Pensioni e non solo. Nuovo bluff del governo. Due proposte che non valgono niente. Martedì nuovo incontro. Camusso: Mobilitazione, le distanze restano evidenti. Scotto e Mdp: siamo con la Cgi. Padoan, lacrime di coccodrillo, cerca di dividere i sindacati

Pensioni e non solo. Nuovo bluff del governo. Due proposte che non valgono niente. Martedì nuovo incontro. Camusso: Mobilitazione, le distanze restano evidenti. Scotto e Mdp: siamo con la Cgi. Padoan, lacrime di coccodrillo, cerca di dividere i sindacati

Ancora un bluff del governo sulle pensioni. Ancora un rinvio ad un prossimo incontro previsto per martedì, ore 9,30. E Susanna Camusso vede il bluff e afferma che le distanze dagli impegni presi dal governo al momento in cui firmò il verbale d’intesa con i sindacati, settembre 2016, sono evidenti e annuncia iniziative di mobilitazione. Non si capisce, o meglio si capisce fin troppo bene, a che gioco stanno giocando Gentiloni accompagnato dai ministri Padoan, Poletti e Madia. Detto in parole povere usano una vecchia tattica che non ha mai portato bene: tentano di  dividere i giovani dagli anziani quasi che la soluzione dei problemi relativi alle pensioni non riguardi i giovani, coloro che rischiano, stante l’attuale sistema che i sindacati vogliono cambiare, di non vedere mai un briciolo di pensione. Il lavoro precario, l’Italia è una fabbrica del precariato, preclude la possibilità di accesso alla pensione. Il futuro per i giovani si decide oggi. Quello che è in discussione, che Cgil, Cisl, Uil, hanno posto al governo è un problema che riguarda tutti. Altro tentativo, non nuovo, è quello di dividere i sindacati che unitariamente hanno presentato e sostenuto una “piattaforma” nella quale non c’è solo il problema dello stop all’adeguamento automatico dell’età della pensione alle speranze di vita, ma una serie di proposte che riguardano il lavoro delle donne, le prospettive da dare ai giovani, il problema complessivo della previdenza, la sanità a partire dalla richiesta di abolire i superticket, i contratti del pubblico impiego per i quali ancora deve partire la trattativa in sede Aran.

Si capisce così lo stillicidio di proposte che Gentiloni e i ministri portano al tavolo del confronto. Dopo le “sette proposte” avanzate nel secondo incontro, presentate come risolutive, che in realtà riguardavano l’esenzione dall’adeguamento dell’età della pensione solo per neppure cinquemila persone a fronte del bluff scoperto dalla Cgil, il cui costo era di 61 milioni da ripartire in tre anni, una presa in giro, un’offesa alla decenza, Gentiloni ha aperto il nuovo tavolo presentando due “proposte aggiuntive”. La minestra, detto volgarmente, era la solita. Niente di nuovo, solo che lo stop al rialzo dell’età pensionabile veniva esteso, sempre  per la categorie dei lavori gravosi di cui alle proposte presentate nel precedente incontro, anche a coloro che fruivano della pensione di anzianità. A richiesta dei sindacati sul costo complessivo dell’operazione la risposta era “non lo sappiamo”. Padoan si limitava a dire che il costo deve stare nei limiti individuati nella legge di Bilancio.  La realtà è che i numeri individuati dalla Cgil, i 61 milioni non venivano smentiti. Per il resto solo l’annuncio di un fondo per la proroga dell’Ape sociale. Insomma se non è zuppa è pan bagnato, dice un proverbio toscano.

Una sfida ai sindacati e ai lavoratori impegnati a sostegno della vertenza

Una sfida ai sindacati e ai lavoratori, una distanza fra queste proposte del governo e la piattaforma Cgil, Cisl, Uil per la quale si sono spesi i lavoratori con assemblee, nei luoghi di lavoro, manifestazioni, in più di cento città, scioperi, proprio di questi giorni l’appello alla mobilitazione è arrivato dalle aziende  metalmeccaniche milanesi, prese di posizione di  tanti consigli di fabbrica. È da settembre dell’anno passato quando venne siglata l’intesa con il governo della quale ora non tiene alcun conto che Cgil, Cisl, Uil stanno portando avanti iniziative a sostegno della “memoria” inviata all’esecutivo che aveva dimenticato, si fa per dire, che c’era un firma dei ministri all’intesa raggiunta nel settembre.

Ora siamo alla conclusione di una vicenda durata già troppo a lungo. Al termine dell’incontro con Gentiloni e i ministri, in conferenza stampa si sono ascoltate le prime dichiarazioni, a caldo, dei segretari generali di Cgil, Cisl, Uil. Non c’è univocità di valutazione.

