Ostia: Polizia, Carabinieri e Gdf nel campo minato delle mafie. I clan locali in cerca di nuovi padroni?

Ostia: Polizia, Carabinieri e Gdf nel campo minato delle mafie. I clan locali in cerca di nuovi padroni?

Polizia, carabinieri e guardia di finanza hanno eseguito una serie di controlli straordinari e perquisizioni nella zona di Ostia. Decine i posti di blocco, anche con l’ausilio di unità cinofile. Le forze dell’ordine hanno effettuato verifiche oltre che sulle strade, anche nell’area portuale. I servizi, che hanno visto in campo reparti specializzati erano finalizzati stato finalizzato alla ricerca di armi e droga. All’operazione hanno partecipato 250 uomini tra polizia, carabinieri e guardia di finanza: “L’iniziativa operativa, attraverso mirate e capillari attività di controllo del territorio, è finalizzata a realizzare un incisivo contrasto delle situazioni di illegalità e al potenziamento dei presidi delle forze di polizia già operativi”, ha spiegato la Questura di Roma.

Nel corso dell’operazione sono state impiegate unità cinofile, elicotteri, unità navali, equipaggi dei Reparti Prevenzione Crimine della polizia e compagnie intervento operativo dei carabinieri di supporto ai già presenti dispositivi di controllo del territorio. Nel corso di questo lavoro ‘porta a porta’, in quello che può essere il campo minato delle mafie a ridosso della Capitale, particolare attenzione è stata prestata al quartiere ‘Nuova Ostia’ feudo degli Spada, in particolare ci sarebbero state alcune perquisizioni mirate.

Nel X Municipio di Roma nelle ultime settimane ci sono stati diversi episodi di cronaca nera: la gambizzazione di Alessio Ferreri, nipote del boss locale Terenzio Fasciani; l’atto intimidatorio nei confronti di Silvano e Giuliano Spada, elementi di uno dei clan più potenti del litorale; i 5 colpi di pistola esplosi contro l’abitazione di Silvano Spada in via Forni. Nel frattempo Roberto Spada è in carcere per aver picchiato brutalmente con “metodo mafioso” i giornalisti della Rai Daniele Piervincenzi, e Edoardo Anselmi.

Secondo gli investigatori più che una guerra tra i clan che detengono lo scettro del potere mafioso ad Ostia e comunque lungo tutto il litorale romano, sarebbe in atto il tentativo di sovvertire l’attuale ‘ordine criminale’ a favore di soggetti esterni, fino ad ora all’affaccio sul mare di Roma. In buona sostanza potrebbero essersi fuse tra loro, bande di malavita comune locale con la benedizione di clan mafiosi non meglio identificati, che puntano a prendersi la fetta di torta più grossa degli affari illeciti del litorale romano.

Gli ultimi regolamenti di conti, le minacce e le intimidazioni a piccoli boss locali, potrebbero essere solo delle avvisaglie di una guerra fra bande che potrebbe scatenarsi improvvisamente. E’ chiaro che la mafia non vuole rumore, preferisce colpire in silenzio, ma quando i suoi affari rischiano di finire alle ortiche, la reazione violenta diventa libro sacro. Ed ecco perché quello che sta avvenendo in queste ore ad Ostia è una sorta di rimescolamento delle carte sporche, dove piccoli boss e gregari sono alla ricerca, probabilmente, del nuovo padrone…

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