Giornalista aggredito ad Ostia, fermato dai carabinieri Roberto Spada. Per lui c’è l’aggravante del contesto mafioso. Anche Fnsi e Libera si mobilitano, manifestazione ad Ostia il 16 novembre

Giornalista aggredito ad Ostia, fermato dai carabinieri Roberto Spada. Per lui c’è l’aggravante del contesto mafioso. Anche Fnsi e Libera si mobilitano, manifestazione ad Ostia il 16 novembre
Svolta nell’aggressione al reporter ed alla troupe i Rai 2 da parte di un esponente del clan Spada. Nel pomeriggio ci sono stati, infatti sviluppi investigativi che hanno portato al fermo di Roberto Spada che è stato portato dai Carabinieri nella caserma di via Zambrini a Ostia dopo essere stato prelevato dalla sua abitazione distante poche centinaia di metri. All’uscita da casa Roberto Spada, fermato per lesioni aggravate e violenza privata con l’aggravante di aver agito in un contesto mafioso (questo ultimo comma legislativo ha permesso il fermo ndr), non ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano un commento e se si fosse pentito dell’aggressione avvenuta martedì ai danni di un giornalista e della troupe della trasmissione televisiva Rai “Nemo – Nessuno Escluso”. Spada è uscito dal palazzo sotto la pioggia battente e accompagnato dai carabinieri si è infilato in macchina senza parlare né guardare nessuno. Dai balconi dei palazzi che affacciano sulla strada un paio di persone hanno urlato “vergognatevi” in direzione degli stessi giornalisti, a confermare il clima di omertà e di ‘rispetto’ per questa famiglia che altri non è che una costola criminale delle mafie. Successivamente sono stati anche chiariti i motivi scatenanti che hanno portato al fermo, ovvero lesioni personali aggravate e violenza privata con l’aggravante di aver agito in un contesto mafioso. A Spada, è stata contestata anche l’aggravante dei futili motivi. Sul femo da registrare anche la durissima presa di posizione del ministro degli Interni, Minniti: “Il fermo di Roberto Spada è la dimostrazione che in Italia non esistono zone franche. Grazie alla Procura della Repubblica di Roma e all’Arma dei Carabinieri”.
Per il fermo l’aggravante del contesto mafioso ha fatto la differenza
 
L’aggravante del contesto mafioso, secondo chi indaga, sarebbe legata anche alla platealità con la quale l’indagato avrebbe agito di fronte ai testimoni e al metodo intimidatorio. Spada, inoltre, ha usato anche un manganello e sarebbe stato spalleggiato da una secondo soggetto non ancora identificato. A breve, i pm Giovanni Musarò e Ilaria Calò, titolari del fascicolo di indagine chiederanno la convalida del fermo e nei prossimi giorni si terrà l’interrogatorio di garanzia. 
 
E dopo la mobilitazione chiesta dalla Raggi per sabato prossimo, Fnsi e Libera chiamano a raccolta partiti, movimenti ed associazioni per il 16 novembre
 
Ed a proposito di mafie, dopo l’appello della sindaca Raggi, raccolto da molti partiti ed associazioni e che mobiliterà la piazza sabato prossimo, l’Associazione Libera, insieme alla Federazione Nazionale della Stampa, hanno fatto lo stesso proclamando una giornata di mobilitazione per il prossimo 16 novembre. “L’aggressione di Ostia non è stata solo un atto violento e squadristico contro i cronisti, ma anche un’aggressione all’articolo 21 della Costituzione e al diritto dei cittadini ad essere informati. Per questo dobbiamo reagire insieme chiamando in piazza cittadine e cittadini che credono nella Costituzione, nella legalità, nella libertà di informazione, nel diritto ad una vita dignitosa liberata da mafie, malaffare, corruzione. Libera e Fnsi invitano cittadini, associazioni, istituzioni a ritrovarsi giovedì 16 novembre dalle ore 17 a Ostia. Chiediamo a tutte le associazioni che hanno a cuore i temi della legalità e della libertà di stampa di partecipare”. Questa la nota di Fnsi e Libera. Il Pd, che non aveva dato alcuna adesione alla manifestazione indetta da Raggi, ha proposto alla sindaca di tornare sulle sue decisioni e concentrare lo sforzo unitario sulla data del 16 novembre. Sul punto è chiaro ed anche polemico il deputato del Pd, Miccoli: “Ottima la manifestazione lanciata da Fnsi e Libera dopo gli atti violenti di Ostia. Si tratta, questa sì, di una manifestazione apolitica e apartitica, non come quella della Raggi smaccatamente grillina tanto da essere stata sponsorizzata dal sito di Beppe Grillo. Ora la Raggi “smonti” la manifestazione grillina di sabato e aderisca a quella di Fsni e Libera. Dimostri, una volta, di essere il sindaco di tutti e non dei soli grillini”. Anche i sindacati, che non si erano espressi sulla manifestazione pensata dalla Raggi, hanno invece dato la loro adesione a quella della Fnsi e di Libera. “L’aggressione di Ostia – si legge in una nota di Cgil, Cisl e Uil- rappresenta un atto violento che mette in discussione la libertà di stampa e mette in luce la condizione in cui i cittadini delle periferie sono costretti a vivere, in assenza dello Stato e con una malavita che opera indisturbata. Per questi motivi, aderiamo alla manifestazione promossa da FNSI e Libera il prossimo 16 novembre invitando tutti i lavoratori e i cittadini a opporsi con nettezza, come già in passato, a ogni forma di criminalità e di violenza e a essere presenti in massa all’iniziativa che si svolgerà a Ostia“. Ma prima di tutto questo c’era stato tutto il resto.
 
