Rappresaglia Amazon. Proposta indecente: incontro con i dipendenti ma singolarmente, senza la presenza dei sindacati. Cgil: riaprite il dialogo. In Italia vige la democrazia rappresentativa. Si preparano nuove iniziative di lotta

Rappresaglia Amazon. Proposta indecente: incontro con i dipendenti ma  singolarmente, senza la presenza dei sindacati. Cgil: riaprite il dialogo. In Italia vige la democrazia rappresentativa. Si preparano nuove iniziative di lotta

I padroni sono sempre padroni. Più grossi sono e più pensano di poter fare il loro comodo, di dettare legge. L’arroganza è la loro caratteristica. Amazon Italia è l’esempio vivente: senza dare alcuna motivazione la direzione della multinazionale delle vendite online ha deciso in modo unilaterale di annullare l’incontro che era stato programmato da tempo con i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil, Ugl Terziario che avrebbe dovuto svolgersi ieri a Piacenza. Un atto molto grave, una risposta intimidatoria allo sciopero cui hanno dato vita i lavoratori  dell’azienda di Castel San Giovanni, Piacenza. Amazon motiva la sua decisione, un rinvio al 18 gennaio, per avere un clima “più sereno”. Ma  il “clima” non c’entra per niente. Ai lavoratori la direzione aziendale infatti ha fatto sapere che è pronta ad incontrare i suoi dipendenti, ma singolarmente, escludendo il sindacato. Insomma un faccia a faccia con i singoli lavoratori. Per dirla con parole chiare, una specie di processo allo sciopero. Ci manca il pubblico ministero e si può parlare di tribunale. La realtà è che così Amazon considera l’Italia e anche gli altri paesi europei dove si è insediata la multinazionale dell’e-commerce, le vendite in linea, un posto dove si arriva alla provocazione, si ignorano non solo i contratti ma le leggi. Il loro terreno è quello dello scontro a tutti i costi, lo sciopero è visto come una diavoleria. La direzione Amazon dopo aver cercato in tutti i modi, usando anche la stampa amica, nel nome dell’economia 4.0 che tanto piace a padroni, Confindustria in testa, a autorevoli ministri, di far passare come un flop lo sciopero di cui sono stati protagonisti i lavoratori di Castel San Giovanni che ha registrato punte fino al 60%, ora non solo ha annullato l’incontro previsto per lunedì, ma rifiuta la presenza dei sindacati. Chiama i lavoratori singolarmente, una specie di confessione, magari con richiesta di mea culpa.

Camusso. C’è bisogno dei sindacati anche in questa parte innovativa dell’economia

Immediata la reazione dei sindacati. Scendono in campo i segretari di Cgil e Cisl, prende posizione anche l’assessore al Lavoro della Regione Emilia. “Riaprite il dialogo – dice la Confederazione di Corso d’Italia – in Italia vige le democrazia rappresentativa. Facciamo notare ai vertici della società di Jeff Bezos che in Italia abbiamo risolto la questione sulla democrazia a metà del secolo scorso. Nella vicenda Amazon – afferma Susanna Camusso – ci sono due cose importanti: uno è lo sciopero, l’altro è l’ingresso della presenza sindacale anche nella parte logistica. Non è vero che non c’è bisogno di sindacati in questa parte innovata di economia, è un’esigenza fondamentale di lavoratori e lavoratrici che con fatica si stanno organizzando e sanciscono il loro diritto alla contrattazione  delle condizioni di lavoro”. Annamaria Furlan (Cisl) fa notare che “siamo in Italia, un paese dove si rispettano i diritti ed i contratti. Amazon faccia quello che fanno tutte le imprese: convochi le organizzazioni sindacali e si confronti”. L’assessore al Lavoro della Regione Emilia Romagna, Patrizio Bianchi, definisce “inaccettabili” le condizioni di lavoro dei dipendenti Amazon nel piacentino. “La Regione – ha rilevato l’assessore – considera fondamentale aumentare la quantità e la qualità dei controlli sulla regolarità e sulla qualità del lavoro”. I sindacati uniti avevano così chiesto ieri di riprendere “entro il 6 dicembre il confronto”, offrendo anche la disponibilità di sospendere lo stato di agitazione, altrimenti nell’assemblea dell’11 dicembre saranno decise ulteriori azioni.

