In 150mila alla marcia contro la violenza sulle donne. La Sinagoga di Roma si tinge di rosa

In 150mila alla marcia contro la violenza sulle donne. La Sinagoga di Roma si tinge di rosa
Erano in migliaia, probabilmente oltre 100mila, forse 150mila, le donne e gli uomini che hanno marciato a Roma dietro allo striscione ‘Contro la violenza maschile sulle donne noi abbiamo un piano’, firmato dal movimento ‘Non una di meno’. Una vera e propria marea di partecipanti. Spiccavano i palloncini rosa, a centinaia, della Casa internazionale delle donne, a rischio sfratto da parte del Campidoglio. Molti gli striscioni dei centri antiviolenza, ma anche i cartelli che echeggiavano i più recenti fatti di cronaca nera, come ‘La donna violentata non è l’imputata’.
 
“Uomini, dietro per una volta nella vita”, scandivano le tante donne alla testa del corteo. “Fascisti stupratori venite fuori adesso ve lo facciamo noi un bel processo”, dicono le donne durante il tragitto. “Antifascista sempre: siamo marea e non ci fermeremo, non una di meno”, un altro slogan. “Donne ma anche uomini, siamo di nuovo qui per dire che le donne sono un soggetto di diritto. Tutte insieme possiamo riscrivere la storia in modo diverso. L’anno scorso in marcia c’erano 200mila persone”, sintetizza lo spirito della manifestazione Lella Palladino presidente dell’associazione ‘Donne in Rete contro la violenza’. “Siamo ancora all’anno zero sul riconoscimento dei diritti delle donne ma siamo una forza e uomini e donne insieme batteranno la violenza”.
Dati alla mano, la presidente di Dire ricorda che nel 2016 i centri anti-violenza hanno accolto 20.351 donne di queste il 76% sono di provenienza italiana, mentre un 27% arrivano da altri paesi. Oggi si celebra la Giornata internazionale per dire no alla violenza sulle donne e la marea di uomini e donne che si sono dati appuntamento oggi a Roma dicono no alla violenza in tutte le lingue. In corteo spuntano anche manifesti in cinese e in russo. Tra i più significativi, per citarne alcuni, ‘La donna non è l’imputato’; ‘Il modo in cui mi vesto non significa sì’; ‘Non sono un panda non voglio essere protetta’. Ci sono anche messaggi sul pensionamento delle donne a 67 anni: ‘Pensione a 67 anni=altra violenza su donne’, recita un altro cartello. Alla manifestazione irrompe anche il caso del produttore cinematografico di Hollywood Weinstein: “Dopo Weinstein nulla sarà più come prima. Qualcosa di importante sta cambiando. Siamo la luna che muove le maree” scandisce Sara Rodriguez di ‘Donne de la comune'”.
 
La sinagoga di Roma si è illuminata di arancione in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne, e resterà illuminata fino a mezzanotte. “Abbiamo voluto dare un contributo nella giornata internazionale contro la violenza sulle donne, perchè questo è un fenomeno terribile che sta dilagando e colpisce tante donne”, ha spiegato la presidente della Comunità ebraica di Roma, Ruth Dureghello. “La nostra tradizione – ha sottolineato il rabbino capo Riccardo Di Segni – è schierata contro questo tipo di violenza. Se ne parla anche nella bibbia di scongiurare questo genere di violenza. La violenza non si ferma a un episodio singolo ma ne scatena molte altre: ed è quindi un tipo di battaglia che rientra nella nostra tradizione”. 
A rappresentare l’amministrazione capitolina l’assessore a Roma Semplice, con delega alle pari opportunità, Flavia Marzano, e la consigliera Gemma Guerrini, presidente della commissione delle elette. “Solo insieme, tutti insieme, possiamo provare a uscire da questa montagna di violenza. Dobbiamo partire dai bambini e arrivare agli uomini per dire loro che non lo devono fare” ha detto Marzano per poi ricordare che le iniziative dell’amministrazione capitolina “sono iniziate già l’undici ottobre e termineranno il 10 dicembre in occasione della giornata mondiale per i diritti umani”. “L’undici ottobre abbiamo illuminato di arancione il Campidoglio – ha detto Marzano – nella giornata delle bambine e delle ragazze, poi siamo andati avanti con la giornata della gentilezza e fino ad oggi ci sono state diverse giornate, con le associazioni e che hanno visto anche il coinvolgimento dei tassisti per quanto riguarda il taxi rosa. Oggi in Campidoglio c’è stata una giornata che si è chiusa con lo spettacolo delle detenute che hanno raccontato la loro esperienza, purtroppo non semplice, perché la violenza non è mai una cosa facile da raccontare”. “La violenza sulle donne è terribile. Acea ha istituito, per questo, uno sportello di ascolto e un programma di smart working per aiutare le donne a lavorare meglio”, ha spiegato il presidente di Acea, Luca Lanzalone, presente poiché l’illuminazione è stata resa possibile dalla collaborazione con Acea.
 
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