Legge di Bilancio. Cgil, Cisl, Uil: il confronto con il governo va male. Cresce la mobilitazione. Fiom: le fabbriche milanesi aprono un fronte di lotta. Si parla di sciopero generale. Minoranza Pd: emendamenti a temi chiave della manovra

Legge di Bilancio. Cgil, Cisl, Uil: il confronto con il governo va male. Cresce la mobilitazione. Fiom: le fabbriche milanesi aprono un fronte di lotta. Si parla di sciopero generale. Minoranza Pd: emendamenti a temi chiave della manovra

Si conclude lunedì pomeriggio il confronto fra governo e sindacati centrato non solo sul tema della previdenza, con particolare riferimento all’adeguamento automatico dell’età pensionistica alla speranza di vita, ma su problemi di fondo che riguardano l’intera manovra economica, la legge di Bilancio, ora all’esame del Senato. Lavoro, per i giovani in particolare, sanità a partire dalla eliminazione dei superticket, rinnovo dei contratti del pubblico impiego, con il confronto aperto in sede Aran ma con gli stanziamenti ancora da definire, tanto che alcuni emendamenti presentati al Bilancio chiedono l’aumento dei fondi che, allo stato, non coprirebbero il rinnovo contrattuale e il pagamento degli arretrati. Il lavoro dei “tavoli” è stato accompagnato con  assemblee nei luoghi di lavoro e nel territorio, attivi sindacali, manifestazioni. In particolare dalle fabbriche milanesi stanno arrivando ordini del giorno, prese di posizione e la proclamazione di ore di sciopero rispetto all’innalzamento dell’età pensionabile e alla manovra che il governo si appresta a varare.

Il “tavolo tecnico” sulla previdenza non ha dato risultato. Lo scoglio dell’età pensionabile

Allo stato del confronto, il giudizio dei sindacati, in particolare sulla previdenza, è negativo. Non si sono fatti passi avanti. Dopo un primo incontro cui hanno partecipato Gentiloni con i ministri Padoan, Poletti, Madia, e per Cgil, Cisl, Uil i segretari generali Camusso, Furlan, Barbagallo, si è passati al “tavolo tecnico”,  senza risultati. Lunedì mattina un rapido passaggio al tavolo tecnico poi con il presidente del Consiglio si tireranno le somme. Ci si avvicina così al dibattito nell’Aula del Senato con un Pd che tenta di blindare il dibattito a partire dal richiamo rivolto dal capogruppo Zanda ai senatori che devono essere tutti presenti senza eccezione alcuna, la formula usata in situazioni di emergenza. Nel frattempo la minoranza del partito di Renzi ha presentato un documento elaborato dall’area del ministro Orlando e sottoscritto anche da Gianni Cuperlo in vista del voto alla Camera sulle mozioni contro il Jobs act presentate da Mdp, SI e Possibile. Vengono avanzate proposte, tradotte in emendamenti alla legge di bilancio, che hanno l’obiettivo di aprire “un confronto su alcuni temi chiave della manovra”. Cinque le aree principali in cui si chiedono modifiche alla manovra: lavoro e previdenza; sanità e welfare; ambiente; enti locali; web tax. Le proposte – tradotte in emendamenti – includono anche un intervento nella direzione del “superamento dei superticket”.

Da Bruxelles insistono. I conti non tornano. Mancano 3,5 miliardi

Un quadro molto mosso cui non manca un’ultima pennellata che viene da Bruxelles con Commissari Ue, Moscovici in primo piano, che insistono sul fatto che le cifre in Bilancio non sono esatte. Anzi, mancano all’appello ben 3,5 miliardi, ma si fa sapere che verranno considerati un “fatto tecnico”. Il 22 novembre quando la Commissione dovrà esprimere una valutazione sui conti italiani non ci sarà una bocciatura. Sarebbe di cattivo gusto proprio prima delle elezioni, campagna elettorale ormai aperta. Ma si parla apertamente di una nuova manovra da prevedere in primavera da parte del governo che verrà, se verrà.

Il clima in cui i sindacati vanno al confronto con Gentiloni non è proprio quello ideale. Sul tema della previdenza in particolare il governo non ha accolto le richieste di Cgil, Cisl e Uil.Il confronto sta andando male – afferma il segretario confederale della Cgil, Roberto Ghiselli, intervistato da RadioArticolo1- sul tema dell’aspettativa di vita, siamo molto lontani da ciò che chiediamo”. In particolare “qui occorre individuare le categorie con aspettativa più bassa, mentre il governo ha fatto una proposta ridotta al minimo, considerando una platea del mondo del lavoro che non arriva al 10%. Se questi sono i presupposti è inutile anche avanzare una controproposta”.

