Ostia, si cercano i fiancheggiatori dell’agguato. Mobilitazione dei giornalisti davanti alla palestra teatro dell’aggressione. Al ballottaggio le destre rischiano il tracollo

Ostia, si cercano i fiancheggiatori dell’agguato. Mobilitazione dei giornalisti davanti alla palestra teatro dell’aggressione. Al ballottaggio le destre rischiano il tracollo
A Ostia si cercano altri fiancheggiatori di Roberto Spada. Le testimonianze delle vittime parlano di almeno una, forse due persone, che avrebbero minacciato i cronisti prima, durante e dopo l’aggressione. Illuminante la testimonianza del collega aggredito, Daniele Piervincenzi ai microfoni di Radio 24, ospite di Luca Telese e Oscar Giannino: “Quello di Nuova Ostia, nello specifico di piazza Gasparri, è un mondo molto particolare. Ho raccontato già la Sicilia, la Calabria, la Campania, ma lì, in qualche modo, te lo aspetti. Invece a Ostia, a venti minuti da Roma, superata la pineta e Casal Palocco, che sembrano i Parioli, c’è Nuova Ostia, un mondo a parte. Tutte le saracinesche degli esercizi commerciali sono chiuse – ha poi continuato a raccontare Piervincenzi – Quella parte di Ostia (Nuova Ostia) è completamente abbandonata ma gli abitanti ci sono, sembrano degli spettri che si nascondono nelle loro case. Dopo che ci hanno aggredito, li vedevo sui balconi, sembravano scene tratte da un libro di Sciascia. Alla nostra richiesta di aiuto loro ci dicevano ‘Ti sta bene, non tornare più a piazza Gasparri’. È un mondo parallelo, sommerso e spaventoso”.
 
Alle domande sul boom di Casapoud (18%) a Nuova Ostia è scattata l’aggressione
 
Il cronista Rai ha poi ripercorso, ai microfoni, il contenuto dell’intervista a Spada che ha scatenato la violenta reazione.  “Noi ci siamo posti come ci si pone di fronte a un incensurato. Le mie domande a Roberto Spada non sono mai state sul clan, di cui fa parte il fratello e di cui si dice che il fratello sia il boss. Le mie domande erano politiche, anche un po’ banali. Volevo una sua spiegazione sul fatto che CasaPound, in quella particolare zona, Nuova Ostia, la zona più difficile di Ostia, un quartiere anche multietnico, ha preso il 18%, mentre su tutto il territorio del X Municipio ha preso il 9%. E forse è stata questa la domanda che inaspettatamente ha fatto arrabbiare Spada”, ha concluso il cronista.
 
Testimonianze e filmati potrebbero portare avanti l’inchiesta. Ora si cercano anche i fiancheggiatori
 
Sul campo, i militari dell’Arma dei Carabinieri, avrebbero già acquisito, oltre che le testimonianze, anche i filmati girati dalle vittime e quelli di alcune telecamere della zona, tutto sarebbe stato già messo a disposizione dell’autorità giudiziaria in vista dell’udienza per la convalida del fermo che dovrebbe essere tenuta nella giornata di sabato nel carcere di Regina Coeli davanti al gip Anna Maria Fattori. Nei confronti di Spada i pm della Dda, Giovanni Musarò e Ilaria Calò, contestano i reati di lesioni e violenza privata aggravate dal metodo mafioso e dai futili motivi, queste ultime due motivazioni, in particolare il contesto mafioso, avrebbero consentito il fermo dello Spada. Ma questo giovedì ad Ostia è stato il giorno della mobilitazione dei taccuini, delle telecamere e dei microfoni, visto che decine di giornalisti si sono ritrovati questa mattina in via Forni, la strada dove ha sede la palestra di Roberto Spada. La manifestazione, nata spontaneamente da alcune associazioni di reporter, è stata organizzata per manifestare solidarietà a Daniele Piervincenzi ed Edoardo Anselmi e per ribadire l’importanza del ruolo dell’informazione anche in un contesto intriso di criminalità, come quello di Nuova Ostia. “Dal 2013 il Lazio è al primo posto per il numero di giornalisti minacciati. E la maggior parte è contro giornalisti di periferia – ha detto una rappresentante dell’Associazione Stampa Romana -. Quello che è successo ci lascia l’amarezza in bocca. Dovevamo fare di più e di altro per evitarlo. Nonostante tutto continueremo il nostro lavoro. Alla prossima riunione di Stampa romana, in programma mercoledì e che abbiamo spostato nella sede della Federazione Nazionale, verrà anche il ministro Minniti. Speriamo in quella sede di ottenere risultati aggiuntivi, perché oltre la solidarietà ora servono provvedimenti a tutela dei giornalisti”. 
 
