In tanti alla manifestazione unitaria contro le mafie e per la libertà d’informazione. Giulietti (Fnsi): “Qui ad Ostia non ci sono solo clan, ma donne e uomini che vogliono legalità”

In tanti alla manifestazione unitaria contro le mafie e per la libertà d’informazione. Giulietti (Fnsi): “Qui ad Ostia non ci sono solo clan, ma donne e uomini che vogliono legalità”
“Siamo quì perché quella testata non è stata data soltanto a Piervincenzi ma è stato uno sfregio a tutta la cittadinanza e alla libertà di stampa. Né con la mafia né con i fascisti, non siamo tutti uguali, c’è chi sta con la Costituzione e chi ne fa strage. Il primo saluto lo voglio fare non alle istituzioni ma ai cittadini che sono in piazza per difenderla, a tutte le associazioni che ogni giorno combattono per la legalità”. Così il presidente della Fnsi Giuseppe Giulietti ha dato il via, in piazza Anco Marzio ad Ostia, alla manifestazione a tutela della libertà di stampa e contro le mafie indetta dalla federazione a seguito dell’aggressione ai danni del giornalista Piervincenzi a opera di Roberto Spada. “Qui ad Ostia – ha aggiunto – non ci sono solo clan ma uomini e donne che ogni giorno portano avanti una battaglia per la legalità”. Infine Giulietti ha rivolto un ringraziamento “a tutte le donne e gli uomini delle scorte che rischiano la vita tutti i giorni”. In piazza tanti cittadini e tantissimi giovani. Cori e striscioni contro le mafie, con i volontari di Libera, che insieme alla Fnsi ed all’Anpi hanno portato linfa a questo momento di svolta per la legalità nel litorale romano. Alla manifestazione, oltre al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e alla sindaca di Roma, Virginia Raggi, anche la presidente della Camera, Laura Boldrini, don Luigi Ciotti, e numerosi altri esponenti del Pd, del M5s e di Fdi. Tra i presenti, anche le due candidate alla presidenza del X Municipio, Monica Picca (centrodestra) e Giuliana Di Pillo (M5S) e alcuni cronisti costretti a vivere sotto scorta.
Al presidio hanno partecipato anche un gruppo dei collettivi studenteschi. Coraggiosa e soprattutto numerosa la partecipazione dei giovani: “Siamo oggi in questa piazza per ricordare a Roma e a tutte le istituzioni che noi non siamo indifferenti e siamo consapevoli che la mafia è una montagna di merda – ha urlato una studentessa al megafono – La mafia si radica dove lo Stato è assente e si alimenta con omertà e indifferenza, noi esigiamo una cittadinanza unita nella lotta contro le mafie e chiediamo che i giornalisti mantengano alta l’attenzione sul nostro territorio”. ‘Contro Spada, Fasciani e Triassi famo sti cento passi’, ‘Studenti in azione contro mafia e corruzione collettivi studenteschi’, le scritte su due degli striscioni esposti dagli studenti. In piazza anche una delegazione del sindacato pensionati italiani della Cgil.
 
Boldrini: “Stato c’è. In periferie e affianco ai cronisti”
 
Da registare, tra i primi contributi, quello della presidente della Camera dei deputati, Boldrini: “Siamo qui per dimostrare alle croniste e ai cronisti che non sono soli, che le istituzioni ci sono e c’è anche tanta gente, tante persone che hanno voluto esserci, e sono venute anche da fuori. Alcuni mettono in atto metodi intimidatori e pensano di essere i padroni, invece non sono i padroni perché qui lo Stato c’è, in questa periferia come in molte altre periferie delle grandi città italiane, dove ci sono problemi ma anche tante persone che si ribellano alla violenza e alla criminalità, rimboccandosi le maniche e facendo qualcosa. Io cerco di dare voce a queste persone perché sono loro il nostro valore aggiunto”. Lo ha detto la presidente della Camera, Laura Boldrini, al termine della manifestazione ad Ostia indetta da Fnsi e Libera a tutela della libertà di stampa e contro le mafie. “La politica – ha aggiunto – deve rispondere su più livelli: innanzitutto facendo buone leggi, e penso che in questa legislatura ne abbiamo fatte per affermare la legalità. Ma poi bisogna essere sempre in mezzo alle persone, dove ci sono i problemi. Io nel mio piccolo ho provato ad esserci, nelle periferie e in territori difficili. Bisogna farlo di più, aprire le porte dei palazzi e far venire le periferie. Far capire che le persone non sono sole e dunque non si devono affidare ai mafiosi per risolvere i loro problemi”.  “Come ha detto Don Ciotti questo è uno sforzo che dobbiamo fare tutti: la politica ma anche i singoli cittadini e le associazioni che in questo danno una mano, perché aggregano e quando si sta insieme si ha più forza”, ha concluso.
La sindaca Raggi: “A Ostia i riflettori non si devono mai spegnere”
 