 Un primo elenco delle iniziative  nelle fabbriche milanesi

Dalla Fiom Cgil arrivano le notizie di cui abbiamo detto che riguardano le fabbriche milanesi: ordini del giorno, prese di posizione, proclamazioni di scioperi. Nelle parole delle lavoratrici e dei lavoratori, rende noto la Fiom di Milano, “oltre alla richiesta di iniziative forti fino allo sciopero generale per modificare la manovra ingiusta c’è un elemento che colpisce: il riferimento costante alle giovani generazioni, l’attenzione verso chi nel mondo del lavoro non riesce ad entrare. Altro che garantiti che pensano solo a mantenere i propri ‘privilegi’”. Di seguito un primo elenco delle iniziative: I lavoratori della Baruffaldi di Tribiano reputano “scandalosa la presa di posizione del Governo per la trattativa sulle pensioni. Se non ci saranno sviluppi positivi tutte le maestranze sono pronte alla lotta”. Alla Ceit Impianti di Segrate chiedono “iniziative forti e decise per impedire leggi che danneggiano soprattutto i giovani che non entreranno mai nel mondo del lavoro”.

Quelli della Bcs divisione Mosa di Cusago scrivono che “tutte le generazioni di lavoratori presenti in azienda sono concordi che sia irragionevole insistere sull’innalzamento dell’età pensionabile” e chiedono al sindacato di “non accettare più soluzioni di compromesso”.

L’assemblea dei lavoratori della Site di Milano chiede che “vengano messe in campo iniziative forti per una pensione dignitosa per i lavoratori giovani e precari e che venga modificata la manovra del governo”. Alla Schneider Electric di Milano guardano  “ai lavoratori licenziati che  non riescono a trovare una nuova occupazione, ai giovani costretti ed emigrare alla ricerca di un futuro” e chiedono di “cambiare radicalmente i contenuti della legge di bilancio” perché “è un attacco devastante allo stato sociale conquistato con decenni di lotte ed è in gioco il futuro delle generazioni attuali e future”.

Per i lavoratori della Kone di Pero “le richieste che non hanno più tempo di aspettare sono le seguenti: blocco di nuove strette sulle pensioni; modifica della legge Fornero e jobs act; incentivare l’occupazione stabile e attivare ammortizzatori sociali; sostegno alla formazione e attivare serie politiche industriali con investimenti pubblici e privati”.

Alla Invitea di Corsico oggi hanno scioperato perché “sulla questione pensioni e ammortizzatori sociali è il momento di alzare la voce. La questione riguarda tutti, dai più anziani ai più giovani. Sarà difficile, sarà lunga, ma chi non prova a cambiare ha già perso”. Sciopero oggi anche alla Lobo di Cornaredo perché “un mondo dove persone di 67 anni devono continuare a lavorare mentre i ragazzi sono disoccupati o precari non è ammissibile!”.

I lavoratori della Eurotranciatura di Baranzate hanno deciso di scioperare lunedì 13 e di “astenersi dal prestare attività lavoratori straordinaria nel mese di novembre”. Alla Fpt di Pregnana (gruppo Fiat) incroceranno le braccia il 13 novembre, in concomitanza con l’incontro tra governo e sindacati “contro la manovra finanziaria che non da risposte su pensioni, tutela del futuro dei giovani e ammortizzatori sociali”.

Scioperano lunedì 13 anche gli informatici della Xerox Spa “per non assistere in silenzio a questo ulteriore peggioramento delle condizioni di lavoro e di vita, nostre e delle future generazioni”.

Scacchetti (Cgil) In legge di Bilancio servono  più risorse per rilanciare politiche attive

Sulla legge di Bilancio interviene la  segretaria confederale della Cgil, Tania Scacchetti: “Stanziare maggiori risorse in legge di bilancio- afferma – per rilanciare le politiche attive. Solo così si può costruire un sistema unitario a governo pubblico in grado di rafforzare accoglienza, presa in carico e sostegno dei lavoratori in cerca di occupazione”. “È indispensabile – sottolinea la dirigente sindacale – destinare più finanziamenti per il rafforzamento dei Centri per l’impiego e per la stabilizzazione del loro personale, rispettando le intese raggiunte con difficoltà in Conferenza Stato-Regioni. I Cpi, infatti, sono fondamentali – spiega – per il sostegno ai lavoratori e nella gestione del mercato del lavoro”. Inoltre –prosege- “deve essere previsto un incremento di risorse per consentire l’assunzione stabile del personale Anpal Servizi e Inapp, istituzioni importanti nel supporto alla realizzazione delle politiche attive e per la loro valutazione e monitoraggio”.

“Queste sono le questioni prioritarie da affrontare se di politiche attive non si vuole solo parlare, anche per poter finalmente definire i livelli essenziali delle prestazioni. Contemporaneamente – conclude Scacchetti – non possono essere depotenziate, come già successo, le politiche passive. Serve un sistema di ammortizzatori sociali universale per affrontare la difficoltà del sistema produttivo”.

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