Due manifestazioni contro mafia e inquinamento fascista, sabato 11 promossa dalla sindaca e il 16 con Fnsi- Stampa Romana e Libera
 
Ma intanto si preparano le manifestazioni organizzate e promosse dalla sindaca Raggi, per sabato 11 e quella di Fnsi- Associazione Stampa Romana e Libera, per il 16 novembre, data a ridosso del ballottaggio nel municipio Decimo e in queste ore la mobilitazione per i due appuntamenti cresce. Presa di posizione della Fnsi, con il segretario generale, Lorusso, il presidente Giulietti e il rappresentante per la legalità del sindacato dei giornalisti, Michele Albanese: “Roberto Spada è stato sottoposto a fermo da parte della Procura di Roma. Un ringraziamento va ai magistrati che sono intervenuti tempestivamente per rimuovere un colossale macigno sul dovere di informare i cittadini. Si dimostra così che chi colpisce i giornalisti nell’esercizio del loro lavoro colpisce la libertà e la democrazia in questo Paese. Adesso occorre rivedere e potenziare il complesso normativo a tutela del lavoro dei giornalisti e della libertà di stampa in Italia. Questi concetti saranno ribaditi mercoledì prossimo, in occasione della visita del ministro Marco Minniti nella sede della Federazione nazionale della Stampa”.
 
 Stampa Romana assicura il suo impegno al fianco dei giornalisti: “Lazio maglia nera nelle minacce all’informazione”
 
Assicura la sua mobilitazione anche Stampa Romana che va anche oltre: “Noi, il sindacato dei giornalisti del Lazio, da quattro anni cerchiamo di spiegare al mondo, alle istituzioni almeno del Lazio, cioè alla Regione, ai Prefetti, alla magistratura, alle forze di polizia che quello del cronista a Roma e nelle province è un mestiere pericoloso. Lo dicono i numeri raccolti da un organismo autorevole e indipendente qual è Ossigeno, che a sua volta si basa su fonti ufficiali come il Ministero di Giustizia e la Commissione Parlamentare antimafia. Il Lazio da quattro anni detiene la maglia nera nella speciale e poco nobile classifica delle minacce ai giornalisti. L’ultimo aggiornamento segna quota 112 su 321 casi da gennaio a ottobre 2017. Abbiamo superato regioni considerate ad alto rischio come la Sicilia, con 40 casi, e la Campania, con 39. Siamo oltre quota 103 totalizzata lo scorso anno. I 112 casi sono così suddivisi: 50 denunce ed azioni legali, 42 avvertimenti, 11 ostacoli all’informazione, 8 aggressioni fisiche, un danneggiamento”. Così in una nota Graziella Di Mambro, coordinatrice della Macroarea Articolo 21 di Stampa Romana. “Da quasi due anni – prosegue – la Macroarea Articolo 21 di Stampa Romana e tutto il sindacato dei giornalisti del Lazio cercano di far comprendere la gravità di questo dato alle istituzioni: abbiamo scritto a tutti i Prefetti del Lazio lo scorso maggio, ma ci hanno ricevuto solo a Latina e Roma; abbiamo organizzato corsi di formazione e incontri con i magistrati di Anm e lì abbiamo illustrato il grave problema delle querele temerarie, che rappresentano la metà di tutte le azioni intimidatorie. Ci apprestiamo a fare la stessa cosa con gli ordini forensi del Lazio. Abbiamo sollevato la questione dell’accesso alle fonti, abbiamo sollecitato un fondo di garanzia condiviso da Ordine e Federazione, vogliamo essere parte civile nei processi per reati contro i giornalisti e certamente Asr ci sarà al processo contro Roberto Spada, qualunque sia l’imputazione di cui dovrà rispondere, perché crediamo che la violenza contro il collega Daniele Piervincenzi sia stata una violenza contro tutti i cronisti del Lazio. Anzi quell’aggressione ha ferito a morte il giornalismo e la democrazia. E forse ci vorrebbe un minuto di silenzio nelle nostre prossime iniziative”.
 
