La Giuria popolare del Pisa Book Festival sentenzia: Lenin è innocente!

La Giuria popolare del Pisa Book Festival sentenzia: Lenin è innocente!

Lenin è innocente. La sentenza è arrivata alle 18 di sabato 11 novembre, poco più di 100 anni dopo l’inizio della rivoluzione. La giuria popolare ha assolto (con una votazione di misura) il grande leader comunista durante il processo celebrato al Pisa Book Festival. A cento anni dalla Rivoluzione d’ottobre in cui ebbe un ruolo da protagonista, per Vladimir Ilic Uljanov Lenin si sono aperte le porte di uno speciale tribunale alla fiera nazionale che da quindici anni, in autunno, riunisce a Pisa il meglio dell’editoria italiana indipendente. All’appello lanciato a fine ottobre dal Pisa Book Festival per comporre la giuria popolare hanno risposto centinaia di persone. In trenta sono stati selezionati e oggi pomeriggio sedevano sulla gradinata del tribunale della sala Pacinotti, affollata per l’occasione.

L’udienza è iniziata come da programma alle 17. Il “giudice” Franco Andreucci, che ha insegnato Storia contemporanea all’Università di Pisa ed è fra i massimi esperti italiani di storia del socialismo, del marxismo, della socialdemocrazia tedesca e del Partito comunista italiano (fra i suoi ultimi lavori: Da Gramsci a Occhetto. Nobiltà e miseria del Partito comunista italiano 1921-1991), ha subito dettato le regole: “Questa non è una commedia – ha detto marziale e imperturbabile -. Stiamo parlando di un passato fatto di tragedie. Il popolo russo non ha nulla di divertente da raccontare degli ultimi suoi tre secoli fatti di dittature ed atroci tragedie”. E ha invitato i due “avvocati” a “mettere al bando le ideologie e a portare prove documentali”. Ha preso per primo la parola Ettore Cinnella, già professore di Storia contemporanea e di Storia dell’Europa orientale all’Università di Pisa (fra i più illustri sovietologi italiani). Cinnella ha letto i documenti choc che accusano Lenin e il suo regime comunista, contenuti nel suo libro “1917, la Russia verso l’abisso”. L’arringa difensiva è toccata a Guido Carpi, professore di Letteratura russa all’Orientale di Napoli, autore di una monumentale storia della letteratura e del saggio storico Russia 1917. Un anno rivoluzionario (Carocci): “Bisogna conoscere il contesto in cui matura la Rivoluzione. Quella avvenuta in Russia è frutto di profonde contraddizioni di lungo periodo”, ha detto. Carpi ha concluso la sua orazione citando le parole con cui Indira Gandhi esalta la figura di Lenin. Andreucci ha poi interrogato la giuria per alzata di mano.

Con una maggioranza risicata (di soli 3 voti), il compagno Lenin è stato assolto.

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