Ostia si prepara alla marcia contro le mafie ed a tutela della libertà di stampa. Pioggia di adesioni alla mobilitazione indetta dalla Fnsi e condivisa da Anpi e Sindacati

Ostia si prepara alla marcia contro le mafie ed a tutela della libertà di stampa. Pioggia di adesioni alla mobilitazione indetta dalla Fnsi e condivisa da Anpi e Sindacati
Domani a Ostia in piazza Anco Marzio per la manifestazione a tutela della libertà di stampa “andremo soltanto con la penna e la carta costituzionale”. Lo ha spiegato il presidente della Fnsi, Giuseppe Giulietti, in occasione della conferenza stampa indetta a seguito dell’aggressione subita ad Ostia dal giornalista Daniele Piervicenzi e dall’operatore Edoardo Anselmi mentre stavano realizzando un servizio per la trasmissione Nemo di Rai 2. “Domani saremo ad Ostia, non per Ostia in sé, ma perchè andremo, come siamo sempre andati, in tutti i luoghi in cui è minacciato il diritto di una comunità ad essere informata”, ha sottolineato Giulietti. “Quella di domani deve essere una manifestazione anche per la libertà di voto – ha spiegato il ministro dell’Interno, Marco Minniti – Il diritto all’informazione in una democrazia è un diritto irrinunciabile perchè è giusto che i cittadini, che devono poi fare delle scelte e votare, abbiano il massimo possibile delle informazioni. È un diritto insopprimibile e intangibile”.
 
Alla manifestazione di domani appoggiata anche dall’associazione Libera e da diversi rappresentanti delle istituzioni quali la presidente della Camera, Laura Boldrini, il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, la sindaca di Roma, Virginia Raggi, “sono invitati tutti a partecipare perchè non è la manifestazione di una corporazione. Ci andremo senza bandiere di partito perchè noi non sposiamo nessuna campagna elettorale”, ha concluso Giulietti. “Siamo una categoria che lavora soprattutto nell’illuminare le periferie dove si gioca il destino del Paese – ha spiegato il responsabile Fnsi dei progetti per la legalità, Michele Albanese – Quando un giornalista viene minacciato o aggredito come è avvenuto a Ostia un pezzo di democrazia se ne va. Il fenomeno si sta allargando a macchia d’olio, in Lombardia, in Emilia e altre regioni. Ci sono colleghi minacciati dai gruppi neonazisti, in particolare in Lombardia. Faccio un appello al ministro a calibrare bene il sistema della protezione nei confronti dei giornalisti ma anche a proporre con forza, alla politica, il tema della libertà di stampa. Quando viene attaccata la libertà di stampa viene attaccata la democrazia”.

“Per me era un dovere venire qui oggi, perchè sentivo il bisogno, non solo a titolo personale ma per quello che posso rappresentare nelle istituzioni, per ringraziarvi per il vostro lavoro – ha replicato Minniti – Avete citato Casalegno. Chi allora attentava alla libertà d’informazione sapeva benissimo che attentava alla democrazia. Siamo un paese che in questi.anni ha fatto un azione di contrasto efficace ai terroristi, perchè a suo tempo abbiamo sconfitto il terrorismo interno, e se lo abbiamo sconfitto è perchè la stampa libera non si è piegata. In una democrazia bisogna lavorare perchè non ci sia più nessuno minacciato e nessuno sia tacitato”. 
All’incontro sono intervenuti tra gli altri alcuni giornalisti sotto scorta, il segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso e il presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, Carlo Verna. Poi il lungo elenco delle adesioni. In prima fila ci saranno Cgil, Cisl e Uil: “L’aggressione al giornalista di Nemo da parte di Roberto Spada rappresenta un atto violento che mette in discussione la libertà di stampa e mette in luce la condizione in cui i cittadini delle periferie sono costretti a vivere, in assenza dello Stato e con una malavita che opera indisturbata. Per questi motivi aderiamo alla manifestazione promossa da FNSI e Libera per la giornata di domani, invitando tutti i lavoratori e i cittadini a opporsi con nettezza, come già in passato, a ogni forma di criminalità e di violenza e a essere presenti in massa all’iniziativa che si svolgerà a Ostia”. Presenza assicurata anche dal presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti:  “Il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti parteciperà a Ostia alla manifestazione organizzata da Libera e dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana dopo l’aggressione del giornalista di Nemo da parte di Roberto Spada”. Così in una nota la Regione Lazio.

“E’ fondamentale in questo momento – spiega il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti – far sentire in modo chiaro e perentorio la presenza e la voce delle Istituzioni e con tutti i cittadini opporre una reazione forte e decisa ad ogni forma di violenza, perché contrastare mafia e criminalità significa anche non ledere il diritto all’opinione e la libertà di parola. La libertà di stampa è il primo sintono di una vera democrazia: rispettiamola dunque e facciamo di tutto perché venga garantita in ogni momento e in ogni dove”. In una lettera inviata al Presidente della Fnsi, la presidente della Commissione antimafia rinnova la sua adesione ma si giustifica per la sua assenza:
 “Caro Presidente, desidero rinnovare la mia adesione alla manifestazione promossa dalla FNSI e da Libera domani a Ostia. Non potrò partecipare alla vostra importante iniziativa ma sono vicina a tutti i giornalisti italiani che si battono per difendere il diritto di cronaca, contro le minacce e le intimidazioni di stampo mafioso. La vostra mobilitazione è la risposta migliore all’aggressione brutale subita dai vostri colleghi della Rai a Ostia, che purtroppo non rappresenta un fatto isolato ed eccezionale come dimostrano i tanti cronisti che vivono sotto scorta. Non si può arretrare di fronte alla violenza di chi vorrebbe zittire la stampa e impedire ai giornalisti di raccontare i fatti e denunciare il malaffare, la corruzione e l’illegalità. Nella battaglia contro le mafie, l’informazione e in particolare il giornalismo d’inchiesta hanno un ruolo insostituibile, che va salvaguardato. Sono alleati preziosi di tutti coloro che si battono per affermare i valori della legalità e della democrazia”.
 
 
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