Ritmi lavorativi e richieste di produttività insopportabili

Fiorenzo Molinari, segretario della Filcams-Cgil di Piacenza,  dopo aver confermato che Amazon è disponibile solo  a incontrare i lavoratori singolarmente  afferma  che è “inaccettabile che l’uomo più ricco del mondo si confronti singolarmente con il lavoratore da solo e senza rappresentanza, perché gli toglie forza”. Si prepara a Castel San Giovanni una protesta bis e intanto va avanti, confermato, il blocco degli straordinari indetto fino alla fine di dicembre.

Nel centro supertecnologico di Amazon, chiamato l’astronave, lavorano circa duemila contratti a tempo indeterminato e altrettanti ‘somministrati’ che vengono chiamati nei momenti di lavoro più intenso. I sindacati denunciano ritmi lavorativi che non conoscono discontinuità e richieste altissime di produttività. “Chiudere ogni canale di dialogo tra azienda e lavoratori è un atteggiamento totalmente controproducente in questa fase – afferma  Molinari –  e  invitiamo caldamente Amazon a riaprire il tavolo di trattativa”. “L’azienda – prosegue – ha perso un’occasione di dimostrare la bontà delle sue ragioni. Forse perché quello che sosteniamo è corretto: la legittima attenzione verso il cliente non può trasformarsi in così poca attenzione verso chi permette loro di fare utili stratosferici. Dopo il sacrificio dei lavoratori, che non amano di certo fare sciopero, la nota inviata in mattinata in cui Amazon Italia Srl cassava l’incontro previsto è un’inutile doccia fredda che rischia solamente di alzare la tensione”. Doccia resa ancora più grave dell’annuncio dato ai lavoratori che avrebbero dovuto presentarsi singolarmente. Niente trattativa, niente contrattazione, niente sindacati.

Provocazione, prova di forza da parte dei padroni. Viceministro Bellanova non ha niente da dire?

Di fatto una provocazione, una prova di forza da parte dei padroni. Sarebbe interessante conoscere per esempio il parere della viceministro per lo Sviluppo, Bellanova, che in questi giorni ha portato un vergognoso attacco alla Cgil “responsabile” di aver promosso le cinque manifestazioni che si svolgeranno sabato prossimo in risposta alla manovra di Bilancio messa a punto dal governo ritenuta dalla organizzazione di Susanna Camusso “molto lontana” dalle proposte avanzate dai sindacati sull’età pensionabile, il lavoro per i giovani, il lavoro di cura delle donne, l’abolizione del superticket  su farmaci e analisi.

Agli scriba  entusiasti di  Amazon: il diritto di sciopero è garantito in Costituzione

Sarebbe interessante conoscere il parere di editorialisti di quotidiani, Ren-pubblica  in particolare, che proprio parlando dello sciopero effettuato dai lavoratori di Amazon, non trovava di meglio che elogiare Jeff Bezos, il ceo (Chief Executive Officer in americano), l’amministratore delegato di Amazon. Come già abbiamo avuto modo di scrivere, Fabio Bogo, vice direttore del  supplemento Affari e Finanza del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari, ricordava ai lavoratori che Jeff Bezos aveva operato “creando nuova occupazione” passando da 88 mila dipendenti nel 2012 ai 341 mila del 2016. E ammoniva: “E questo è bene. Spesso rifiutare il cambiamento è solo ritardare l’inevitabile”. Siamo curiosi di sapere se anche la rappresaglia, perché  di questo si tratta a proposito dell’annullamento dell’incontro da parte dell’azienda, della convocazione dei lavoratori, singolarmente, della messa al bando dei sindacati   fa parte del “cambiamento”, dell’economia 4.0. Fino a prova contraria il diritto di sciopero è garantito dalla Costituzione, articolo 40.

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