Intanto il giornalista Daniele Piervincenzi è tornato a parlare dopo essere stato aggredito da Roberto Spada, fratello del boss della nota famiglia che in tante occasioni è finita sotto inchiesta e condannata, per i suoi legami con la mafia e il crimine organizzato. Daniele vuole andare avanti  e dice la sua dopo un incontro con il Dg della Rai, Mario Orfeo, che lo ha incontrato in viale Mazzini: Non è un naso rotto che ci può fermare. Certo siamo scossi, sia io che Edoardo Anselmi. Lui ha coraggiosamente difeso il girato della telecamera durante l’aggressione, gliene sono grato. Entrambi continueremo a fare il nostro lavoro con la stessa dedizione di prima”.
 
 
La Sindaca chiama alla mobilitazione: “Dare un messaggio forte contro le mafie e la criminalità”
 
E, va detto, che forse per la prima volta la Sindaca Raggi fa la Sindaca e sulla legalità cerca di chiamare a raccolta i cittadini di Roma e del suo sfortunato, fino ad ora, quartiere che si affaccia sul mar Tirreno, ma la manifestazione, giudicata da molti partiti ed associazioni di parte, potrebbe alla fine essere solo una palcoscenico per i 5Stelle. La Raggi aveva infatti chiamato tutti a raccolta ad Ostia sabato pomeriggio, ma la manifestazione, che aveva già ricevuto alcune adesioni significative, potrebbe rientrare o essere organizzata solo dai grillini. Così si era espressa la Raggi:  “Abbiamo lanciato con forza una manifestazione ad Ostia, sarà senza bandiere politiche e aperta a tutti. Dobbiamo lanciare un messaggio forte della città contro le mafie e la criminalità. Chiunque voglia partecipare è assolutamente benvenuto. Il segnale deve essere univoco e compatto”.
 
 
In piazza sabato anche Sinistra Italiana: “Ostia non è terra di mafia. Non c’è spazio, non c’è più spazio”…
 
Immediata l’adesione di Sinistra Italiana: Ostia è terra di mafia. Non c’è spazio, non c’è più spazio, per semplicistiche quanto superficiali ricostruzioni che tendono ad annacquare il radicamento mafioso sul mare di Roma. Ad Ostia c’è la mafia e nessuno può più permettersi di affermare il contrario. Per questo aderiremo convintamente come Sinistra Italiana al corteo in programma Sabato 11 Novembre, promosso da Laboratorio Civico X, che partirà alle ore 15.30 dalla Stazione Lido Centro ed inoltre invitiamo tutte le forze sane del nostro territorio a partecipare all’iniziativa “Ostia e l’antimafia sociale per vincere la sfida” promossa da Sinistra Italiana X Municipio che si terrà Giovedì 16 Novembre presso la sala congressi dell’Hotel Bellavista in Piazzale Magellano 16 a cui parteciperanno, fra gli altri, Federica Angeli (giornalista di Repubblica), Massimo Cervellini (Senatore Sinistra Italiana), Paolo Cento (Resp. Naz. Enti Locali Sinistra Italiana) e Edoardo Levantini (Coord. Antimafia Anzio Nettuno). Continua senza se e senza ma il nostro impegno per contrastare la presenza pervasiva ed evidente delle mafie radicate sul mare di Roma, una presenza che chiama tutte le forze sane del territorio ad opporre un fronte comune: mentre la magistratura e le forze dell’ordine fanno il loro lavoro, la politica e i cittadini devono fare la propria parte, denunciare ed attivarsi collettivamente per sradicare il cancro mafioso dal Municipio X di Roma Capitale”. Così in una nota Marco Possanzini, Segretario Sinistra Italiana X Municipio.
 
 
Adesione all’appello della Raggi, anche da Insieme per il Lazio
 
Saremo alla manifestazione promossa dal Laboratorio Civico X e dalle realtà sociali del territorio del Municipio X per gridare contro la mafia e sostenere lo sforzo di tanti e tante cittadini stanchi di vivere in un territorio dove la criminalità organizzata si muove con arroganza e ammicca ai neofascisti. L’appuntamento per tutti e tutte le realtà democratiche e antifasciste è sabato 11 novembre, ore 15.30 alla Stazione Lido Centro lato Via Cardinal Ginnasi. 
Sfileremo in corteo per dire che Ostia e il Municipio X vogliono libertà e sicurezza, per dare solidarietà al giornalista aggredito, per ribadire che l’anticorpo alle mafie è la partecipazione civica”. Così in una nota Gino De Paolis, Capogruppo, Marta Bonafoni, Daniela Bianchi e Rosa Giancola consigliere di Insieme per il Lazio.
 