L’Anpi scenderà in piazza in entrambi gli appuntamenti dell’11 e del 16 novembre
 
Anche l’Anpi scende in piazza e assicura la sua partecipazione sia all’appuntamento promosso dalla sindaca Raggi che a quello indetto da Fnsi e Libera: “Non è tollerabile il clima che si respira nel territorio del X Municipio, e l’aggressione avvenuta ai danni del giornalista e dell’operatore RAI non è che l’ultimo episodio di una lunga serie. Per questo l’ANPI Provinciale di Roma, insieme alla Sezione del X Municipio, sfilerà con i cittadini del territorio per chiedere legalità, sicurezza, giustizia sociale e i diritti fondamentali previsti dalla Costituzione, contro violenza, soprusi e intimidazioni fascio-mafiose. Disoccupazione, povertà e disagio sociale fanno da concime a criminalità, violenza, razzismo e populismo fascista. Per questo l’ANPI Provinciale di Roma auspica una reazione ampia e compatta che coinvolga tutti i cittadini e le Istituzioni, le associazioni e le forze politiche del territorio. Rinnova la richiesta alle Istituzioni, fatta insieme alla F.I.A.P. – Federazione Italiana delle Associazioni Partigiane, all’A.N.P.P.I.A. – Associazione Nazionale dei Perseguitati Politici Italiani Antifascisti, all’A.N.E.D. – Associazione Nazionale Ex Deportati nei campi nazisti, all’A.N.E.I. – Associazione Nazionale Ex Internati ed al Circolo di tradizione orale Gianni Bosio, di esclusione dal confronto elettorale di tutti quei gruppi e movimenti politici che sono in aperto contrasto con i principi costituzionali e la civile e democratica convivenza e che venga negata la proclamazione dei loro rappresentanti eletti”.
 
Ma è anche il tempo delle scelte al ballottaggio e Mdp e Sinistra Italiana (Latino-Labbucci) non hanno dubbi
 
Intanto, oltre alle manifestazioni di protesta per le aggressioni ai colleghi della Rai, ad Ostia è anche tempo di decisioni politiche per i ballottaggi ed alla luce di quanto avvenuto, le destre, rischiano un vero e proprio default, malgrado in queste ore cerchino di chiamarsi fuori dal mortale abbraccio con Casapound. Gli esclusi dovranno comunque indirizzare o meno i loro voti, che potrebbero risultare decisivi per la vittoria finale. A prendere posizione Sinistra Italiana e Mdp, che assicurano come i loro partiti non porteranno in dote alla candidata delle destre alcun voto. “Al ballottaggio di Ostia, di domenica 19 novembre, vanno due schieramenti che non ci rappresentano. Il movimento cinque stelle, incapace di dare risposte concrete ai bisogni della città, e un centrodestra che ha sempre avuto contiguità e vicinanza con una destra neofascista, razzista, intollerante. Il gesto di violenza di Roberto Spada nei confronti dei giornalisti di Rai 2 dimostra quanto forte è il peso delle intimidazioni e delle minacce in alcuni quartieri del decimo municipio. In questo contesto appare chiaro quale sia il ruolo che giocano le organizzazioni criminali. Per questo non si può essere indifferenti al momento del voto. I valori dell’antifascismo, della solidarietà, della lotta alle mafie, che sono costitutivi della sinistra, vanno riaffermati pubblicamente sempre e comunque. Non si può essere reticenti sui rischi e le caratteristiche di questa destra che va al ballottaggio”. Così in una nota Adriano Labbucci, segretario Sinistra Italiana Roma Area Metropolitana e Piero Latino, coordinatore Roma Articolo 1-MDP.
 
