Montevarchi. I genitori non pagano la mensa? La sindaca di centrodestra mette i bimbi “morosi” a pane, olio e una mela. La Cgil: “disuguaglianze intollerabili”. Petraglia (SI): “un miliardo da investire per le mense gratuite”

Montevarchi. I genitori non pagano la mensa? La sindaca di centrodestra mette i bimbi “morosi” a pane, olio e una mela. La Cgil: “disuguaglianze intollerabili”. Petraglia (SI): “un miliardo da investire per le mense gratuite”

Pane e olio a pranzo per sei bambini (su trenta) i cui genitori non sono in regola nel pagamento della mensa. Accade a Montevarchi (Arezzo), all’istituto comprensivo Magiotti, per quelle famiglie che non sono in regola con il contributo previsto per la mensa scolastica. Il nuovo regolamento comunale prevede infatti che “alla scadenza del 31esimo giorno di mancato pagamento del corrispettivo per il servizio è stata introdotta una misura alternativa con la fornitura di un pasto composto da pane, olio e frutta, a garanzia sopratutto del minore, e per permettere ancora ai genitori di intervenire celermente mettendosi in regola con il pagamento, dopo che per 30 giorni il pasto è stato comunque erogato regolarmente avendo avvertito e sollecitato più volte la famiglia di trovarsi in difetto”. Contro la decisione del sindaco di centrodestra, Silvia Chiassai, si è scatenata una bufera politica. Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi (Mdp), su Facebook scrive: “una scelta inqualificabile. Sono stato sindaco e conosco queste situazioni. Ci sono altre soluzioni per esigere il pagamento delle rette. Consentire discriminazioni nei luoghi della crescita e dell’apprendimento è una scelta irresponsabile, grave e dannosa”.

L’autodifesa della sindaca Chiassai di Montevarchi? Colpa dei genitori che lasciano a digiuno i figli

La replica della sindaca di Montevarchi non si è fatta attendere. Anzi, è un vero e proprio atto di accusa contro i genitori morosi: “io non ho lasciato i bambini senza pasto come hanno fatto i loro genitori da irresponsabili, non lo avrei mai fatto”, ha affermato Silvia Chiassai. Poi, non ancora soddisfatta, ha aggiunto: “Non dovevamo neppure arrivare a questo perché un genitore che sa di non aver pagato, che viene avvisato e al termine della scadenza lascia il proprio figlio senza mangiare compie un atto non responsabile. Noi il pasto con olio, pane, frutta e acqua glielo abbiamo dato”. Il sindaco difende la sua scelta e ribadisce: “Qui a Montevarchi chi pagava i servizi era considerato ‘uno stupido’ dal momento che il comune non controllava e nessuna pagava, prova ne è che mi sono ritrovata un buco di 530mila euro costituito da trasporti e mense per l’appunto. Io sono psicoterapeuta e non avrei mai lasciato i bambini soli, tanto è vero che hanno mangiato con altri 200 bambini che scelgono di portare il pasto da casa e che non si sentono discriminati per il fatto che mangiano in una stanza diversa, per ragioni logistiche e di servizio, da chi usufruisce dei pasti mensa. Ci tengo a precisare che, se una famiglia non può provvedere, viene seguita dai servizi sociali che a Montevarchi seguono il 100 per cento dei non abbienti, non abbiamo mai lasciato solo nessuno”.

Dettori e Massafra, segretari confederali Cgil: “intollerabili disuguaglianze”

“Intollerabile che si creino diseguaglianze e discriminazioni nelle mense scolastiche e che siano i bambini a pagare per disagi economici o comportamenti sbagliati dei genitori. Si intervenga”, commentano i segretari confederali della Cgil Rossana Dettori e Giuseppe Massafra. “È inaccettabile – proseguono i dirigenti sindacali – che nei luoghi deputati alla formazione si applichino misure discriminatorie e palesemente contrarie ai valori fondanti della nostra società e della convivenza civile, valori che i bambini imparano proprio tra i banchi”. “Apprezziamo la presa di posizione del ministro Fedeli – concludono – e riteniamo sia necessario agire affinché casi così gravi e umilianti non si ripetano in nessuna scuola del Paese”.

La ministra Fedeli “condanna” la decisione della sindaca di Montevarchi

A proposito della ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli, su questa vicenda è stata molto risoluta: “a me fa arrabbiare il fatto che i bambini pagano gli errori degli adulti”. La ministra ha espresso “ferma condanna” nei confronti della scelta della sindaca di Montevarchi (Arezzo), Silvia Chiassai, di dare solo pane e olio ai bambini i cui genitori non sono in regola con il pagamento del servizio di mensa. “Va condannata una scelta per la quale di fronte all’inadempienza dei genitori si fa pagare pegno ai bambini – ha sottolineato la ministra -. Vi rendete conto cosa significa per un bambino, che non può porre rimedio alle scelte anche sbagliate dei genitori, trovarsi in una classe in cui viene differenziato il suo cibo rispetto a quello dei compagni? Vuol dire umiliarlo e questo è inaccettabile nell’ambito scolastico che deve invece sostenere l’inclusione, l’eguaglianza e il rispetto”.

La reazione indignata di Alessia Petraglia, senatrice di Sinistra Italiana, e capogruppo in Commissione Istruzione. E segnala altri casi analoghi

“Sia costituito subito un fondo di 1 miliardo e mezzo di euro annui, a cui i comuni possano attingere, finalizzato alla gratuità delle mense nelle scuole che adottano il tempo pieno: chiediamo a chi si indigna per situazioni in cui i bambini sono privati della mensa scolastica di sostenere questo nostro emendamento”, dichiara la senatrice di Sinistra Italiana Alessia Petraglia. “In Toscana, come nel resto d’Italia, di situazioni da brivido come quello del comune aretino ce ne sono a bizzeffe; talvolta si arriva a proporre anche di negare il pasto ai ragazzi, come nel caso di Grosseto”, aggiunge Petraglia. “Molti politici, giustamente, si indignano ma forse il momento è opportuno per segnare una svolta di civiltà nel nostro paese e porre termine ad umilianti esperienze a danno di bambini che non hanno nessuna responsabilità. A nostro avviso lo Stato deve garantire totalmente l’insegnamento pubblico e la fruibilità delle scuole. Si tratta di scelte politiche concrete che spettano non solo all’opposizione ma soprattutto – ha concluso Petraglia – a chi è in maggioranza”.

Marisa Nicchi, Mdp, annuncia un’interpellanza parlamentare sui fatti di Montevarchi

“Da giorni – sostiene Marisa Nicchi, parlamentare di Mdp – questi bambini sono costretti a subire una pubblica umiliazione, isolati in un angolo della mensa, come fossero responsabili del comportamento dei loro genitori. Sempre ammesso che i genitori possano pagare la mensa. Il Comune fa bene a esigere il pagamento delle rette, visto il disavanzo di cinquecento mila euro nel bilancio del Comune di Montevarchi accumulato con le morosità per servizi come la mensa e il trasporto scolastico, ma è sbagliata la soluzione individuata”, conclude Marisa Nicchi, “in quanto la strada dovrebbe essere quella di capire il disagio delle famiglie, in tutti i modi possibili e non certo quello di differenziare la mensa o il trasporto a dei bambini, che in ogni caso non hanno nessuna colpa”.

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