabilisce che il voto debba essere segreto, libero, uguale e personale. Se tali caratteristiche del voto erano già negate con l’Italicum, ora lo sono negate in maniera persino maggiore”.  Besostri entra nel merito della “ragione di incostituzionalità” del Rosatellum 2. Riguarda la impossibilità di esprimere la preferenza. “I cittadini, in base alla nostra Carta, hanno il diritto di scegliere i loro rappresentanti. Ma – dice – non sarà così: due terzi dei parlamentari, deputati e senatori, saranno nominati da capipartito con liste bloccate. Inoltre, un’altra cosa grave: nel sistema misto, stabilito dal governo, non scorporano gli eletti con i voti presi all’uninominale. In poche parole, i consensi all’uninominale vanno ad incrementare, alterandola, la quota proporzionale”.

Il premio di maggioranza c’è ma non si vede. La truffa c’è e si vede

“Siamo ad una truffa –  esclama  Besostri – il premio di maggioranza c’è ma è nascosto. Il partito che ottiene la maggioranza relativa nei collegi uninominali, otterrà un premio nella parte proporzionale. A differenza dell’Italicum non è quantificabile, però esiste eccome”. Così come nella dichiarazione rilasciata alla Fondazione Nenni   ci fa  un esempio. In base ai sondaggi, il M5S è dato al 25% al proporzionale mentre nel complesso, in Parlamento, dovrebbe avere il 20% degli eletti perdendo così quel 5% di differenza che andrà al partito che otterrà più voti nella parte uninominale. Insomma – ci dice – “ è un  premio di maggioranza che esce dal cappello del prestigiatore”. Il trucco c’è e si vede. Verrebbe da dire che, in questo caso, il prestigiatore ci fa venire a mente quei poveracci che con i camioncini sgangherati andavano per mercati nelle periferie del mondo per vendere i loro prodotti e, sulla pubblica piazza, si esibivano in giochi di prestigio, magie, e ben presto scoperti, quando andava bene, venivano presi a fischi e per evitare il peggio fuggivano a gambe levate.

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