Il Commissario prefettizio Vulpiani: “L’astensionismo è un segnale di paura. Arroganza nell’atto consumato”
 
Da registare poi la presa di posizione del Commissario Prefettizio, Vulpiani, che denuncia l’arroganza dell’atto che si è consumato: “L’arroganza di questo soggetto, che ha picchiato un giornalista in quel modo, vuol dire ‘Questo è territorio nostro, adesso lì comandiamo noi’. E’ un modo di marcare il territorio. Questo è il brutto segnale che è stato dato alla politica”. Commenta così, il commissario prefettizio di Ostia Domenico Vulpiani ai microfoni di Radio 24 l’episodio dell’inviato Rai aggredito da Roberto Spada, e aggiunge: “Durante i 24 mesi che siamo stati lì è come se ci fosse stata una tregua, abbiamo cercato di allontanare le pressioni, le intimidazioni, però sul territorio la permanenza di certi gruppi criminali non potevamo eliminarla. Il segnale che è stato mandato anche nei giorni precedenti le elezioni è stato l’incendio di 30 cassonetti. La notte prima delle elezioni hanno incendiato un cassonetto davanti al Municipio in centro di Ostia: un segnale per dire ‘Adesso ci siamo noi’, ed è un segnale ai politici”.
Vulpiani quindi sottolinea ai microfoni di Radio 24 che “l’astensionismo così avviene solo nei comuni del sud quando c’è la mafia, è un segnale di paura, ‘Non vado neanche a votare’. Il recupero delle zone degradate è la chiave di volta per vincere queste cose. Se uno recupera il degrado urbano recupera anche il degrado sociale. La classe politica, qualunque essa sia, deve mettersi in testa che non si possono fare compromessi con questa gente – prosegue Vulpiani nel corso dell’intervista a Radio 24 -. Non si possono tollerare zone franche, ci si deve riappropriare del territorio”.
 
Volano le carte bollate tra M5S e FdI. Meloni protagonista di una possibile querela contro la Di Pillo
 
Intanto volano le carte bollate tra M5S e Fdi, visto che su quanto accaduto sono già minacciate querele dalla Meloni: “Denuncerò per diffamazione – fa sapere la Meloni – la signora Giuliana Di Pillo, che è arrivata ad insinuare che io sia tra i “mandanti morali” dell’aggressione ai danni di una troupe RAI. Fratelli d’Italia non ha nulla a che fare con alcuni personaggi che, invece, in passato hanno chiaramente espresso una simpatia nei confronti del Movimento 5 Stelle, come documentato da interviste e articoli di stampa facilmente reperibili sul web. Così come è facilmente reperibile il mio comunicato di condanna dell’inaccettabile aggressione subita da Daniele Piervincenzi ed Edoardo Anselmi. Lo squallore della propaganda grillina ormai non conosce più alcun limite e la signora Di Pillo risponderà in tribunale delle sue affermazioni”.
 
Solidarietà al giornalista ed alla troupe di Federconsumatori
 
“È di una gravità inaudita l’aggressione al reporter Rai del programma Nemo, Daniele Piervincenzi, da parte di un esponente del clan Spada. Si tratta del segnale evidente di come la violenza abbia travalicato il confine della parola per trovare spazio in una zona franca sul litorale romano, dove sicurezza, libertà e rispetto della legalità sono un lontano ricordo. Esprimiamo piena solidarietà al giornalista aggredito e a tutti i suoi colleghi che, in maniera più o meno violenta, più o meno esplicita, sono ogni giorno minacciati nella loro libertà di parola e di espressione”. Lo dichiara in una nota Emilio Viafora, Presidente della Federconsumatori.
“È ora di porre un freno alla deriva a cui assistiamo, anche in piccolo, ogni giorno. Sdoganare la violenza verbale e nella comunicazione è il primo passo verso questo grave declino – si legge nel comunicato – Per questo la Federconsumatori è in prima linea per contrastare ogni forma di violenza, nelle parole ancora prima che nei fatti. In tal senso abbiamo firmato il Manifesto della comunicazione non ostile e invitiamo il Governo e l’intero insieme delle Istituzioni ad una attenta e profonda riflessione su questo tema delicato ed allarmante. Ci devono far riflettere, a tale proposito, proprio i commenti e le parole di solidarietà giunte attraverso i social network all’aggressore, in un sistema di relazioni e sostegni di stampo mafioso. In relazione alla vicenda, richiamiamo la responsabilità delle Istituzioni sulla situazione degrado e illegalità in cui vivono i cittadini di Ostia, che non può protrarsi oltre e sulla quale esprimiamo estrema preoccupazione”.
 
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