Poi le prese di posizione in piazza, tra queste quella della sindaca Raggi: “È importante essere qui perchè i riflettori non si devono mai spegnere”. Il X Municipio, e quindi Ostia, è un territorio sano – ha aggiunto – e noi siamo qui a testimoniare la nostra presenza, come istituzione, per garantire che la parte sana del decimo municipio, che c’è ed è la maggior parte, sia supportata dalle istituzioni. E questo lo si fa perseguendo e applicando la legge con grande rigore”. Poi il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti che lancia una proposta.
 
Zingaretti: “Proporremo ai Rettori delle università di aprire dei corsi in questo territorio. Portare qui il lavoro nostra battaglia per la libertà”
 
“Faremo una proposta alle università romane: siamo disponibili ad aiutare l’università per aprire a Ostia alcuni corsi universitari e fare un investimento insieme per portare funzioni di qualità anche in questo territorio. Questo è un progetto ambizioso ma occorre accettare la sfida e innalzare il livello della qualità dell’investimento. Non dobbiamo lasciare questi territori abbandonati – ha aggiunto – e portare funzioni pregiati. L’idea dell’università potrebbe essere una di queste e scriverò ai rettori per studiare insieme un progetto che ci sentiamo di fare nostro. Oggi è molto importante perchè non poteva passare inosservato quello che accaduto, ma ora la cosa molto, ancora, più importante è tornare a Ostia, domani dopodomani, la prossima settimana, fra un mese e un anno, per portare qui lavoro, economia, soldi, investimenti puliti. Come abbiamo provato a fare con la Regione in questi anni, – ha aggiunto il governatore – stando vicino alla riapertura del porto di Ostia sequestrato alla mafia, portando li lo sport, riaprendo le palestre sequestrate alla mafia o investendo, come abbiamo fatto, con il commissario Vulpiani, 10 mln di euro di investimenti nelle infrastrutture. Quindi, stare vicino a questa terra è oggi: dare un segnale di vicinanza. Da domani, quando le telecamere saranno spente per motivi oggettivi, non dimenticarsi che qui la lotta alla mafia vuoldire ricostruire un’economia sana, che dia lavoro ai giovani e che dimostri che la mafia è negazione della libertà e violenza. La promessa a questo territorio è che non vi lascieremo mai soli e che questa battaglia per la libertà è la nostra battaglia”.
 
Don Ciotti: “C’è presenza mafiosa ma anche tante persone positive”
 
“Qui ad Ostia c’è una presenza di forme di illegalità di corruzione, una presenza mafiosa e io mi stupisco, piuttosto, di chi si stupisce. Si tratta di una storia che arriva da lontano: i segnali c’erano tutti e ci sono vicende giudiziarie in corso per dimostrare tutto questo. Ma qui c’è anche una marea di gente che si è mossa e si mette in gioco per fare la propria parte. Bisogna distinguere e far emergere le cose positive senza sottrarci nella denuncia delle cose che non vanno. Credo – ha aggiunto – che non si possano mettere le etichette a nessuno nel nostro Paese. L’altro giorno ero a Corleone con dei ragazzi che stanno lottando per dire che corleonesi non è il nome di un clan ma di un popolo. A volte si rischia di generalizzare e di definire tutto in un certo senso”. 
 
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