Napoli quanto basta, Inter spettacolo Icardi, Juventus tris, pareggiano le romane, Samp stop, Milan addio a Montella arriva Gattuso

Napoli quanto basta, Inter spettacolo Icardi, Juventus tris, pareggiano le romane, Samp stop, Milan addio a Montella arriva Gattuso

Anche la quattordicesima riserva qualche sorpresa: mentre il Napoli, l’Inter e la Juve, anche se in maniera differente, mantengono la marcia, la Roma e la Lazio sono bloccate sul pari da due episodi chiave, la Sampdoria, proveniente dalla vittoria sulla Juve, crolla rumorosamente, il Milan, infine, dopo l’ennesimo pari, sostituisce Montella con Gattuso.

Un Napoli, forse non dei migliori, meno spettacolare del solito, ma più concreto che mai non si spreca più di tanto e vince in casa dell’Udinese, negativo esordio di Oddo,  grazie ad una respinta su calcio di rigore con rimessa in rete. Probabilmente hanno influito le precedenti fatiche in Champions e, forse, ci si è voluti preservare per venerdì prossimo quando a Napoli scenderà la Juve, nel primo, vero scontro diretto della stagione. Importante vittoria per preservare il prezioso vantaggio sui bianconeri.

L’Inter, di scena a Cagliari, è passata vincendo (3-1) alla grande contro un Cagliari che ha resistito finché ha potuto contro la potenza di Mauro Icardi, alla quinta doppietta della stagione (in Europa, solo Cavani come lui). Questo, per l’undici di Spalletti, rappresenta un ulteriore messaggio a Napoli e Juve: i nerazzurri non hanno alcuna intenzione di limitarsi a fare da spettatori ma si ritengono in grado di partecipare direttamente alla lotta per lo scudetto.

La Juventus, anche se solo nella ripresa,  ha risposto come previsto e come doveva nell’impari sfida con il Crotone e con un secco 3-0 ha liquidato quella che era ritenuta una semplice formalità da assolvere per presentarsi sotto il Vesuvio quanto meno a distanze invariate. Dopo la sconfitta di Genova e  l’impegno infrasettimanale col Barcellona concluso a reti bianche, gli uomini di Allegri erano chiamati ad un immediato riscatto e questo è riuscito dopo un primo tempo nel quale si era giocato ad una sola porta con il Crotone ben impostato in difesa. Nella ripresa giungeva il tris  e tornava il sereno giusto per l’impegnativa trasferta sotto il Vesuvio.

“Ci siamo pareggiati da soli” è stato l’amaro commento di Di Francesco sull’1-1 della Roma in casa del Genoa a causa della follia di De Rossi cacciato per una manata a Lapadula in piena area, che ha comportato anche e soprattutto il rigore che ha generato il pareggio. Purtroppo De Rossi non è nuovo a simili colpi più da ring che da campo di calcio ed ora ci sarà una ulteriore penalizzazione per i giallorossi con una pesante squalifica nella quale si terrà conto anche, oltre dell’atto di violenza, della simulazione per la conseguente, volontaria, caduta alla quale l’arbitro non ha abboccato. Peccato per la Roma che perde il ritmo imposto dalle altre.

Anche la Lazio, in vantaggio sulla Fiorentina fino al 94’ si vede privata del successo per una decisione arbitrale, avallata dal Var, nella concessione di un rigore alquanto dubbio, oltre ad un potenziale secondo lasciato correre. Il finale è stato tumultuoso per le proteste verso la squadra arbitrale. In casa Lazio ci si attendeva una ripresa dopo la sconfitta del derby ma, con Immobile appannato, i biancazzurri  non sono riusciti ad avere ragione di una Fiorentina che fino all’ultimo non ha mollato, portando a casa un buon punto.

Veramente una brutta botta (3-0) che la Sampdoria ha subito a Bologna proprio quando tutti si attendevano la conferma di merito per rimanere in area coppe; il sesto posto è rimasto ma la delusione è stata tanto grande quanto la soddisfazione dei bolognesi, al secondo successo consecutivo dopo un periodo di crisi.

Al Milan, in società, dopo l’ennesima, scialba prestazione contro il Torino conclusasi con la sonora fischiata finale, hanno compreso che non era più possibile andare avanti con il caos creato da Montella: 23 formazioni differenti su 23 partite, giocatori sballottati da un ruolo all’altro con grave perdita di identità, solite giustificazioni ridicole su miglioramenti sempre soggettivi che solo lui vedeva e tante altre negatività hanno portato il Milan in una zona di mediocrità assoluta in campionato, appena mitigata dalla qualificazione in Europa League conseguita, pure con qualche figuraccia, contro squadre estere equiparabili a quelle della nostra serie C. Ora tocca a Gattuso, vecchia gloria della squadra ancelottiana, nel cuore della tifoseria come calciatore ma con insignificanti esperienze da allenatore, che dovrebbe servire a traghettare la squadra verso una ridimensionata qualificazione in Europa League, visti i corposi distacchi dalla zona Champions.

Gli altri risultati hanno visto il Chievo prevalere in rimonta (2-1) sulla Spal con una doppietta di Inglese (già acquistato dal Napoli per gennaio), il Verona che vince in casa del Sassuolo (2-0) e a pagarne le spese è l’allenatore locale Bucchi sostituito da Iachini. L’Atalanta nel posticipo supera il Benevento (1-0) con un gol di Cristante, uno degli uomini più in forma dell’undici di Gasperini, distintosi in settimana per una doppietta rifilata a Liverpool in casa Everton del vecchio Rooney nella storica cinquina di qualificazione in Europa League; un clamoroso e sonante successo quello dei bergamaschi che ha fatto scoprire in Europa una nuova bella realtà calcistica italiana, diciamo una boccata d’aria fresca in campo internazionale dopo la disfatta dell’Italia  nelle qualificazioni mondiali.

Share