Fassina è ancora più esplicito: “Se fossi residente ad Osta votereri M5S”
 
Chi invece esprime la sua volontà e la sua scelta rispetto alle due competitor è Fassina, parlamentare di Sinistra Italiana e consigliere di Roma Capitale per lo stesso partito: “Sinistra Italiana ha riaffermato in modo netto la discriminante antifascista e antimafiosa, se fossi residente a Ostia voterei M5S, non si può essere equidistanti come fa il PD: mi pare una tattica politicista irresponsabile”, lo dichiara in una nota Stefano Fassina in un’intervista al Fatto Quotidiano. “Spero che alla manifestazioni di domani (sabato 11 ndr) partecipi tutta la città, perchè a Ostia è evidente la collusione tra estrema destra e criminalità organizzata”, prosegue Fassina. “E’ necessario ricostruire una classe politica che abbia la lotta alla criminalità come pre-requisito”. A proposito dei rapporti con il M5S a livello nazionale, il consigliere di Sinistra per Roma, risponde: “La lista unitaria che stiamo costruendo a sinistra è un soggetto autonomo che valuta secondo i programmi, anche in Parlamento decideremo; è chiaro che le politiche del governo Renzi che hanno rincorso la destra hanno aperto un grande spazio”, conclude Fassina.
 
Fratoianni (SI): “Centrodestra contiguo a Lega e Casapound. Nostra priorità è sbarrargli la strada”
 
Quanto alle scelte politiche da compiere in questi giorni da registrare anche la presa di posizione di Fratoianni, sempre per Sinistra Italiana: “Solidarietà alla redazione di Nemo, a Daniele Piervincenzi e ad Edoardo Anselmi, vittime della feroce aggressione ad Ostia. Ma non possiamo fermarci qui. Quelle immagini sono un pugno nello stomaco, si impongono all’attenzione dell’opinione pubblica: ora è l’occasione per fermarci e fare un ragionamento sugli interessi economici e criminali nelle periferie delle nostre città che si legano a certe sottoculture della destra. Lo Stato, la politica, il sistema dell’informazione dovrebbero accendere un faro e tenerlo acceso permanentemente. Da una parte – prosegue il leader di SI – mi pare che lo Stato sia afflitto da una doppia morale: invia le forze dell’ordine per sgomberare un palazzo di migranti a Roma oppure blocca gruppi di ragazzini che magari vogliono occupare la propria scuola per denunciare la fatiscenza delle strutture dall’altra si aspetta l’aggressione di Ostia ad un giornalista per muoversi e reagire con ancora più vigore”. “Mentre la politica, anche a sinistra, ignorava la crisi sociale e le sue devastanti conseguenze , la mafia e la criminalità organizzata si sono rafforzate. Così anche formazioni neofasciste non solo hanno trovato spazio ma hanno anche costruito un legame fatto di interessi e funzioni con realtà del territorio. Certo Casapound prende le distanze dagli Spada, non ci sarà stato un accordo esplicito, ma i rapporti ci sono eccome”. “Il magistrato Sabella – insiste l’esponente della sinistra – ha rivendicato giustamente di aver chiuso la palestra degli Spada quando era assessore della giunta Marino. Il problema è che contemporaneamente l’antimafia sociale non ne ha aperta un’altra. Bisogna sottrarre alla destra gli spazi di socialità: c’è una destra estrema, fascista, razzista che torna prepotentemente sulla scena agitando paure sopratutto tra i settori più deboli della società italiana. Lo Stato, e la sinistra io aggiungo, devono dare risposte sociali efficaci alla povertà, all’esclusione, alla marginalità”. “Oggi il centrodestra che conosciamo è contiguo alla Lega, a Casapound, con le loro battaglie razziste. La priorità – conclude Fratoianni – è sbarrargli la strada. Certo so anch’io che ad Ostia vi sono state in passato ambiguità tra alcuni elementi del clan Spada che hanno fatto aperture al M5S. Ma comunque credo che la priorità, anche se la decisione politica spetta ai nostri compagni di quel territorio, sia bloccare l’avanzata dei fascisti e dei loro amici”.
 
Share