Furlan (Cisl): aspetti positivi ma servono chiarimenti e correzioni

Anna Maria Furlan (Cisl), come già aveva fatto a conclusione del precedente incontro afferma che ci sono aspetti positivi nelle proposte del governo “da portare a casa”, ma rimanda ad una valutazione più complessiva che dovrà essere fatta  con Cgil e Uil, titolari insieme della piattaforma unitaria, affermando che servono “chiarimenti e correzioni”. Carmelo Barbagallo (Uil), indirettamente, fa capire che così non si può chiudere la partita. Finché si tratta c’è speranza che si facciano passi avanti, di “ottenere risultati”. Allo stato ribadisce quanto da lui detto al termine del primo confronto con il governo.

Barbagallo (Uil): sulle risorse disponibili non sono venute risposte

Ci sono degli aspetti “positivi, altri meno, altri ancora da approfondire”, ed ha chiesto ulteriori chiarimenti “sulle risorse e in particolare su giovani e donne. Ma le risposte, in particolare sulle risorse disponibili non sono venute”. Davvero surreale che il governo, il ministro Padoan il tenutario della cassaforte non abbia fatto i conti. In realtà li ha fatti e non è in grado di smentire il costo di 61 milioni reso noto dalla Cgil. Camusso nella valutazione, alla luce delle due proposte  illustrate al tavolo del confronto a Palazzo Chigi parte dagli impegni assunti dal governo nel settembre 2016. “Da quegli impegni – afferma – le distanze mi paiono evidenti. Troppo ristretta anche con la proposta fatta oggi, la platea dei beneficiari delle agevolazioni sull’aumento dell’età per la pensione”.

Oltre che sul lavoro delle donne in relazione alla pensione Camusso sottolinea “nessuna disponibilità da parte del governo” sui giovani. Quanto agli esentati dall’innalzamento dei requisiti per la pensione “continuiamo a parlare di una platea molto ridotta” e le novità “non cambiano il numero e le dimensioni”.

Cgil: confermiamo la valutazione di grande insufficienza

Per questo “confermiamo quella valutazione di grande insufficienza che avevamo anticipato. Non siamo di fronte a un quadro che risponde alle nostre richieste e agli impegni assunti. Confermiamo la necessità che si risponda con la mobilitazione che la mia organizzazione nelle prossime ore deciderà”. Si torna a parlare di una manifestazione nazionale per l’inizio del mese di dicembre. La Cgil ha già il mandato del Direttivo nazionale per decidere una iniziativa nazionale. Tra le prime posizioni politiche quella di Arturo Scotto, di Mdp: “noi con la Cgil”. Inoltre, scrive Scotto in una nota, “Padoan continua a cercare l’alibi delle compatibilità di bilancio e del rigore finanziario per rifiutare qualunque pur ragionevole soluzione, per l’immediato e per il futuro. Eppure in questi anni non ha opposto le stesse scuse per distribuire bonus alle imprese, che non hanno sostenuto la crescita e hanno compresso i diritti dei lavoratori. Il rigore è sempre più la cartina di tornasole di un’ideologia vecchia come il mondo: lo stato debole con i forti e forte con i deboli. Per questo pensiamo che Susanna Camusso abbia ragione quando dice che non basta e saremo con la Cgil nelle mobilitazioni che metteranno in campo nei prossimi giorni”.

Ci mancava la ciliegina sulla torta di un vicenda in cui il comportamento del governo rappresenta un insulto non solo ai sindacati, quanto a milioni di lavoratori, di cittadini avendo tenuto a bagno per più di un anno una intesa cui aveva messo la sigla. Ce la mette il ministro Padoan che piange lacrime di coccodrillo e dà le pagelle a Cgil, Cisl, Uil. Il titolare del  Tesoro che non è neppure in grado, o meglio non vuole, forse si vergogna?, dire qual è il costo delle proposte del governo. Afferma costui: “È un pacchetto di misure importante alla luce delle risorse limitate del bilancio”. Padoan si è poi detto rammaricato per il fatto che “i sindacati abbiano opinioni diverse sulla bontà del pacchetto proposto”. E poi dà i voti: la Cisl ha espresso condivisione, la Cgil invece ha un’opinione di segno opposto. Una posizione intermedia è stata invece presa da parte della Uil. È auspicabile che i sindacati lo smentiscano. Comunque già lo hanno smentito i lavoratori che hanno partecipato a tante manifestazioni e che non intendono mollare.

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