Flc Cgil, Cisl e Uil scuola, Snals: un manifesto per la “scuola aperta a tutti”, nello spirito della Costituzione. Si apre oggi la trattativa all’Aran sul rinnovo contrattuale. Le proposte dei sindacati

Flc Cgil, Cisl e Uil scuola, Snals: un manifesto per la “scuola aperta a tutti”, nello spirito della Costituzione. Si apre oggi la trattativa all’Aran sul rinnovo contrattuale. Le proposte dei sindacati

Un manifesto per la scuola in undici punti redatti da costituzionalisti per riportare al centro la missione di questa istituzione a partire dalla Costituzione e dall’esperienza di Don Lorenzo Milani a Barbiana. Ha per titolo ‘La scuola è aperta a tutti’ l’iniziativa, promossa dalle sigle sindacali di Flc Cgil, Cisl scuola, Uil scuola Rua e Snals Confsal, presentata in anteprima alla stampa oggi pomeriggio all’Hotel Nazionale di Roma, ad un’ora dall’apertura del tavolo convocato dall’Aran per il rinnovo del contratto collettivo. Il 18 novembre i segretari nazionali dei sindacati saranno a Barbiana per presentare e discutere insieme il manifesto, in contemporanea con altri 100 appuntamenti per la scuola. La giornata si aprirà con un’assemblea al teatro di Vicchio, vicino Firenze, e proseguirà con la visita al museo e alla scuola di Barbiana, l’inaugurazione di una targa e la visita alla tomba di Don Milani. Un’iniziativa simbolica che ha lo scopo di ribadire che la scuola è “bene comune” e “aperta a tutti”, nel solco dell’esperienza di Barbiana e dei diritti sanciti dalla Costituzione. Una scuola che mette al centro le esigenze degli allievi e mette in campo “esperienze di apprendimento significative” ispirate ai “principi di ascolto, dialogo e confronto”, “senza lasciare indietro nessuno”. E ritorna alla sua organizzazione “su organi di autogoverno eletti dalla comunità di riferimento”, ritrovando la sua missione come “comunità educativa” che permette la “realizzazione della persona, del cittadino e del lavoratore”, non come “luogo di addestramento al lavoro”. Nel manifesto viene ribadita l’esigenza di fare investimenti “allineati alla media dei Paesi Ocse”, con “politiche mirate, che valorizzino l’autonomia delle istituzioni scolastiche e le diverse professionalità che in esse operano”. Tutti punti che i sindacati hanno voluto collegare al tavolo aperto oggi per il rinnovo del contratto del comparto Istruzione e Ricerca con riferimento alla legge di Bilancio e dell’apertura del negoziato con la prima riunione di oggi all’Aran.

Sinopoli, Flc Cgil: “col rinnovo del contratto c’è la possibilità di riaprire gli spazi contrattuali negati dalla Buona scuola”

“Abbiamo la possibilità, attraverso il contratto, di riconquistare gli spazi negoziali che la legge 107 ha di fatto tolto in questi anni, a partire dal bonus, e poi abbiamo la possibilità di mettere in discussione l’unilateralità delle scelte che hanno caratterizzato questa triste stagione della scuola”, ha affermato il segretario generale Flc Cgil Francesco Sinopoli. A proposito dell’aumento stipendiale di 85 euro lordi “in questo momento – ha aggiunto Sinopoli – la legge di stabilità prevede la compensazione del bonus fiscale. Chiaramente bisognerà presidiare il dibattito parlamentare affinché arrivi in porto questo risultato. Noi crediamo che nella legge di stabilità ci debba essere un investimento aggiuntivo, partendo dal presupposto che intendiamo rimettere in contrattazione tutte le risorse della legge 107. Bisogna, innanzitutto, rafforzare i salari tabellari – ha proseguito -, perché quelle risorse devono essere oggetto di un contratto tra le parti e distribuite in base alla contrattazione collettiva. Trasportiamo il bonus nel contratto, non serve un intervento del Parlamento, già oggi ci sono gli strumenti normativi per fare quest’operazione. L’intervento del Parlamento serve a mettere risorse aggiuntive, che riguardino il mondo dell’Istruzione e della Ricerca. Noi abbiamo le idee chiare, crediamo che questo contratto debba riconquistare il ruolo che le lavoratrici e i lavoratori della scuola meritano e serva a smontare la 107 anche attraverso questo contratto, per quanto compete le norme che sono intervenute direttamente sulla contrattazione. Penso anche il prossimo Parlamento debba abrogare la 107 – ha concluso – anche se non credo che lo farà”.

Turi, Uil scuola: “faremo il contratto della scuola alle condizioni migliori e senza mediazioni al ribasso”

“Non faremo mediazioni al ribasso e l’obiettivo è di restituire alla scuola e ai lavoratori la dignità che meritano. Gli 85 euro sono solo ciò che appare, noi dobbiamo aprire un contratto. Io mi meraviglio che già ci sia una valutazione su un contratto per cui il tavolo non è ancora aperto. Gli 85 euro sono soltanto il frutto dell’accordo del 30 novembre, aspettiamo che anche la finanziaria reperisca altre risorse che noi abbiamo chiesto di reperire, poi faremo il contratto con quello che la politica avrà deciso di stanziare per la scuola, che deve essere coerente. Perché se la politica dice che la scuola è trattata male, che i docenti devono essere ben pagati, deve essere coerente, non deve dare conto al sindacato, deve dare conto alla società e al Paese”, ha detto il segretario generale Uil scuola Rua Giuseppe Turi. “Noi faremo il contratto della scuola alle condizioni migliori – ha aggiunto – con un elemento che non è soltanto retributivo, ma anche culturale, per invertire una tendenza che è partita con la cosiddetta Buona scuola, che buona non è. Attraverso il contratto, vogliamo trasformare la scuola di oggi in una vera scuola della Costituzione”.

Barbacci, Cisl scuola: “prevedere un fondo aggiuntivo destinato alle professionalità della scuola”

“Chiediamo risorse certe e adeguate, che partano dall’accordo del 30 novembre 2016, che ha visto ricondurre a contrattazione molti dei temi che fino al 29 novembre erano materia di norme di legge, e chiediamo anche uno sforzo ulteriore da parte del Parlamento di prevedere un fondo aggiuntivo destinato alle professionalità della scuola, perché abbiamo bisogno di avviare quella partita di avvicinamento e di piena riconduzione ai livelli europei della retribuzioni della scuola. Gli 85 euro sono la partenza”, ha detto Ivana Barbacci della segreteria nazionale Cisl Scuola. “Ci sediamo intorno a un tavolo con dei punti fermi – ha aggiunto -, da lì cominceremo a ragionare rispetto alle risorse della 107, quelle legate al bonus della formazione e al merito (card dei 500 euro), che noi vorremmo rendere contrattuali. Sono risorse investite in una legge che devono tornare nelle retribuzioni del personale, perché in questo modo avranno anche valore previdenziale. Se rimangono in forma bonus sono dei buoni spesa che chiaramente sono utili, hanno un loro valore, ma non hanno una loro persistenza. Ci vuole uno sforzo del Parlamento, per approvare una norma di legge che faccia transitare queste risorse dalla legge al contratto, l’Aran non potrebbe farlo, lo deve fare il Parlamento. Ci sono state nel tempo troppe invasioni legislative che hanno sottratto valore e potere al contratto, a cui deve essere ricondotto il rapporto di lavoro. Lo si può fare – ha concluso – soltanto attraverso risorse adeguate e una normativa che è pertinente e attinente alla complessità delle professioni che nel frattempo si sono in qualche modo modificate anche a fronte della legge 107”.

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