Roma è capitale anche nella povertà. Drammatici i numeri della Caritas diocesana. L’appello di papa Francesco

Roma è capitale anche nella povertà. Drammatici i numeri della Caritas diocesana. L’appello di papa Francesco
La povertà a Roma cresce e investe persone che fino a qualche anno fa erano assolutamente fuori da ogni logica di disagio e soprattutto di povertà: ceto medio, diplomati, gente che ha visto la vita cambiare improvvisamente e che ora si trova in coda per la mensa o per un pacco alimentare. Quasi la metà dei “nuovi poveri” sono italiani. A disegnare lo scenario delle difficoltà a Roma è la Caritas diocesana nel Rapporto presentato alla università Lateranense con il Vicario di Roma, mons. Angelo De Donatis. “Non lasciamoli soli” è l’invito del papa contenuto nel programma affidato alla ‘sua’ diocesi. Il direttore della Caritas diocesana, mons. Enrico Feroci, si augura che i dati spingano “i cittadini ad operare per la solidarietà, l’ascolto, la gratuità”.
 
Emerge nella capitale una nuova classe di poveri. E’ il cosiddetto ‘barbonismo domestico’
 
“Se l’Italia, soprattutto l’universo giovanile, ha accusato ferite a causa della crisi, Roma è anche in questo ‘capitale'”, sottolinea Caritas Roma riferendo che il popolo dei senza dimora e dunque “in povertà estrema” arriva fino a 16mila persone. Ma c’è anche un “barbonismo domestico”, cioè “persone in abbandono totale pur vivendo in una casa”. Va detto che accanto alla povertà più tradizionale e visibile, in particolare quella dei senza dimora, nella città di Roma, emerge una classe di nuovi poveri che pagano un affitto, che lavorano o hanno lavorato e che però non hanno di che vivere. Le persone senza dimora censite sono 7.500, ma stime attendibili parlano di 14-16mila. Oltre il 45% degli utenti dei centri di ascolto Caritas sono italiani. A Roma quasi il 22% della popolazione è composto da anziani, in alcuni municipi questi superano il 43%. Un terzo degli ultrasessantacinquenni di Roma è a rischio povertà. Crescono i comportamenti della disperazione e con essi gli esercizi commerciali legati al gioco d’azzardo e ai compro oro. 
A Roma oltre 130mila alloggi sfitti e 30mila persone in emergenza abitativa
 
Nella capitale sono oltre 130.000 gli alloggi sfitti. L’emergenza casa coinvolge più di 30mila famiglie, tra queste 5mila persone vivono in case occupate abusivamente e manca un’offerta abitativa in affitto a prezzi accessibili. La quota degli alloggi in affitto sociale è il 4,3 % a fronte di una media europea del 13,7%. A Roma vi è stato uno sfratto per morosità ogni 279 abitanti (media nazionale uno ogni 419 abitanti). Nel 2016 sono state sfrattate con l’intervento della forza pubblica 3.215 famiglie.
 
In dieci anni il tasso di disoccupazione è passato dal 7,2% al 9,8% e quella giovanile è orribilmente al 40,2%
 
In 10 anni il tasso di disoccupazione a Roma è passato da 7,2 % al 9,8 %. La disoccupazione giovanile è al 40,2 % (15-24 anni). Nell’edilizia la crisi ha cancellato 35.000 posti di lavoro. Si stimano 308mila lavoratori irregolari nel terziario. I Neet (not engaged in education, employment or training), giovani che non studiano né lavorano, a Roma sono il 22,5% nella fascia 15-29 anni.
 
L’incidenza della popolazione straniera residente, nella provincia di Roma, è pari al 12,5%: un valore inferiore rispetto a Milano o Firenze.
 
Nel comune di Roma l’incidenza della popolazione straniera è di 377.217 su un totale di 2.877.215 residenti, gli stranieri sono il 13,1% ma va precisato che di questi il 44,3 % sono europei. I richiedenti asilo ospitati nel territorio provinciale di Roma sono 4.063. Il sistema di accoglienza e le sue strutture (Sprar e Cas) è chiaramente in affanno – spiega il rapporto – diminuiscono i posti nei grandi centri, si auspica la riduzione delle dimensioni dei centri e la loro diversificazione, per evitare la crescita dell’allontanamento volontario di quanti vengono accolti che favorisce rischi di cooptazione nella criminalità, nella prostituzione, nel traffico di organi. 

All’inizio del 2017 risultano presi in carico a Roma dalle strutture pubbliche 6.785 utenti per uso di stupefacenti e quasi mille per l’alcool
È solo la punta dell’iceberg: il traffico di stupefacenti è in crescita. Nel 2016 le operazioni antidroga effettuate nella provincia di Roma sono state 3.446 con il sequestro di 9.966 chili di sostanze. Il rapporto, sul fronte delle dipendenze, tratta anche quella del gioco d’azzardo sottolineando che in Italia, primo mercato d’Europa, il fatturato del gioco d’azzardo ha superato i 96 miliardi di euro. Sono circa 3 milioni le persone che per frequenza di gioco e importo di denaro sono a rischio di ludopatia, 300mila sono chiaramente patologici. Nel Lazio il gioco d’azzardo ha movimentato 7,8 miliardi di euro, il numero delle persone in cura presso i SerD a Roma sono solo la punta dell’iceberg. Il profilo del giocatore prevalente è maschio, oltre 40 anni, con titolo di studio medio-basso. Il 44% degli studenti abita o frequenta una scuola a pochi passi da un luogo dove si può giocare, quasi il 50 % degli studenti tra i 14 e i 19 anni ha giocato d’azzardo almeno una volta nel corso dell’anno scolastico 2015-2016. Infine il rapporto accende un faro sulla salute mentale, a fronte dell’affermazione dell’Oms, Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha dichiarato che le famiglie in povertà sono a rischio di disturbi mentali. Nel Lazio le persone affette da disturbo mentale trattate nel servizio sanitario pubblico sono 68.217. Il quadro complessivo dei Dipartimenti di salute mentale risente fortemente di una stagione di tagli che hanno interessato le risorse umane e i posti letto del Servizio Sanitario Nazionale, in tale situazione la quota della domanda che ha possibilità economiche si rivolge alla psichiatria privata e dunque può curarsi, mentre gli altri, compresi i migranti, finiscono spesso col vivere in maniere ingravescente la loro malattia. In generale si registra una crescita della domanda di cure psichiatriche a elevata complessità a fronte di un’offerta impoverita e disomogenea.
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